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Sui diritti acquisiti, o della discrezionalità politica

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inevitabile, temo, in assenza di stato minimo. E lo stato minimo e', fattualmente, non possibile. Quindi la tragedia e' inevitabile.

Lo stato minimo funziona (in teoria, meglio: in una certa teoria, chiaramente imperfetta perché continuamente negata dalla storia, come ricordi) sotto assunzioni che (vedi parentesi precedente) chiaramente omettono a man bassa troppi aspetti del reale, di come funzionano gli umani e di come interagiscono.

Hence, la politica è sempre tragica, nel senso che in conflitto fra necessità (esterna all'individuo) e libertà (dell'individuo) e' irrisolvibile attraverso accordi stabiliti  a priori o regole predeterminate. La politica e', alla fine, violazione delle regole esistenti.