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Sui diritti acquisiti, o della discrezionalità politica

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i) Io sono uno dei fortunati col retributivo puro e sono disposto a passare al contributivo, anche se, probabilmente, avrei una pensione minore semplicemente perchè lo ritengo giusto

ii) non so esattamente come siano rivalutati i contributi ma mi sembra evidente che debbano essere rivalutati. Francamente

Sappiamo tutti che non c'è alcuna attinenza tra il dato ufficiale dell'inflazione e la percezione reale che ne hanno i cittadini sulla loro pelle ogni giorno.

io non lo so e non ho alcuna prova che il tasso di inflazione ISTAT sia sottovalutato. Anzi ho una forte diffidenza innata per le percezioni soggettive della 'ggente', soprattutto quando queste percezioni implicherebbero dei vantaggi economici (più alto tasso di inflazione=più alta rivalutazione) 

 Io non voglio vantaggi economici di comodo, dico solo che ho qualche perplessità sulla fondatezza di certe rilevazioni. Basterebbe solo il fatto evidente che nel nostro paese statuire un unico tasso d'inflazione sia già di per sè irrealistico: il costo della vita nel Sud Italia non è certo paragonabile a quello del Nord.

D'accordo sulla precarietà delle "percezioni", ma qualche dubbio su come verranno rivalutati i miei contributi versati 40 anni fa, che su uno stipendio (netto) di allora di 200k Lire erano pochissima cosa, mi sembra comprensibile. Eppure all'epoca, con quello stipendio, sia pur in base alle esigenze di un 18enne di allora, stavo bene. In base ad un calcolo molto spannometrico ma non privo, credo,  di una sua logica, in teoria oggi quei contributi, dopo la rivalutazione,  dovrebbero risultare parametrati ad uno stipendio attuale da primo impiego.

Facciamo 0,8k euri ? Dando per scontato, ma ho qualche dubbio, che oggi con 0,8k  euri si compri quello che si comprava 40 anni fa con 200K lire, vorrei capire se la rivalutazione ammonterebbe davvero a quella misura. Perchè diversamente torneremmo al mio dubbio: che i contributi che ho versato 30 - 40 anni fa finiscano per concorrere in misura irrilevante al ricalcolo della pensione.

Vorrà riconoscermi che, in definitiva, la preoccupazione (legittima) di  un futuro comune pensionato non sia quella di vivere alla grande con ostriche e champagne, ma di far fronte in modo decoroso alle esigenze minime di sussistenza, tenuto conto che all'avanzare dell'età si possono facilmente associare problemi di mobilità, di assistenza e di salute in genere. Per un anziano non è rilevante che nel paniere di riferimento dell'Istat ci stia anche l'andamento dei prezzi dello smartphone, sono rilevanti altre (poche) cose che tutti possiamo immaginare. E' la varianza dei prezzi di queste cose che rileva.

E l'argomento inflazione non vale solo per il ricalcolo con il retributivo ma anche per chi in pensione c'è già.

Le percezioni sono spesso fallaci, lo ammetto, ma a volte non c'è bisogno della scienza statistica per fare confronti semplici e netti: conosco persone che sono andate in pensione 20 anni fa a 55 anni (scandaloso e vergognoso! perfettamente d'accordo!) avendo iniziato a 15 anni.

Un mio parente, il + benestante della serie, prendeva (20 anni fa) circa 2,4K lire di pensione, una cuccagna per l'epoca! Oggi dopo le varie rivalutazioni prende 1,5K euri. La mia sarà una percezione ed anche fallace, ma mi sento francamente di escludere che abbia conservato il potere d'acquisto di quei 2,4k lire di 20 anni fa.

Che poi quell'importo ed anche l'attuale siano completamente sproporzionati ai contributi versati siamo assolutamente d'accordo, è solo un esempio di come il problema inflazione, secondo la mia modestissima opinione di parte in causa, debba avere una posizione preminente nell'argomento pensioni.

Dopo di che, chiarito questo aspetto sia per il ricalcolo che per il mantenimento, d'accordissimo di rivedere  la mia futura pensione in base al contributivo, anche se, come nel suo caso e credo in tutti, subirà una decurtazione.

La ringrazio per la cortesia e la disponibilità

Secondo l'ISTAT 200000 lire del 1975 corrispondono a 971 euro attuali. 2.4 milioni (netti?) di pensione del 1985 corrispondono a 2800 euro

sì erano 2,4 netti, era un lavoratore autonomo con imponibili discreti (diciamo uno che pagava le tasse) - però parlavo di 20 anni fa, quindi nel 1995. L'Istat 1995-2015, se non sbaglio, li rivaluta in poco meno di 1.900 euri, un pò lontani dai 1500 che prende ora. Preciso, visto che si parla di netti, che i carichi di famiglia sono identici a quelli di allora (il solo coniuge a carico). Resta comunque da capire se il potere d'acquisto reale è equivalente. Io resto dubbioso