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Sui diritti acquisiti, o della discrezionalità politica

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Per importi non troppo elevati intendo importi calibrati alla capacità del PIL di sostenere eventuali squilibri. Quindi, per attenermi all'esempio di sopra, se il volume intermediato è di 80 miliardi o il 5% del PIL, eventuali sbilanci possono essere coperti agevolmente dalla fiscalità generale.

 

Quando l’esborso per pensioni comincia ad essere elevato, eventuali squilibri sono finanziati in modo massiccio dalla fiscalità generale, sottraendo risorse che potrebbero essere utilizzate per altri scopi.

 

Lei sostiene che il sistema a ripartizione è sostenibile se escono 100 e entrano 100. Questo è vero ma è opportuno tener presente che nei 100 che entrano – in un’ottica di invecchiamento – ci sono i trasferimento dalla fiscalità generale, perché apparentemente i contributi non bastano più.  Questo per non parlare del fatto che il sistema a contributi definiti, così come costruito in Italia, è stato strutturato per prendere più di quello che restituisce, di qui il rischio di povertà in vecchiaia delle giovani generazioni, nonostante la seconda aliquota previdenziale più alta fra i paesi dell'OCSE. Quindi, dal lato delle uscite, quei 100 che escono sono frutto di 120 in contributi.

Ormai il tasso di dipendenza – rapporto fra la popolazione attiva e i pensionati – è 1,2, nel senso che ci sono 17 milioni di pensionati per 21 milioni di lavoratori.  

 

Questo è quello che dice il sole 24ore:

 

“Le pensioni non sono a rischio per il semplice fatto che le perdite di bilancio e i buchi provocati dal divario sempre più aperto tra i contributi versati (le entrate) e le prestazioni erogate (le uscite) verranno coperte dall'aumento dei trasferimenti da parte dello Stato. L'Inps, per capirci, non può fallire. E lo sbilancio nei suoi conti verrà pagato dalla fiscalità generale, cioè dai contribuenti italiani. In realtà è già accaduto. Nel 2013 infatti i trasferimenti dello Stato all'Inps hanno toccato i 112,5 miliardi.  

 

39 miliardi in più dal 2008

Un'escalation inarrestabile, da tempo. Basti pensare che nel 2008, prima della "Grande crisi", erano sufficienti 73 miliardi di trasferimenti dal bilancio dello Stato per coprire i disavanzi. Negli ultimi 5 anni, dal 2008 al 2013, l'esborso è aumentato di ben 39 miliardi cioè il 53% in più. Un aumento monstre, pari all'8% cumulato annuo. E questo in tempi di inflazione ai minimi storici e di profonda flessione del Pil.”  

 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-03/l-inps-perde-10-miliardi-anno-giovani-e-stato-copriranno-buco-pagare-pensioni-ecco-come--175321.shtml?uuid=ABNEbEu

 

Lei dice, parlando dell’invecchiamento della popolazione: “Allora perché diavolo non se ne tiene conto per tempo, e si permette che ci colga di sorpresa? Ma è assurdo.” 

 

Ormai sono diversi anni che mi occupo di questa materia (con l’avvicinarsi degli anni della pensione – ahimè – ho deciso di capire un po’ di più) e le posso dire che quella è la stessa domanda che mi sono fatto io ed è ancora inevasa.

Una cosa però gliela posso dire.

Se lei nel cercare risposte avesse visto i livelli di strafottenza per il destino dei più giovani e di incompetenza che ho incontrato io sicuramente si sarebbe risolto a fare qualcosa.