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Sovranità nazionale e mercati finanziari

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la tesi esposta è chiara e convincente, la traduzione pratica pare però compromessa dall'imponenza dei debiti sovrani già in essere.

vediamo un po' a casa nostra: se cominciamo anche solo a  rinnovare i btp collocando altri titoli con  garanzia a collaterale costituita da un preciso prelievo automatico di gettito fiscale futuro, non è affatto certo che questo ci consenta di pagare meno il denaro. in teoria,  questi nuovi btp sarebbero debito senior, di prezzo elevato e basso rendimento,  e quello che rimane un mezzanino che verrebbe pagato dopo il servizio al primo.

se però il debito è colossale, in definitiva è già garantito tutto dall'ipotesi fine-di-mondo, cioè l'italia se non paga anche la tranche subordinata, muore immediatamente. (qualcuno dirà che muore comunque continuando a pagarla, però io preferisco non avere fretta).

'sti titoli nuovi, potrebbero alla fine essere quotati pari pari ai vecchi e saremmo già fortunati. se il mercato ci legge invece una possibile, ancorchè indistinta, furbata del debitore, finisce male.

certo, avessimo un debito al 60% del pil, potremmo sfogliare la margherita con calma, saltando anche qualche asta di titoli di stato mentre decidiamo con oculatezza se fare nuovo debito garantito etc. così non è.

 

assolutamente - dragonfly - la transizione deve essere governata istituzionalmente. completamente d'accordo su questo. se non lo fosse accadrebbe quello di cui parli.