Titolo

Sovranità nazionale e mercati finanziari

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Daccordo in linea generale sull'opportunità di stabilire ex ante e non ex post le condizioni di compensazione del debito da parte del debitore insolvente, però nel caso Grecia le condizioni imposte dai negoziatori europei sono state determinate dalla necessità di concedere nuovi prestiti di emergenza, quindi ex ante, non come contropartita dei debiti non pagati.
Inoltre, mentre per la concessione di credito, una tantum, è quasi normale da parte del creditore predisporre dei vincoli che prevengano la condizione di insolvenza (vedasi mutui casa coperti da ipoteca sull'immobile) nel caso dei Buoni del Tesoro si tratta di emissioni rivolte al mercato, e il mercato (che è plurale) non può negoziare le condizioni d'acquisto con l'emittente (singolare).
Nel caso greco i negoziatori europei hanno acquistato i titoli di credito dai precedenti prestatori (banche private) e quindi mai avrebbero potuto negoziare ex ante il credito con Atene.
Credo quindi che l'argomentazione di Bisin vada bene in linea di principio, ma non sia realisticamente applicabile nel caso del debito degli stati.