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Sovranità nazionale e mercati finanziari

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Credo che non ci sarebbe bisogno di forzare il problema del debito sovrano dentro schemi contrattuali prettamente privatistici se si tornasse a far coincidere la sovranità ha (o sovranazionale se preferite) con la sovranità monetaria.
Lo Stato che stampa moneta per ripagare il suo debito (a parità di livello assoluto di tassazione) ha sempre prelevato risorse dai propri cittadini, attraverso la svalutazione, l'inflazione e l'aumento dei tassi di interesse connesso all'aumento della circolazione monetaria. Questo sistema ha comunque i suoi parziali correttivi interni sia economici che politici. La svalutazione comporta maggiore competitività (parliamo ovviamente di Paesi con struttura economica decente) con effetto alleviante su tassi di interesse e sulla stessa svalutazione; i cittadini, vedendosi tagliati fuori da molte opportunità offerte dai mercati esteri sviluppano atteggiamenti anti spesa pubblica condizionando il livello politico; e così via
Questo è uno dei pochi meccanismi teorici sviluppati dal modello neoclassico che si ha la possibilità di vedere funzionare bene o male "in natura" e l'Europa se lo è giocato... mah!