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Cari conTerronei, facciamo presto (e da soli che è meglio)

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Due anni fa scrissi qui su nFA sul disastro futuro del Sud, non perchè la gente non trova l'aereo al giusto prezzo, ma perchè tutti gli indicatori economici e sociali dicevano che esistono ed esistevano due Italie, senza se e senza ma.
(Curiosità personale, per gli editors: nei collegamenti non c'è l'articolo, che parla appunto di Sud, mentre c'è il collegamento alle scie chimiche...).
Poichè non è cambiato nulla, ma proprio nulla (forse in peggio, ma non ho voglia di rifare la ricerca) non mi ripeto e non mi sovrappongo: oggi come allora ritengo urgente una sola cosa: una separazione (formale, sostanziale, di facciata dorica, di questo magari si può discutere per definire i contorni) del meridione che possa far sì che si possano adottare "quadri normativi" diversi fra le diverse aree del paese, magari rivedendo le tasse d'imbarco, se questo fosse il problema, e non il fatto che Punta Raisi e Trapani Birgi sono della robe costruita in mezzo al nulla, ma occorre inchiodare i meridionali di fronte al fatto che il Mezzogiorno è quel che è per la classe politica che ha eletto per decenni, e non per strane malvagità esterne (che magari ci sono, ma nessuno ha imposto di costruire la SA-RC in trent'anni senza finirla, o realizzare i viadotti su montagne franose).
Io, nei soldi che sono arrivati o arrivano al Sud per n motivi (UE, Lomabardo-veneti, superenalotto, pensioni, ma davvero discutiamo chi ci mette i soldi ?) vedo il problema, non la soluzione (stessa posizione di massimo famularo, ovviamente), mentre vedrei benissimo una troyka, ma anche una matrioska, qualsiasi cosa pur di non vedere le facce sudate di un Crocetta o le nuove arroganze di un Emiliano o un De Luca, l'emblema del prossimo sfascio del Sud, perchè costoro non rivendicano un passo diverso, ma solo "più soldi".
Ah, turismo = petrolio è una fesseria (e non sapete quanto mi sanguina il cuore dare ragione a Michele Boldrin, che per primo lo disse a una conferenza sul turismo a Napoli), ad esempio a Napoli abbiamo raggiunto una percentuale di occupazione alberghiera (con più posti lettodi qualche anno fa) di quasi il 70% su base annua.
Posti di lavoro: ZERO, salvo qualche cameriere o ragazzo di bar, posto poco qualificato e poco pagato. Il turismo NON è il petrolio, è un utile corollario a ben altra roba.

e non il fatto che Punta Raisi e Trapani Birgi sono della robe costruita in mezzo al nulla

 

Questa affermazione non la condivido (a meno che non la articoli meglio). Punta Raisi non é piazzato nel miglior punto possibile, ma Trapani Birgi (che é un aeroporto militare riaperto al traffico civile spendendo una ventina di milioni di Euro) é uno degli aeroporti meglio piazzati aereonaticamente di tutto il bacino del Mediterraneo (tant'é vero che in inverno c'é la gara a rischierarsi a Birgi, quest'anno ad Ottobre lo userá la NATO, che tra l'altro lo usa in continuazione come FOB per gli AWACS, per la Trident Juncture 2015, l'intervento in Libia di diversi paesi é stato fatto praticamente tutto da lí). A livello autostradale sono entrambi nella A29, a livello ferroviario stanno spendendo un miliardo e passa per il passante di Palermo (e.g. anche per migliorare il collegamento ferroviario con la stazione di Punta Raisi giá esistente da molti anni), ma riconosco bisognerebbe fare qualcosa in piú per Trapani Birgi (che ha una stazione a poche centinaia di metri, ma sostanzialmente inusabile).

 

ma occorre inchiodare i meridionali di fronte al fatto che il Mezzogiorno è quel che è per la classe politica che ha eletto per decenni, e non per strane malvagità esterne (che magari ci sono

 

Io ritengo che come non ci sono complotti, non ci siano necessariamente malvagità esterne o razzismo, o che comunque non siano certo sentimenti maggioritari.

Semplicemente "la politica è conflitto redistributivo: lo stato agisce nell'interesse dei gruppi sociali che lo controllano", e tra questi gruppi non ci sono mai stati la maggioranza degli elettori meridionali (nemmeno quelli mediani), e fino a quando il potere e gran parte del barattolo della marmellata rimane nelle mani dello stato centrale, non si riuscirá ad innescare retroazioni positive di crescita e sviluppo sia sociale che civile che economico.

Bisogna devolvere potere e responsabilitá, ma molto piú ai comuni, o a consorzi tra comuni, che alle regioni (che si potrebbero rendere piú efficienti con degli accorpamenti).

La stragrande maggioranza degli elettori siciliani che conosco, se hanno o se notano un problema, pensano che sia colpa del sindaco. I sindaci al momento sono dei parafulmini del potere centrale, sia quello vero e proprio che la sua declinazione regionale. A mio avviso gli amministratori degli enti locali andrebbero dotati dei poteri e delle responsabilitá che i cittadini si aspettano debbano esercitare.

Sugli aereoprti articolerò meglio, ma il concetto non è "areonautico", bensì logistico-territoriale: sono aereoporti  che sono scollegati dalla Sicilia e dal territorio, quindi non riescono a generare un output positivo di indotto e movimentazione.

Il vero punto è politico: come tu dici, ripetendo le parole di Michele, che approvo, la politica è conflitto redistributivo, ma i gruppi meridionali han votato quei politici che promettevano denaro e prebende DA ROMA, non da altri luoghi.

Con il 2008-2010 è finita la vacca grassa romana, certo poi magari la Lega è riuscita a fare meglio i propri interessi dei deputati "meridionali", ma questo, forse (big if) negli ultimi 10 anni, quando la festa era abbondantemente finita, non prima.

E ti posso garantire che proprio la Sicilia è una delle Regioni con la più ampia autonomia possibile e immaginabile (tanto che il primo Statuto siciliano prevedeva un Alta Corte per le controversie con lo Stato Italiano, Alta Corte che fu giudicata incostituzionale dieci anni dopo), eppure proprio la Sicilia è una delle regioni più inefficienti e populiste che si possano immaginare, e non credo che i siciliani possano incolpare lo Stato Centrale del fatto, ad esempio, che in buona parte della Sicilia l'acqua ci sia un giorno sì e uno no (manco fossimo in Africa) e c'è voluto un commissario speciale mandato da Roma per fare il censimento delle fonti (trovando abusi di tutti i tipi), oppure che la Sicilia decida di avere quattro aereoporti (Palermo,Trapani,Catania, Comiso), pur avendo un traffico aereoportuale ridotto, oppure che, pur avendone la facoltà, in Sicilia non si sia mai fatta una strada regionale (mentre la Sardegna lo ha fatto), salvo lamentarsi delle autostrade fatte male (realizzate da ditte siciliane, tra l'altro).
Potrei continuare ancora, ma se esiste un problema è a livello locale, non certo a livello centrale, io sono favorevole alla separazione per distruggere la base recriminatoria che alberga in tanti, una volta separati fare il tifo per la troyka con fucili e carrarmati.

Non vedo altre soluzioni.

Certo che il problema è locale ma direi che non per questo il cosidetto "centro" sia innocente. L'autonomia che citi è politica ma non fiscale (non completa come se la sicilia fosso uno stato usa o un cantone svizzero). I soldi comunque in parte si fermano ma in parte vanno e vengono da Roma ... e sull'entità reale come vedi si discute (CPT, non-CPT) per scarsa trasparenza. In questa nebbia di responsabilità su chi paga e su chi spende, prospera il populismo e l'inefficenza.

Sugli [aeroporti] articolerò meglio, ma il concetto non è "[aeronautico]", bensì logistico-territoriale: sono [aeroporti]  che sono scollegati dalla Sicilia, e dal territorio, quindi non riescono a generare un output positivo di indotto e movimentazione. 
  A me pare che relativamente al contesto Punta Raisi sia collegato decentemente con Palermo, anche dal punto di vista del trasporto pubblico, che con il passante si sta appunto provando a ulteriormente migliorare. Relativamente al contesto perché ovviamente Palermo è dal punto di vista della mobilità la peggiore realtà d'Europa nella sua classe di riferimento, tant'è che ogni anni combatte ad armi pari con megalopoli come Mosca e Istanbul sul podio delle classifiche per la città più congestionata d'Europa.   Punta Raisi è decentemente collegato tramite autostrade con il Trapanese, meno con l'Agrigentino, ha collegamenti ferroviari orrendi o inesistenti con entrambi, ed almeno con Trapani è collegato malissimo con il trasporto pubblico gommato (con Agrigento non saprei).   Trapani Birgi è un aeroporto militare riaperto al traffico civile a fine anni '90 grazie ad un modesto investimento pubblico servito a ristrutturare un vecchio terminal dei primi anni '60. Birgi è il terzo aeroporto militare aperto nei dintorni di Trapani, dopo Milo (anni '30) e Chinisia (1949), tutti e tre all'epoca aperti ai voli civili, in generale per permettere l'ultimo rifornimento e verifica prima del trasvolo tra Sicilia e l'Africa del Nord o le isole come Pantelleria o Lampedusa. Una volta che gli aerei diventarono più affidabili e capaci di rotte più lunghe, l'uso civile di Birgi cadde rapidamente in disuso come la sua funzione, il suo potenziale bacino completamente fagocitato da Punta Raisi. Non l'uso primario, militare, per il quale sono stati fatti degli investimenti imponenti nel corso dei decenni, ad esempio lo spostamento di un paio di chilometri della foce del fiume Birgi.   Alcuni politici di Trapani e Marsala (all'epoca di area FI, ma essenzialmente notabili locali, alcuni oggi si trovano dentro il PD, altri sono rimasti nel centrodestra) verso la fine degli anni '90 decisero di provare a riaprire al traffico civile l'aeroporto, trovando una fortissima opposizione, spesso pubblica, nella maggioranza degli altri politici locali, opposizione dovuta a ragioni esistenziali per il partito unico siciliano: ogni copeco investito nello sviluppo dell'aeroporto è materialmente sottratto al budget per la corruzione clientelare della zona.   Dopo alterne fortune con le tratte onerate, una decina di anni fa qualcuno decise di puntare sull'apertura di una base di un vettore low cost, promettendo un sensibile sconto sui costi aeroportuali. Senza che io sia in possesso in alcuna informazione non letta su media pubblici, la mia impressione è che alcuni dei soci privati dell'epoca, che intrattenevano già simili relazioni da molti anni con il vettore prescelto (a Orio al Serio) abbiano suggerito o imposto una tale scelta (tra l'altro riuscendo a spuntare quello che pare un ottimo prezzo, se confrontato con quello che si legge per aeroporti come Verona Villafranca, un multiplo di almeno 4 volte). Sempre da notizie di stampa, perché nessuno si è mai degnato di pubblicare online i bilanci del gestore, quello che io ho capito è che lo sconto si sia configurato come un intervento mercatistico per metà a carico della ex provincia regionale di Trapani (quindi essenzialmente risorse pubbliche regionali) e per metà a carico del gestore (quindi per circa 1/4 private).   Questo dal 2006 al 2013, perché dall'alto della sua intelligenza e comprensione del mondo, il Sig. Crocetta ha deciso, prendendosene pubblicamente la responsabilità in maniera specifica ("Questo è bene che si sappia"), che tale intervento pubblico dovesse terminare (alcuni fanno notare che contestualmente abbia spostato molte più risorse anche per favorire simili interventi a favore dello sviluppo dell'aeroporto di Comiso, molto più vicino al suo personale bacino elettorale, ma è un altro discorso, i due aeroporti insistono su bacini completamente diversi, sono a 6-7 ore di auto di distanza, 12-14 ore di treno, chiunque sia dotato di un minimo di neuroni dovrebbe capire che non si può favorire Comiso azzoppando Trapani Birgi).   Trapani Birgi si trova a metà strada tra Trapani e Marsala, leggermente più vicino, un paio di chilometri, alla seconda, ma ricadendo il suo terminal (non tutto il sedime) dentro il territorio comunale di Trapani, è stato giuridicamente molto più semplice per Trapani collegarlo tramite servizi di trasporto pubblico (bus e taxi) di quanto lo sia stato per Marsala. In generale, lo sviluppo dell'aeroporto ha generato un evidentissimo e rapido sviluppo turistico ed imprenditoriale nella zona a nord dell'aeroporto, minore e più lento a sud, ma questo è dovuto sia a motivi contingenti (e.g. nel periodo interessato Trapani si è trovata ad essere ben amministrata nel frattempo dal miglior sindaco della sua storia recente, mentre l'amministrazione locale di Marsala non ha particolarmente brillato, anzi) che strutturali (e.g. il collegamento stradale con Mazara del Vallo è gravoso un collo di bottiglia che non si potrà superare se non con ingenti investimenti infrastrutturali).   Il risultato complessivo nel settore turistico è oltre che visibilmente evidente, numericamente chiaro (elaborazione mia su dati pubblicati dall'Osservatorio Turistico Regionale):   Densità di arrivi e presenze su popolazione 2013 su 1998   il che ha permesso alla ex provincia di Trapani di contestare a quella di Messina il titolo di provincia a maggior impatto turistico della Sicilia (a memoria, nel 1998 stava sotto Siracusa, Palermo ed Agrigento, Catania e forse anche Ragusa, quando trovo tempo realizzerò il grafico specifico):   Densitá normalizzate di presenze e arrivi 2012 su popolazione     La valenza paradigmatica della vicenda di Trapani Birgi sta nel fatto che invece di prendere l'intervento a modello, e sprone ai poteri centrali (statali e regionali) per diminuire l'imposizione aeroportuale, almeno per gli aeroporti periferici delle zone depresse, la reazione della classe politica e dirigente del paese è variata tra l'assoluto menefreghismo ed incomprensione del fenomeno (il Sig. La Russa il 20 Marzo del 2011 chiuse l'aeroporto al traffico civile da un momento all'altro, senza prevedere alcun genere di supporto per i vettori, un evento che oltre ad aver compromesso la stagione turistica del 2011 ha aumentato sensibilmente la percezione di rischio e la reputazione dell'aeroporto, il cui sviluppo ha rallentato notevolmente da quel punto in poi) a quella che non può che essere definito che una cosciente ed incomprensibile decisione di ostacolarne lo sviluppo (il già citato Sig. Crocetta).   Parallelamente, un altro merito storico di chiunque abbia deciso di investire una trentina di milioni regionali in 10 anni nello sviluppo dell'aeroporto di Trapani Birgi, pur con una misura fragile ed ad personam, invece che bruciarli nell'orrido falò clientelare siciliano, è stato quello di dimostrare che in Sicilia Occidentale c'erano almeno 2 milioni di passeggeri latenti (a mio avviso ce ne sono molti di più), che chiunque gestisse Punta Raisi non aveva mai trovato modo di far esprimere.   Concludo al proposito spezzando però una lancia per alcuni dei manager dell'aeroporto di Punta Raisi: si rendevano ampiamente conto dei benefici effetti degli sconti sulla imposizione fiscale aeroportuale, hanno pubblicamente sollecitato per anni l'intervento della politica regionale o locale siciliana, senza mai ottenere alcun riscontro:  
"Mi piacerebbe dire quello che non fa la Regione Siciliana: la storia incredibile di questo aeroporto [nel contesto: Punta Raisi], ma così come di quello di Catania, è che non si è voluto copiare un modello assolutamente banale, che è quello di un moltiplicatore di investimento laddove mettendo pochissimo hai un ritorno gigantesco, e lo dimostra lo sviluppo economico di tutta la provincia del Trapanese, con lo sviluppo dei bed & breakfast, di tutti i locali, anche dell'incremento delle quotazioni degli immobili [… omissis …] sarebbe stato sufficiente che la regione avesse investito ogni anno anche 5 milioni di Euro, molto meno, per quanto, non dico la tabella H, ma molto meno per quanto spende per sagre di ordine vario, per avere un moltiplicatore di reddito spaventoso, e non è stato fatto. Questo l'hanno capito in Puglia, gli aeroporti pugliesi erano aeroporti morti, aeroporti morti, hanno fatto una gara con 20 milioni di Euro, sette milioni all'anno per tre anni, andate a vedere i numeri degli aeroporti pugliesi, andate a vedere i numeri, e quanti stranieri vanno in Puglia, dove meritava che ci si andasse, no? Però se si va in Puglia, si va due volte in Sicilia, da questo senza voler togliere nulla ai Pugliesi!". 
Carmelo Scelta, all'epoca Direttore Generale di GESAP, dal bellissimo documentario Inside Punta Raisi, min. 50:00 realizzato da Mobilita Palermo.

stasera metto a posto 

I link laterali (mi riferivo a quelli) sono del software del sito, probabile ci sia un "buco", e sono gli editors a poterli mettere a posto. Buone vacanze terroniche.