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Letture per il fine settimana 26-9-2015

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Mi pare che l'aspetto meno studiato, anzi quasi per nulla sfiorato, dal dibattito emerso intorno al caso è che se le centraline fossero dotate solo ed esclusivamente di software in qualche modo consultabile e libero un caso del genere non sarebbe mai nemmeno avvenuto. Le case automobilistiche dovrebbero rinunciare ai propri segreti (come fanno a regolare il motore) ed essere trasparenti. Chi la fa secondo me avrà un grosso vantaggio commerciale. Male che vada i competitors gli copiano il software e fanno meglio ma questo torna a vantaggio di tutti. Chi è stato copiato prenderà spunti per migliorarsi ancora. Penso quindi che questo tema vada abbinato a quello che Michele fa sui brevetti.

Altra cosa, i test di omologazione e di controlli periodici dovrebbero essere molto piu' realisticamente vicini alle reali condizioni di guida su strada. I limiti non dovrebbero essere impossibili da rispettare con una guida normale.

Penso che invece di imporre limiti assurdi e ottenibili solo sul banco in certe condizioni, sia meglio essere piu' elastici e tassare il reale consumo e/o le reali immissioni.

Immagino quindi che la centralina, o altro dispositivo, registri costantemente consumi ed emissioni e le metta a disposizione del controllo periodico (annuale?). Il proprietario pagherà una tassa in funzione dei vari CO2, NOx e quant'altro realemente immesso nell'ambiente. Questo potrebbe anche essere fatto diminuendo un po' le imposte sui carburanti e le tasse di circolazione.

Alla fine pero' dovrebbe emergere una guida piu' "eco" ed i veicoli meno inquinanti verrebbero veramente premiati dal mercato sulla base di dati veri, non inventati o artefatti.

Poi se uno se lo puo' permettere, un bel bottone "Eco/Normal/Sport" che agisce sulla centralina rende il guidatore in grado di scegliere, sapendo poi che paga le conseguenze della sua scelta. Liberi di scegliere, quindi.

Lo stesso pero' va fatto a livello di impianti di riscaldamento (domestici e industriali) e bisogna poi capire che un buon 50% di immissione di tutto l'azoto nell'ambiente, sotto qualsiasi forma (ammoniaca, NOx, fertilizzanti, urea etc) si verifica nell'agicoltura. Non si capirebbe perché mai prendersela solo con il gasolio per autotrasporto, che male che vada è connesso al 5-10% di tutte le immissioni di azoto.

 

Era gia' successo con l' EPA....  http://www.justice.gov/enrd/diesel-engines .