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Lo strano caso dell'abolizione dell'IMU

18 commenti (espandi tutti)

due note

Nasissimo 16/10/2015 - 10:01

Giusto per stimolare la discussione.
Stamani mi son rovesciato il caffé bollente sui pantaloni, abbiate pazienza.

 

Se il Sig. Rossi che fa l'idraulico paga oggi 1000 euro di IMU e 15.000 euro di IRPEF, nulla cambia per lui se il governo gli fa pagare 3000 euro di IMU e 13.000 euro di IRPEF.

Finché non perde il lavoro. Se lo perde, o se si riducono i suoi clienti perché un idraulico non ha stipendio fisso, il signor Rossi con 3000 euro di IMU è in ginocchio, e si trova costretto a vendere (svendere) la casa che gli hanno lasciato i genitori, e trasferirsi in affitto in una casa popolare.
Se riesce a pagare l'affitto. Se non ci riesce, sotto un ponte.

Il Sig. Rossi ha una casa ma non ha la liquidità per pagare elevate imposte sugli immobili? La casa può essere venduta.

Giustappunto, come si diceva. Che bello!
Ah, beh, se si trova un compratore, si capisce. 
Ché se di signor Rossi ce ne sono tanti, e sono tutti in ginocchio come lui per via dell'IMU triplicata, come voi economisti ci insegnate ci saranno tanti venditori e pochi compratori, e dunque la casa che il padre del signor Rossi aveva costruitto in una vita di sacrifici per lasciare al figlio finirà svenduta a un Mezzaroma o un Casamonica per 80mila euro.
Soldi che in pochi anni andranno bruciati in affitti, o coperte e sacchi a pelo.
Ma non sarebbe più giusto (in linea di principio, almeno) tassare sempre i flussi e mai gli stock?
E non è scritto da qualche parte (forse era la Costituzione) che la Repubblica tutela il risparmio.. eccetera?

Malavoglia

NV 16/10/2015 - 10:26

Finché non perde il lavoro. Se lo perde, o se si riducono i suoi clienti perché un idraulico non ha stipendio fisso, il signor Rossi con 3000 euro di IMU è in ginocchio, e si trova costretto a vendere (svendere) la casa che gli hanno lasciato i genitori, e trasferirsi in affitto in una casa popolare.
Se riesce a pagare l'affitto. Se non ci riesce, sotto un ponte.

E invece senza l'IMU va a chiedere l'elemosina ma poi la notte torna a dormire nella sua villona da centinaia di migliaia di euro?

E' così assurdo aspettarsi che la gente viva in case di valore proporzionale al proprio reddito?

Mi sembra la mentalità dei Malavoglia di Verga, che si indebitano e si rovinano per mantenere la proprietà di una casa che non possono più permettersi, solo che quello è un romanzo ambientato nella Sicilia dell'800, e già allora questa mentalità è criticata e derisa come arretrata, ora siamo nel 2015 e c'è ancora chi ragiona come un Malavoglia attaccato alla "roba".

stamani

Nasissimo 16/10/2015 - 12:26

quella mezza ustione ai testicoli mi ha indisposto un poco, per cui non ho saputo trattenermi.
Cercando ora di smorzare, preciso che pure io credo che sia più urgente ridurre adesso il cuneo fiscale.
Ciò chiarito, però, vanno dette anche altre cosine.

E invece senza l'IMU va a chiedere l'elemosina ma poi la notte torna a dormire nella sua villona da centinaia di migliaia di euro?

Ma quale villona e villona. Il Signor Rossi dell'esempio è un idraulico che ha una modesta e dignitosa casa in un quartiere residenziale nella periferia di una media città italiana, di 180 mq, più un garage, dove vive con i suoi due figli. E' il prototipo dell'italiano medio.

E' così assurdo aspettarsi che la gente viva in case di valore proporzionale al proprio reddito?

E' assurdo immaginare che si cambi casa come si cambiano le mutande.
Essendo il reddito fortemente variabile, specie in tempi di crisi e di "flessibilità", si deve dare agio ai tanti idraulici Signor Rossi, che un anno realizzano un reddito imponibile di 40 mila euro e l'anno successivo uno di 10 mila, di continuare a vivere in quella stessa dignitosa casina di periferia con i loro figli. 
Proprio quella casina lì, dove sta la cuccia del cane, l'altalena costruita dal nonno, il susino sui cui si arrampicano i bambini, e il capanno degli attrezzi col tosaerba e il compressore.

Se la "roba" è la casa, questa "roba" è un qualcosa di vitale ed essenziale per gli uomini, e per le loro vite, tanto oggi quanto al tempo del Verga quanto al tempo di Catullo quanto al tempo dei Neanderthal.
Giulio Zanella dice tutto giusto, tranne l'ultima frase, che infatti mette fra parentesi e fa seguire da un forse:

l'IMU è la tassa più odiata (forse perché rispetto ad IVA e IRPEF è l'unica di cui lavoratori dipendenti e pensionati si rendono conto pienamente)

No. Lavoratori dipendenti e pensionati non sono degli imbecilli, e si rendono conto pienamente anche dell'IRPEF e dell'IVA.
Solo che l'IVA da 66€ su un paio di scarpe da 300€ l'idraulico Rossi la paga solo se sceglie di comprare quelle scarpe da 300€.
Se non la vuole pagare, comprerà delle scarpe da 30€, e su quelle l'IVA è solo 6,6€.
Se l'IRPEF gli raddoppia, poi, l'idraulico Rossi è ben contento, perché vuol dire che ha guadagnato il doppio.

La tassa sulla casa invece è una carognata che colpisce un bene che suo padre aveva comperato per lui con una vita di sacrifici; che non produce nulla di per se, quindi non si paga da solo; che non dipende da quanto lui incassa o non incassa col suo lavoro; e che non può ridurre con le sue scelte, a meno di non vendere la casa e andare a vivere coi suoi figli in tenda; ma da cui dipendono il benessere e la qualità della vita, sua della sua famiglia e dei suoi bambini.

E' questo il motivo per cui è così invitta alla popolazione, e soprattutto a quella parte della popolazione composta da idraulici come il Signor Rossi.

Mi scusi ma secondo lei l' italiano medio vive in un 180 metri ? dobbiamo togliere l' imposta sulla prima casa perchè qualcuno, o meglio pochi( non credo sia un gran numero) hanno un abitazione tanto diversa dal proprio reddito? Io mi chiederei come il signor Rossi con l' imponibile di 10k riscaldi la casa e accenda le luci, più che a come farà a pagare l' imu... Se si fosse voluto si poteva anche rendere un po' più progressiva, ma detto questo perchè devo tassare il signor Bianchi, che la casa non ce l' ha, per permettere al signor Rossi di vivere nella casa che non si puo' permettere ?

Che col giochino delle tre cartucce poi non posso scriver più nulla. Peccato, perché ci sarebbero gli aspetti più "economici" del discorso-casa sui cui pure avrei qualcosa da dire.

Mi scusi ma secondo lei l' italiano medio vive in un 180 metri?

Secondo me voi avete dei metri quadri, e della casa in genere, una idea da agente immobiliare o da abitante del centro di Milano. In larga parte dell'italia centrale e centro-meridionale, dai paesi di poche migliaia di anime fino alla cittadina da 100.000 abitanti (fuori dal centro storico), la "casa" è una bifamiliare del valore di meno di 1000 eur/mq, con un po' di annessi, due capannacci col tetto di eternit, la legnaia e un garage costruito dallo zio Ubaldo nel '71, lì dove stava il pollaio, e poi condonato.
Spesso è su due livelli, raramente ha più di un bagno, mai più di due; e misura 70-90 mq per piano, quindi arriva, sì, a 180 mq, ma vale si e no 150.000 euro ed è un insulto definirla "villone", magari da parte di qualcuno che vive in "soli" 120mq nel centro di Bologna.

Spesso (anzi quasi sempre) questa casa non è stata comperata da chi la abita, quindi non è strettamente "correlata al proprio reddito": è la casa di famiglia, la casa del nonno, quella costruita o comprata mezzo secolo fa grazie alla parsimonia (e all'amore) della generazione precedente.
E' tutto quello che quella famiglia ha, non solo perché è il rifugio dove si rincasa la sera, ma anche per il suo valore affettivo, per i ricordi e per i significati che raccoglie.
Prima di venderla, il nostro idraulico Signor Rossi preferirebbe farsi sparare. La riscalda come può, bestemmiando perché il governo ha abolito la riduzione dell'IVA sul pellet al 10%, e accendendo il camino, o mettendosi la maglia di lana e stando con 13 gradi in casa in attesa di tempi migliori.

I Signor Rossi non sono pochi, sono moltissimi. Sia chiaro (poi ne riparliamo domani) io non credo sia giusto abolire del tutto la tassa sulla prima casa, ma penso che si debba mantenere su un livello tale da non costringere i tanti Signor Rossi, i piccoli proprietari padri di famiglia che ci sono in Italia, a S-vendere la casa di famiglia (a chi?) non appena incappano in una minima difficoltà economica. Per andare a vivere in affitto, magari nella stessa casa di prima.

Le tasse sul reddito senza reddito non si pagano. L'IVA, se non si compra nulla, non si paga. 
La tassa sulla casa, invece, è una carognata ed è invitta alla popolazione perché non ha pietà di chi è in difficoltà, e lo finisce, colpendolo alla schiena su quel che ha di più caro. 
Perché non colpisce flussi, colpisce stock, e colpisce di più chi è stato virtuoso ed ha risparmiato; chi ha lavorato e tirato la cinghia per dare un futuro alla propria famiglia e ai propri figli.

Italiano medio

NV 16/10/2015 - 15:46

Ma quale villona e villona. Il Signor Rossi dell'esempio è un idraulico che ha una modesta e dignitosa casa in un quartiere residenziale nella periferia di una media città italiana, di 180 mq, più un garage, dove vive con i suoi due figli. E' il prototipo dell'italiano medio.

...

Proprio quella casina lì, dove sta la cuccia del cane, l'altalena costruita dal nonno, il susino sui cui si arrampicano i bambini, e il capanno degli attrezzi col tosaerba e il compressore.

Ma sul serio pensi che l'italiano medio viva in una casa da 1000 euro di IMU come prima casa, con garage, prato, alberi, capanno degli attrezzi, altalena del nonno e cuccia del cane? Manca solo il ruscello con la ruota idraulica ed è la casa del Mulino Bianco!

Forse ti confondi con l'americano medio, e nemmeno visto che con la bolla immobiliare molta gente negli USA ha comprato case al di sopra delle proprie possibilità ed è poi finita sulla strada quando la bolla è scoppiata.

In Italia la spesa media per l'IMU sulla prima casa è di 200-250 euro.

Poi io posso anche capire che il Signor Rossi voglia mantenere il suo stile di vita, ma non vedo perché dovrebbe farlo a spese della Signorina Bianchi, che a 30 anni lavora in un call center per 300 euro al mese, non ha figli e vive in casa con i genitori o in una stanza in affitto pagato con la pensione della nonna.

Perché in un modo o nell'altro lo stato da qualcuno i soldi deve prenderli, e se non taglia la spesa (come è evidente che non ci sia la volontà politica di fare), tagliando le tasse sulla casa, inevitabilmente le alzerà, ora o in futuro (tramite il debito pubblico) alle generazioni più giovani che non possiedono case.

Fino a quando i giovani operosi non se ne saranno andati tutti in Germania o in Inghilterra, e allora ti voglio a pagare la pensione e la sanità ai Signior Rossi...

QED

michele boldrin 16/10/2015 - 23:32

Nasissimo si conferma: la peggior Italia.

Boldrin, da lei tutti si sarebbero aspettati un commento articolato, sulla questione.

Lo spostamento dell'imposizione dal reddito alla proprietà è un tema importante e dibattuto.

Liquidare con un insulto l'unico oppositore a questo concetto presente in questa discussione, è un po' avvilente.

Anche perché diversi intellettuali, di nazionalità diversa dalla "peggiore italia", sono decisamente contrari al suddetto approccio.

Anch'io, come la peggior Italia, e sebbene non possega alcun immobile,. ritengo che l'imposizione fiscale su di essi sia sconveniente, sia dal punto di vista degli effetti economici, che da quello del diritto (sia naturale che positivo, sia soggettivo che oggettivo).E le due cose sono sempre collegate.

In ogni caso, da quando è aumentata a due affitti mensili l'imposizione fiscale sulla casa, io non la voglio più. Neanche regalata. L'eredità la lascio a mio fratello, che se la può permettere. Nonostante gli affitti , ora, siano aumentati parallelamente al crollo del prezzo di acquisto, il nero tiene e si diffonde (la "peggiore Italia", quella che cerca di sopravvivere, avanza).

 Che altra risposta si aspettava da Boldrin?! Il ragionamento di Nasissimo è privo di qulasiasi raginamento economico che non merita nessuna risposta, per il semplice fatto di avere lo stesso contenuto logico di "ambarabacicicocò". è solo un'accozzaglia di esempi ipotetici e romanzati che vengono presentati come fossero evidenza empirica. E l'economia non funziona così, per buona pace dei letterati italiani. 

 è ovvio che l'abolizione dell'IMU è una scelta di short-run: fai pagare meno tasse ai proprietari di casa. Chi sono i proprietari di casa in Italia? La maggioranza dell'elettorato, composta principalmente da individui/e ormai abbastanza avanti con l'età. E il ragionamento finisce qui: non c'è nessun sig. Rossi, nessuna Sig. Bianchi: c'è solo la scelta di un governo (e a quanto sembra della qui sopra citata maggioranza dell'elettorato) di favorire gli "anziani" nello short-run invece che costruire delle basi solide per i "figli" di questi anziani nel long-run. Fine.

PS. Questo è un mio personale e spassionato giudizio: voi grandi pensatori italiani che confondete la letteratura e la giurisprudenza con l'economia, dico solo una cosa: spero ve la porterete all'inferno quelle vostre case, perchè avete condannato la mia generazione a restare lontano da dove è nata per riuscire a costruirsi una vita decente

Verbatim. Specialmente l'ultimo paragrafo.

Quando non c'e' nulla da discutere non si perde tempo a discutere. Alla retorica iprocrita, priva d'ogni fondamento reale e coerenza logica, si risponde solo con le pernacchie.

prrrr

Nasissimo 19/10/2015 - 14:20

e ammazza che coda di paglia amico mio.

E pensare che sull'abolizione dell'IMU da parte di Renzi io son più critico di voi.
Addirittura un intero post scatenato da due cent di Nasissimo??
Ma se l'è presa per quelle pennarellatine nella mappa di Westfalia?

Nasissimo diceva:

..ci sarebbero gli aspetti più "economici" del discorso-casa sui cui pure avrei qualcosa da dire.

E magari dopo, tempo permettendo, con calma dirò anche qualcosa. Aspettami che arrivo.
Ma non avendo qui ancora iniziato a dibattere gli aspetti "economici" del discorso casa, il ragionamento di Nasissimo era senz'altro privo di contenuto economico, come di contenuto gastronomico.
Ma il contenuto logico non c'è solo lì dove ci siano contenuto economico o contenuto gastronomico: la logica non funziona così, con buona pace dei letterati (?) e degli ingegneri e degli economisti e dei pasticceri, italiani e non.
L'esempio "ipotetico e romanzato" invece non era ipotetico e romanzato manco per il nulla, perché io quell'idraulico Rossi lo conosco: è reale, per ogni dettaglio altalena compresa, a parte che non si chiama Rossi.
Il signor Rossi c'è eccome. Se per la tua "evidenza empirica" ti servono fotografie o rilievi o estratti catastali o altro chiedi. Ti trovo anche una fotografia dello zio Ubaldo.

Sull'abolizione dell'IMU sono perfino d'accordo. E' una renzata: come tutti i provvedimenti di questo governo è preso nell'ottica di favorire le sue clientele, e di rinforzare il suo potere, senza nessun interesse per il presente o per il futuro del sistema paese.
Se c'era spazio per una riduzione delle tasse (ma c'era?) andava utilizzato piuttosto per ridurre il cuneo fiscale, non per abolire un'imposta sulla prima casa che non era neppure particolarmente elevata.

La riflessione riguardava il motivo per cui la tassa sulla casa è invitta a così larga parte della popolazione. Mi autocito:

Le tasse sul reddito senza reddito non si pagano.
L'IVA, se non si compra nulla, non si paga. 
La tassa sulla casa, invece, è una carognata ed è invitta alla popolazione perché non ha pietà di chi è in difficoltà, e lo finisce colpendolo alla schiena su quel che ha di più caro. 
Perché non colpisce flussi, colpisce stock, e colpisce di più chi è stato virtuoso ed ha risparmiato; chi ha lavorato e tirato la cinghia per dare un futuro alla propria famiglia e ai propri figli.

Questo merita di essere ripetuto tal quale, perché va capito.
Quand'anche fosse sbagliato, va capito comunque.
Le motivazioni psicologiche o psicologico-collettive di un sentimento diffuso nella popolazione devono essere comprese e tenute presenti, se si vuole analizzare un processo sociale, e più ancora se si vuole in qualche modo dirigerlo.
Vale tanto per la tassa sulla casa quanto per la diffidenza nei confronti dei "migranti".
Altrimenti va  finire che fondi un partito, prendi l'uno per cento, e poi ne dai la colpa ai poveri sciocchi che non sono alla tua altezza, e non ti hanno capito; come se fosse compito loro capire te, e non compito tuo capire loro.
L'articolo di Giulio Zanella era centrato e condiviso anche da Nasissimo, tranne che nel finale, quando mancava di riconoscere le ragioni profonde di questo sentire.
Che son queste qui sopra.

Caro Nasissimo

lei ha ragione:  i grilli parlanti in politica non vanno molto lontano (non a caso io mi sono sempre rifiutato di partecipare a Fare)

Altrimenti va  finire che fondi un partito, prendi l'uno per cento, e poi ne dai la colpa ai poveri sciocchi che non sono alla tua altezza, e non ti hanno capito; come se fosse compito loro capire te, e non compito tuo capire loro.

Il problema è un altro: il grillo parlante aveva ragione e Pinocchio aveva torto. E questo non cambia col numero di Pinocchi.  A fortiori non esime i grilli parlanti dall'esprimere la propria opinione. 

 

Spreco l'ultima cartuccia del giorno per rispondere a Lei, rinviando a domani o dopodomani di dire quel poco che (forse) ho da dire sulla questione-casa, di cui non ho ancora detto nulla, ma in cui pare che Nasissimo sia diventato il bersaglio generale.
Per questo aspetto di avere tutte e tre le cartucce, e tre o quattro ore.

Molto acutamente Lei ha isolato nel mio scritto il passaggio polemico.
E' quello più criticabile, infatti. Mi spiace un poco essere polemico con note come questa sul risultato elettorale di FARE, perché è poco elegante, e perché come Lei forse ha intito la mia indole sarebbe diversa. 
E anche perché nonostante tutto ho stima del prof. Boldrin, come di Lei e di tuti i redattori di nFA.
Ma qui ci voleva, e il concetto lo ribadisco: se vuoi fare politica attiva, ma pure se vuoi solo parlare di processi sociali, perdìo prima devi capirne le cause.
La presunzione grossolana di quello che scende dall'alto a insegnare la vita a tutti, dando del razzista a chi teme l'immigrazione, e dell'avido a chi teme di perdere la sua casa, serve solo ad isolarti in cima all'albero.
E l'isolamento se hai aspirazioni politiche produce quei bei risultati elettorali, ma se anche non ne hai, produce delle analisi completamente sbagliate dei fenomeni. Perchè del fenomeno sociale la causa psicologica è parte essenziale. L'hai da capì, se no con tutta la tua scienza scrivi bojate. Questo passaggio che Lei riquadra è poco carino, è vero, ma è meritato.

Non scenda anche Lei su questo terreno, però, è sterile e inutilmente faticoso. Io non sono un "nemico" ma solo uno che si permette di fare delle minime obiezioni. Nasissimo fin qui del topic (IMU e legge di stabilità) non ha detto ancora nulla, anzi ha accennato al fatto che è d'accordo con Zanella: piuttosto che eliminare l'IMU, se c'era questo margine, il governo avrebbe fatto meglio a usarlo per intervenire sul cuneo fiscale. Nasissimo è d'accordo anche sulla considerazione che si tratta di una manovra di opportunismo elettorale da parte di un Renzi interessato solo al suo potere, come sempre. E a servire le sue clientele, aggiungo.

Avevo solo posto l'attenzione sulla causa psicologica che rende invitta alla popolazione la tassa sulla casa. Causa che Giulio Zanella secondo ma mia opinione mancava di cogliere, in quel suo passaggio che metteva tra parentesi; e che ha pure dei risvolti pratici ben reali (vedo che negli interventi successivi anche so stesso Zanella e Sandro Brusco se ne accorgono, correggendo un poco il tiro) ma se anche non li avesse non meriterebbe comunque disprezzo, come non ne meritano mai sentimenti come il desiderio di protezione per la propria famiglia.
E ricordo ancora una volta che ogni quando la discussione si sposta su questi temi (istanze psicologiche e sentimenti, e capita spesso, e non per volontà di Nasissimo) l'economia c'entra sempre meno, e non ci sono professori e allocchi ma solo uomini che discutono.

Boldrin

giovanni federico 19/10/2015 - 19:19

saprà risponderle sulle sue ambizioni politiche. Io non a caso ho premesso di non averne proprio perchè sospetto fortemente (tanto per usare un eufemismo) che le mie posizioni siano impopolari.  So benissimo che la gggente teme gli immigrati ed è attaccata alla propria casa etc. Mi prende per scemo? Il problema, se vogliamo essere buoni, è che questi lodevoli istinti (o interessi economici)  sono sfruttati da politici senza scrupoli per attuare politiche economiche dannose per il paese e soprattutto per le future generazioni. Se vogliamo essere realisti, la gggente  elegge politici a propria immagine e somiglianza per attuare politiche dannose etc... E io (ed altri di nfA) mi sento perfettamente in diritto di dirlo. E ritengo opportuno che qualcuno lo dica con brutalità proprio perchè non cerco voti.    Poi sarò (saremo) gli unici grilli parlanti.  So be it. 

Giovanni mi nomina nel commento.

La mia risposta è, in questo caso, uguale alla sua. Con due aggiunte, personali.

Questa insistenza sulle mie "ambizioni politiche" m'ha annoiato. Mai avute, almeno non di personali (con il lavoro che faccio vivo meglio, guadagno di più e mi diverto infinitamente di più che non facendo il parlamentare o ministro italico: piuttosto che fare la fini ridicola di uno come PCP vado a insegnare a in Nebraska). Fermare il Declino fu un esperimento di tre redattori di nFA. Per la parte che ci concerne fu un successo: dicendo verità scomode creammo un movimento di grandi dimensioni e con grandi speranze. Il tutto in 3 mesi: agosto, settembre ed ottobre 2012. Dall'ottobre 2012, di fatto, lo lasciammo in mano gli esperti della politica, i grandi comunicatori, i fini diplomati del classico e così via ... insomma, quelli che sapevano cosa fare e come farlo. Il risultato s'è visto. Quello che, 8 mesi dopo nel giugno 2013, ho ripreso in mano io e accompagnato per 11 mesi era uno zombie alla ricerca d'una morte degna. L'ha trovata alle Europee del 2014. Fine.

Oltre a condividere tutto quanto Giovanni scrive io ho anche meno pazienza di lui per le chiacchiere ed i chiacchieroni che pensano d'aver capito quello che invece no. E per tanti altri che pensano di poterla voltare e girare all'infinito. E glielo dico, glielo ripeto e gliero ri-ripeto. E poi li ignoro. Questo mi rende estremamente antipatico a molti, lo so. Ma è un filtering device che, nella mia vita, ho trovato estremamente utile perché compensa la mia, altrimenti eccessiva, generosità e passione per gli umani. Se non avessi questo filtro passerei il tempo (perdendolo) a cercare d'interessarmi, discutere, comprendere e magari voler bene a chi, abbastanza ovviamente, non se lo merita proprio. Fine anche qui. 

erano del tutto legittime, che ne avesse o no. Fermare il Declino è stato un buon tentativo, e in assoluto non un fallimento. Forse persino un successo, se commisurato alle risorse impiegate. Fui tra i vostri sostenitori. In ogni caso l'aver tentato le fa onore.
La mia critica (che è sempre la stessa) non si appuntava su questo. Dicevo che le ragioni psicologiche che sono alla base di un fenomeno sociologico e sociale, e più in grande del processo storico, sfuggono alla sua econometria, ma sono troppo importanti per poter essere ignorate.
La presunzione di superiorità e lo sdegno ostinato con cui le ignora non hanno solo l'effetto di renderla antipatico, il che è relativo, e sarebbe male di poco. Hanno l'effetto di inibirle la comprensione di quei fenomeni e quei processi.

Pure io ho poca pazienza per le chiacchiere ed i chiacchieroni che pensano d'aver capito quello che invece no. E per tanti altri che pensano di poterla voltare e girare all'infinito. E glielo dico, glielo ripeto e gliero ri-ripeto. Ma poi non li ignoro mica, io gli rispondo comunque. E questo neppure basta per rendermi meno antipatico a molti, lo so, anzi peggiora le cose. Ma è un filtering device che, nella mia vita, non ho mai trovato, mentre mi sarebbe estremamente utile perché compenserebbe la mia, altrimenti eccessiva, generosità e passione per gli umani. Non avendo questo filtro passo il tempo (perdendolo) a cercare d'interessarmi, discutere, comprendere e magari voler bene a chi, abbastanza ovviamente, non se lo merita proprio. Fine anche qui. 

sono tanti.

in questo spazio, mi pare massimo famularo avesse argomentato su i vantaggi di sostituire del tutto l'irpef con una tassa sull'abitare. ma non la ritrovo... adesso cerco meglio