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Lo strano caso dell'abolizione dell'IMU

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IMU=patrimoniale

TT 17/10/2015 - 08:56

L'IMU è una tassa patrimoniale per cui ritengo vada inserita nell'ambito di una imposta che gravi su tutti i patrimoni. Di fatto già ci sono (esempio quella sui dep. ammti) ma non è molto chiaro a tutto.
Ciò detto NON sono invece d'accordo con l'abolizione - anche per la prima casa - della TASI, in quanto è relativa a servizi erogati dai comuni e quindi non va assolutamente abolita, anzi. Andrebbe incrementata, o meglio, lasciata in totale gestione dei comuni a compensazione dei trasferimenti da centro alla periferia i cui fondi sono raccolti dalla fiscalità sul lavoro. Se i comuni erogano dei servizi sono i cittadini che ne usufruiscono che devono pagarli. Per cui la tasi va rinformata ed inoltre la devono pagare gli inquilini, e non i proprietari locatori. E’ la cosiddetta “Tassa del Sindaco” per cui sarà la sua amministrazione a risponderne.

Ancora?

Guido Cacciari 17/10/2015 - 10:45

L'IMU non è una tassa. E' una imposta. Sono due cose diverse.

TASI e TARI, invece, dovrebbero essere tasse. Clamorosamente, anche quest'ultime sono trattate come se fossero imposte, con valori e finalità fissati purchessia, anziché essere ancorati ai costi del servizio che dovrebbero coprire.

E' una ulteriore dimostrazione che il ns. sistema giuridico è incapace di difendere il cittadino dall'arbitrio amministrativo.

esatto. aggiungo che in un paese moderno TASI e TARI dovrebbero avere la forma giuridica di una tariffa e non di una tassa. l'attuale sistema di imposizione sugli immobili è un vergognoso pasticcio giuridico. non si ha il coraggio politico di creare una vera imposta sul patrimonio immobiliare. l'unico tentativo più serio in questo senso fu l'IMU nella forma datale dalla finanziaria del governo Monti: si trattava di un'imposta prettamente patrimoniale, ragionevole, con effetti tutto sommato di progressività e meno distorsiva e regressiva delle versioni successive. la demagogia riuscì a demonizzarla sostituendola con i mostri giuridici che ci ritroviamo adesso. la vecchia IMU, associata a una riforma del catasto, sarebbe stata la misura tributaria giusta con cui redistribuire il carico fiscale sui patrimoni immobiliari a vantaggio dei redditi da lavoro e da impresa. 

renzi fa bene a mettere mano alla materia se ha in mente innanzitutto di portare ordine chiarezza e coerenza giurdica nel sistema. ogni riforma dovrebbe tenere conto però non solo della distribuzione del carico fiscale ma anche e soprattutto degli effetti sulla finanza locale e dunque sull'autonomia degli enti locali. in assenza di un ragionamento complessivo e sistematico su queste due materie, che tenga conto dei risultati empiricamente rilevabili delle scelte fatte in passato e della buona teoria, non potremo che assistere solo ad altri provvedimenti raffazzonati e provvisori.

Secondo me, invece, le tasse sono da preferirsi alle imposte (spiegato nel post sotto). Soprattutto nel caso della proprietà privata. Ed ancor di più nel caso delle abitazioni private.

La proprietà fondiaria come diritto naturale è invece da mettersi in discussione, ed è probabile che le imposte siano lo strumento adatto per misurare tale diritto. E non sono io che l'ho detto, ma il padre settecentesco della codifica del diritto naturale, il paladino dell'inalienabilità della proprietà privata.

Così come sarebbe sempre da verificarsi il diritto e la responsabilità dell'autorità pubblica nei confronti della proprietà demaniale.