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Lo strano caso dell'abolizione dell'IMU

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Propongo di spostare la discussione su come è ora la tassazione in Italia (qui spero siamo tutti d'accordo: una cosa immonda che penalizza lavoro e consumi) a come dovrebbe/potrebbe essere.

In fondo la raccomandazione europea di ridurre la tassazione del lavoro e non altre, a questo punta. Il governo ha reagito eliminando invece la tassazione sulla casa. La reazione in rete come sempre è su come sia giusto/ingiusto tassare la casa ed ovviamente l'80% del proprietari ha opinioni abbastanza chiare a proposito. Gli argomenti sono i soliti. Principalmente: il riparmio è il risultato netto di conferimenti già tassati e quindi è "sacro" e spesso in luogo della Casalinga di Voghera viene tirata il ballo una altrettanto mitica Anziana Zia Nullatenente, costretta a pagare diverse centinaia di Euri per ICI/IMU e acronimi vari.  Il che ha però un fondamento minimo di buon senso perché se esiste una no-tax-zone per i redditi, non esiste, a quanto mi risulta, per la tassazione sulla casa, mentre per i consumi ci sono aliquote IVA ridotte per i generi di prima necessità. Sempre con il semplice buon senso puo' sembrare strano che eliminando la tassazione su tutte le case lo si faccia sia per la Anziana Zia Nullatenente sia per chi possiede decine di palazzi in giro per l'Italia sia per chi castelli e villone le posside veramente.

Per tagliare la testa al toro vi propongo un'idea e poi la discutiamo con chi ci sta.
Come sempre non invento nulla ma attingo a piene mani ma prendo ampi spunti da come il capitale (casa compresa) è tassato in Svizzera, paese notoriamente illiberale e comunista.

L'idea è che la tassazione del capitale (mobile ed immobile, cumulati) sia tassato con aliquote progressive (con una pendenza blanda, tra 0.5 e 3 millesimi massimo) e con una zona di esenzione che salvi per esempio in primi 100'000. Supponendo che uno abbia una casa del valore stimato di 180'000 e 20'000 di risparmi, avrebbe un totale tassabile di 200'000 ma tolti i 100'000 di esenzione, sarebbe tassato per i 100'000 restanti allo 0.5% (quindi 500 euro). Considerato che se non avesse la sua casa sarebbe in affitto e sborserebbe mensilmente una cifra ben superiore, non mi sembra che questa tassazione metterebbe qualcuno sulla strada. Per contro chi di case ne ha 26 per un totale di 13 milioni, avrebbe sempre 100'000 di esenzione ma pagherebbe il 3%% sulla differenza. Quindi 38'700.  Naturalmente visto che quelle 26 case le affitta (o meglio 25, se in una ci abita) i soldi per pagare l'imposta non gli mancano.

Per come il concetto è sviluppato in Svizzera va aggiunto che la tassazione sul capitale diminuisce di fatto quella sul reddito. Non lo fa con complicati meccanismi di detrazione e deduzione ma semplicemente in fase di calcolo delle diverse aliquote. Se c'è bisogno di un gettito di 2 miliardi è chiaro che si può puntare tutto sulla tassazione dei redditi, predisponendo le aliquote che permettono di ottenerlo. Ma se siste la possibilità di tassare i capitali ed ottenere un gettito, mettiamo, di 200 milioni, automaticamente si riducono le necessità di cassa sui redditi (del 10%) e quindi si abbassano quelle aliquote. Sono consapevole che in Italia non si farebbe così e dovendo grattare il pentolone a fine anno come sempre, le imposte finirebbero per accumularsi. Ma appunto invito a discutere su come le cose dovrebbero essere, non su come sono.

Sul discorso attorno a su cosa sia giusto a proposito della tassazione degli immobili rilevo che se prendiamo due persone, Piero e Carlo e ipotizziamo che abbiano entrambi un reddito imponibile di 50'000, pensiamo che abbiano la stessa "capacità contributiva". Se pero' osserviamo che il primo non ha casa propria e vive in affitto mentre il secondo si' e vive in una casa che vale 200'000, il ragionamento cambia, secondo alcuni. Diciamo che Piero ha una capacità contributiva inferiore per cui o gli permettiamo di detrarre in tutto o in parte l'affitto oppure imputiamo qualche cosa di supplementare a Carlo. Alla fine pagheranno imposte leggermente diverse. In Svizzera, dove i capitali come sapete non mancano, hanno optato per la seconda soluzione ma con aliquote blande e zone sostanziali di esenzione. Le aliquote sono blande perché le spese dello stato sono basse e la competizione tra cantoni (ed anche tra comuni) aiuta ad avere imposte contenute ma questo lo sappiamo. Alla fine Carlo paga un po' per la sua casa (500) ma lui e Piero pagano meno per l'imposta sul reddito (perché la somma è fiscalmente neutra). In tutto pagano 500 in meno, probabilmente a spanne avremo che Piero paga 300 in meno e Carlo 200.

Risultato, capite perché malgrado il capitale sia imponibile in Svizzera, cosi' tanti francesi, tedeschi ed italiani abbiano deciso di trasferirsi lì e non si lamentano assolutamente di supposte violazioni sulla sacralità della casa. Si rifaranno eventualmente con la sacralità delle verginità delle rispettive figlie, giusto Michele? :-)

Dici?

michele boldrin 19/10/2015 - 01:56

Ho come l'impressione che, se hanno accettato di farsi tassare la casa, la verginita' delle proprie figlie sia per loro passata decisamente in secondo piano :)

Grazie per il contributo, Francesco. Molto utile, ci faro' riferimento ad una cosa piu' articolata sul tema che sto giusto scrivendo ora con il mitico Brighella :)