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Letture per il fine settimana 14-11-2015

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E' diversa. 

E mi domando (la domanda e' solo per alcuni in questo thread, altri non si sentano coinvolti): visto che ci sono banalissimi ed elementari testi del primo anno che spiegano come funziona, cosa sia la base monetaria, l'offerta di "moneta" (M0, M1, M2, ...) perche' non darci un'occhiata ed apprendere prima d'imbarcarsi in "strane" (si fa per esser gentili) "teorizzazioni" (si fa sempre per esser gentili)?  Si trovano anche in rete ...  

Oddio è tanto sbagliato ? Ok l' esempio è assurdo, ma dovrebbe tornare no ? sulla questione Offerta di moneta e Base monetaria,più che dire che sono diverse avrei dovuto scrivere che la Base monetaria è parte dell' offerta di moneta o quest' ultima è funzione della base monetaria, ma quello che volevo fare capire è che le banche commerciali non agiscono su M0 quindi non c'è signoraggio... se c'è qualche altro errore me ne scuso...

sono stato io.
torno al mio desco, con lesina e bullette.

E' giusto

Nasissimo 19/11/2015 - 18:04

Lei ha ragione. Mi sono documentato, infatti. Mi sembra che sia già abbastanza esauriente la spiegazione che da qui Wikipedia. Si vede che la compensazione invocata da dragonfly, a parte la riserva obbligatoria, è tra depositi e credito.
Il moltiplicatore monetario teorico è il limite di una serie geometrica che date alcune ipotesi semplificative (riserva libera nulla, domanda di credito infinita, ecc) converge al reciproco del coefficiente di riserva frazionaria.
Ma il dubbio che avevo palesato (che certamente sarà risolvibile con un rigo) mi è venuto dopo essermi documentato. Sicuramente sarà un dubbio cretino, ma non è ancora fugato.

Il processo descritto da ottoking (che ringrazio per lo sforzo) e dalla formulazione di Wikipedia, schematicamente è questo. Sia il coefficiente di riserva frazionaria 1%.

k=0: Entrano 100€ alla "banca" (sistema bancario).

k=1: La banca mette 1€ in riserva obbligatoria e presta 99€.
Credito 99, debito 100, riserva 1, somma zero.

k=2. I 99€ prestati rientrano immediatamente sotto forma di nuovo deposito.
La banca mette a riserva 0.99€ e presta 98.01€.
Credito 197.01, debito 199, riserva 1.99, somma zero.

k=3. I 98.01 prestati... ecc.

Al tendere di k a infinito si raggiunge la condizione finale, data dal limite della serie geometrica:
Credito 9.900, debito 10.000, riserva 100, e somma zero.

Il sistema bancario quindi ha sì prodotto espansione monetaria di un fattore 100, ma la somma è zero, quindi non ha "signoreggiato" nulla perché a compensare il credito generato con l'emissione di prestiti c'è il debito accumulato incamerando depositi. Chiaro.

Ma se invece avvenisse questo:

k=0: Entrano 100€ alla "banca" (sistema bancario).

k=1: la banca mette tutti i 100€ in riserva obbligatoria, e presta 10.000€ (o 9.900) che non ha mai raccolto.

Così sarebbe molto diverso. In questo caso, senza depositi, la somma non sarebbe più zero ed una rendita da signoraggio ci sarebbe eccome.
Il mio dubbio (è solo una banale domanda) era ed è ancora questo: in un contesto di moneta immateriale, chi o cosa impedisce alla banca di prestare moneta che non ha raccolto?

 

Penso che potrei averla portata in errore, io volevo enfatizzare la non emissione di valuta, nella realtà quei 100€ di cui parla, saranno comunque una passività della banca es. capitale degli azionisti, depositi ecc. in ogni caso quei 100 euro sono una fonte, supponiamo che i 100 euro siano capitale di rischio o altro, li mette a riserva, da un prestito a Caio di 10000 euro, premettendo che in questo esempio comunque irrealistico e si dovrebbe fucilare il ceo della banca in questione e che comunque non rispetterebbe nessun requisito di basilea se non la % di riserva e forse nemmeno quella, avverrebbe, sempre ipoteticamente, questo: la banca apre un conto a Caio ci scrive sopra 10 mila euro ora la banca non sta rispettando gli obblighi di riserva, la BCE lo scoprirà solo alla fine della giornata, Caio potrebbe uscire dalla banca e andare al Bancomat, ma purtroppo non potrebbe prelevare nulla, potrebbe fare un bonifico ad un'altra banca ma anche qui dovremmo essere fortunati, dovremmo sperare che i nostri clienti abbiano crediti nei confronti dei clienti dell' altra banca tali da coprire il passivo che abbiamo.
La banca ha poche possibilità oh va sul mercato interbancario e chiede un prestito, partecipa ad un asta di liquidità della BCE, chiede agli azionisti, cartolarizza il prestito di Caio e lo vende a terzi o a fine giornata avremmo un grosso problema di liquidità... tutto questo è un più o meno dovrebbe funzionare grosso modo cosi'...

Non è Lei che mi trae in errore, sono io che ho un dubbio e non riesco a fugare.
Il prof. Boldrin ha ragione quando mi esorta ad andare a cercare testi in rete senza scassare i maroni su nFA; ma io l'ho già fatto, senza fugare il mio dubbio.
Nel link di Wikipedia da me portato qui sopra per esempio il meccanismo è spiegato piuttosto chiaramente (ma non è una roba difficile), un'altra fonte è questa, un testo di Economia del primo anno di politica monetaria, in cui al capitolo primo è spiegato il funzionamento del moltiplicatore del debito e del credito.

Tutto chiaro. Solo che tutti questi testi danno per scontato che "la banca" eroghi crediti solo a valle di depositi raccolti. Come deve essere e come sicuramante sarà.
Ma io non capisco per che modo ci si assicuri che sia effettivamente così, in un contesto di moneta immateriale. Se avvenisse quel che dice Lei nel suo esempio (la banca presta moneta che non ha raccolto, banalmente accreditando nel cc di Tizio 10k€ a fronte di nessun deposito incamerato, preoccupandosi solo di integrare la riserva con 100€) in che controlli e sanzioni si imbatte? A quali rischi va incontro?
Se la BCE a fine giornata verifica solo gli obblighi di riserva, non troverà nulla di irregolare, ché la riserva c'è, è il deposito che manca.
Lei suggerisce che il rischio sarebbe la crisi di liquidità in caso di prelievo di contante, ma mi convince poco.
A parte il fatto che è irrealistico che un tizio ottenuto un prestito da 10k€ esca dalla filiale per andare al bancomat e convertire tutto in contanti, e che nemmeno potrebbe farlo dato il limite di prelievo giornaliero. Potrebbe forse farlo allo sportello. Ma mi pare che se anche fosse non si creerebbero più problemi di quelli che si creano comunque se tutti i creditori reclamano il loro credito in contanti, pure nel caso in cui il deposito ci sia.
La banca non ha una riserva liquida pari alla somma dei prestiti, né deve averla.

Io mi domandavo se ci sia un controllo diretto, tale da garantire che si presti solo dopo aver raccolto depositi corrispondenti, e quale sia. Perché  mi pare che qualora non fosse assicurata sempre, per ogni istante t, la condizione prestiti+riserva=depositi, beh allora quello che chiamano "signoraggio secondario" esisterebbe eccome. Ma non importa, mi terrò la domanda in tasca.
La ringrazio comunque per la pazienza e per le spiegazioni.

NSFR e LCR

Marco Olivetti 24/11/2015 - 23:24

Non so se possa essere utile alla sua domanda, ma la BCE controlla il rischio di liquidità delle banche tramite due indici: il Liquidity Coverage Ratio (LCR), di breve termine (30 giorni), e il Net Stable Funding Ratio (NSFR), di medio termine (fino ad un anno).
Cercando su internet dovrebbe trovare qualche informazione, anche sulle sanzioni future (ad ora è solo fase di monitoraggio, non mi sembra ci siano attualmente delle sanzioni. Mi scuso se non riesco a fornire fonti ma sono un po' di fretta.

Faccio questa ricerca, e stresso con questa domanda, da un po' di tempo, ed ogni contributo mi porta ad alimentare il sospetto che la condizione Prestiti+Riserva=Depositi per ogni t non sia soddisfatta affatto.

Lei mi ha indicato due indici: cercando informazioni su internet si approda agli accordi di Basilea 3 (che già avevo consultato), in particolare allo schema per l'osservazione e il monitoraggio del rischio di liquidità. LCR e NSFR sono descritti in dettaglio qui.

Entrambi i requistiti hanno come obiettivo la riduzione del rischio di liquidità, come Lei dice e come suggeriva anche ottoking, LCR nella prospettiva temporale di un mese, NSFR in quella di un anno.
Il primo prevede che le attività liquide o facilmente liquidabili siano maggiori dei flussi di cassa netti nei 30 giorni successivi; Il secondo prevede che l'ammontare disponibile di provvista stabile sia maggiore dell'ammontare obbligatorio di provvista stabile, dove quale sia l'ammontare "obbligatorio" dipende da alcune variabili.
L'ammontare disponibile (ASF) è la quantità di "provviste" che la banca può (presumibilmente) riuscire a convertire in liquidità nell'orizzonte di un anno.
Tra queste "provviste stabili" stanno pure quei depositi che "si ritiene rimarrebbero presso l'istituzione in caso di stress idiosincratico".

Tutta questa catena di definizioni per dire che la banca deve avere essere in grado di resistere a un bank run fino a un certo livello di intensità, eventualmente attingendo pure ai depositi.
Si tratta di precauzioni contro le crisi di liquidità.
Ma la crisi di liquidità non c'entra con il dubbio che ho io. Come dicevo sopra, la crisi di liquidità si crea comunque, se tutti i creditori reclamano il loro credito in contanti, pure nel caso in cui il deposito ci sia. La banca non ha una riserva liquida pari alla somma dei prestiti, né deve averla.
I requisiti LCR e NSFR garantiscono che essa detenga perlomeno una "provvista disponibile" facilmente liquidabile superiore a un certi valori minimi.
Non trovo scritto da nessuna parte, né sugli accordi di Basilea né altrove, che debba valere la condizione Prestiti+Riserva=Depositi per ogni t.
Può darsi che sia la mia inettitudine, che sia io che non so dove cercare, oppure che questa condizione sia implicitamente contenuta in qualcos'altro e mi sfugga per questo. 
Ma Lei capirà che viene il dubbio che non sia garantita affatto.
E se non fosse garantita, allora mi sembra che il "signoraggio secondario" sarebbe una cosa reale.