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Per la sostenibilità del SSN: vaccinazione antinfluenzale obbligatoria per gli anziani

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In realtà ho inserito la parola obbligatorio per essere sicuro di provocare reazioni. Si veda il dibattito su Facebook nel Gruppo Slow Medicine

In effetti credo che possa essere sufficiente: in tanti sono pronti a inalberarsi purche' non gli costi NIENTE. Basta che siano chiamati a pagare un piccolissimo costo per sostenere le proprie convinzioni e si tirano subito indietro. Aggiungerei il vaccino contro il pneumococco al "pacchetto" esenzione.

Ok, ora che abbiamo le reazioni, mi pare comunque che il concetto di base della tua proposta orbiti attono ad incentivi o disincentivi (es Ticket).
Ritengo quindi che l'idea potrebbe essere estesa a tutte le età. Per esempio in ambito lavorativo le ore perse per l'influenza sono parecchie (900'000 giorni, stimati nel 2008) e si potrebbe anche dire ai lavoratori che se siete vaccinati ma vi ammalate lo stesso di influenza i giorni di assenza vi vengono pagati mentre se non avete fatto il vaccino e state a casa 5 giorni per influenza allora tutti i giorni non vi saranno pagati in busta. Non servono quindi obblighi, ma solo incentivi.

Naturalmente la mia è solo una provocazione giusto per "vedere di nascosto l'effetto che fa" sui sindacati e sulla Corte Costituzionale.

Per me è abbastanza chiaro che solo vaccinando una gran parte di popolazione possiamo offrire anche a bambini ed anziani quella immunità di gregge che protegge anche i non vaccinati, quelli che cioè pur volendo non possono perché hanno problemi con sistema immunitario o per cause diverse non possono vacccinarsi. Quindi estenderei a tutti incentivi e disincentivi.

anche perchè mi sembra strano se io lavoratore vado a sciare e mi rompo una gamba, il datore di lavoro mi debba pagare comunque lo stipendio. Siamo come al solito in un sistema di non responsabilizzazzione e mammocratico. Posto che la tua idea sui lavoratori che si ammalano avrbbe bisogno di qualche aggiustamento tecnico (tipo la diagnosi di influenza si fa solo con isolamento virale, il vaccino non protegge dal raffreddore e non al 100%) credo la strada sia quella.

Tecnicamente parlando, non so in Italia ma nel mondo occidentale di solito funziona così: il lavoratore è assicurato per gli infortuni. Come tale paga un premio ed ha diritto a quanto contrattualmente stabilito dal contratto di assicurazione, sempre che l'infortunio non sia legato a sport "estremi", per cui serve un'ulteriore assicurazione. Davvero in Italia sono i datori a pagare?