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Speriamo che i ricchi diventino ancora più ricchi

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Buonasera, ringrazio Ludovico Pizzati per l'interessante disamina del sistema fiscale USA. Mi permetto tuttavia di osservare che questa sua analisi è monca, nel senso che manca l'altra metà del discorso: come i soldi pubblici vengono spesi. La mia obiezione non è di poco conto, perché analizzando anche la seconda faccia della medaglia, si giunge alla conclusione esattamente opposta a quella cui arriva Pizzati ( in estrema sintesi, Pizzati afferma che la socialdemocrazia in USA non va di moda perché il sistema fiscale e dei trasferimenti USA favorirebbe i redditi mediani più di quelli europei): se si va a vedere il risultato netto del sistema tasse/trasferienti, infatti, l'average John, Jan, Hans, Jaques sono molto più favoriti dal sistema dell'average Joe. Il sistema fiscale USA è infatti quello più favorevole per i ricchi, nel senso che è quello con il minor livellamento dell'indice di Gini da pre Tax/transfer a post Tax/transfer. Insomma, prende poco alla classe media, ma dà anche pochissimo, in compenso dà a chi è già ricco. Posto due vecchi articoli del Washington Post che spiegano il tutto sicuramente meglio di come non abbia fatto io: https://www.washingtonpost.com/news/wonk/wp/2013/04/05/americas-taxes-are-the-most-progressive-in-the-world-its-government-is-among-the-least/.

https://www.washingtonpost.com/news/wonk/wp/2012/09/19/other-countries-dont-have-a-47/

Ho letto l'articolo del Washington Post, e ti ringrazio per averlo postato perche' mi permette di sottolineare il punto provocatorio del mio titolo. L'articolo del WP parla di redistribuzione come fine ultimo. Ci dice che ok, il sistema fiscale americano e' il piu' progressivo al mondo, e che poi c'e' la social security, il medicare, l'earned income tax credit. Pero' non riduce l'ineguaglianza come nelle social democrazie europee.

Ma l'ineguaglianza statunitense non e' quella sudamericana. Che male c'e' se milioni di milionari scorrazzano per le malls? Se proviamo ad implementare una redistribuzione social democratica il reddito mediano, ma anche il reddito del povero, si abbassa o si alza? Si abbassa. Percio' il fine ultimo e' il benessere in termini assoluti dell'average Joe, o il benessere in termini relativi al vicino di casa?

Riguardo il tuo appunto sul considerare non solo il reddito al netto delle tasse, ma anche al netto dei servizi pubblici ricevuti, e' un luogo comune pensare che l'average Joe se la passi peggio dell'europeo medio.

Hai ragione caro Pizzati.

Ma non è solo un luogo comune. E' proprio sbagliato!

Chiedo scusa, ma c'è qualcosa nel suo ragionamento che proprio non mi torna. Posto che:
1. Il sistema di tassazione USA è più progressivo di quelli europei e 2. I sistemi europei garantiscono una maggiore riduzione dell'indice di Gini da pre tax/transfer a post tax/transfer, ne consegue che il sistema della spesa pubblica/trasferimenti dei sistemi europei sia molto, molto più progressivo di quello USA (cioè tradotto in soldoni: il spesa USA va ai ricchi, la spesa europea va all'average Jaques e ai poveri). Come spiega altrimenti i dati?

Progressivo non vuol per forza dire maggior riduzione della disuguaglianza. Queste sono le definizioni

Proportional tax: l'average tax rimane uguale ad ogni livello. Esempio sales tax: pago $1 di caffe' e 10 cent di tassa; pago $100 per le scarpe e $10 di tassa. In media pago sempre 10%. Esempio property tax: pago $1000 di tassa su un appartamento da $100mila; pago $10,000 di tassa su una villa da $1milione. In media pago sempre l'1%.

Regressive tax: l'average tax diminuisce con l'imponibile che sale. Esempio payroll tax: guadagno $100mila e pago $6,200 di payroll tax; guadagno $200mila e pago $7316 di payroll tax. L'average tax e' scesa da 6.2% a 3.7%.

Progressive tax: l'average tax aumenta con l'aumento dell'imponibile. Esempio income tax: e qui vediamo che in USA la tassa media aumenta molto piu' drasticamente e per questo e' considerato un sistema fiscale piu' progressivo.

Quindi la definizione di progressivo non c'entra con l'ineguaglianza. E ora facciamo un esempio semplice per vedere come le due cose possono comunque starci. Diciamo che nel paese A Joe Average guadagna $50mila e Bob Rich guadagna $100mila. Joe paga zero tasse e Bob $10mila (solo il 10%). I $10mila di tasse vengono trasferiti direttamente a Joe, e post transfer Joe ha $60mila e Bob ha $90mila. Bob e' comunque molto piu' ricco di Joe. Nel paese B Arlecchino guadagna €30mila e Pantalone guadagna €60mila. Entrambi pagano il 33.3% di tasse (un sistema diciamo per niente progressivo, ma addirittura proporzionale). In soldoni Arlecchino paga €10mila e Pantalone €20mila: €30mila in totale.  Di questo trasferisci €25mila ad Arlecchino e €5mila a Pantalone, e post transfer abbiamo raggiunto l'eguaglianza perfino con un sistema proporzionale. 

In conclusione, nell'esempio il paese A ha un sistema super progressivo (da 0% a 10% di average tax) e la disuguaglianza si riduce solo da 100% a 50%. Nel paese B, con un sistema per niente progressivo (33% average tax per entrambi), la disuguaglianza si azzera (da 100% a 0%). 

Edit: ho cambiato i numeri dell'esempio che avevo sbagliato

D'accordo, ma mi era sembrato di capire che il senso del suo discorso fosse che sull''americano medio "Joe average" la proposta politica di Sanders (che  banalizzando possiamo riassumere come: sostituiamo il sistema fiscale/ spesa pubblica USA con uno di tipo socialdemocratico  europeo) non potesse fare presa, perché Joe già paga zero tasse.

 Ecco, quello che sostengo invece io è che se aggiungiamo anche la spesa all'equazione, il panorama potrebbe cambiare drasticamente, e glielo dimostro utilizzando proprio l'esempio che mi ha gentilmente fornito lei. Allora, nella situazione USA, il nostro joe guadagna 50k, paga 0% di tasse e riceve il 100% del gettito delle tasse di Bob Rich, per cui alla fine della fiera arriva a guadagnare 60k. Cosa succede se Sanders diventa Presidente e riesce a realizzare le sue proposte di stampo socialdemocratico? avremo che Joe pagherà il 33% di tasse, e riceverà l'84% del gettito complessivo (segue sempre l'esempio che mi è stato dato). Il risultato? 50k-15k = 35k. Poi però, Joe riceverà l'84 % di 50k pari a 42 k.  Insomma Joe average passando dal sistema USA a quello socialdemocratico passa da un reddito finale di 60k ad un reddito di 77k, incrementando il proprio reddito di un terzo. Mi pare che Joe avrebbe da guagnare eccome, da una riforma del genere.

PS:  Naturalmente non mi sfugge  il fatto che qui si stia ipotizzando che le riforme di questo tipo siano neutre sul reddito complessivo, e che questo sia una ipotesi azzardata, ma d'altronde molti economisti sostengono che maggiore redistribuzione porti anche a maggiore crescita, altri sostengono il contrario, e in mancanza di qualsiasi consenso, ipotizzare un effetto neutro non è la soluzione più prudente?

PPS: come ricorda Beppyz qui sotto, il sistema USA è caratterizzato da bassissima mobilità sociale (vedi anche: http://www.oecd.org/centrodemexico/medios/44582910.pdf) mentre i sistemi socialdemocratici europei, soprattutto nordici, da elevata mobilità sociale. Banalizzando, in Danimarca i soldi che Bob Rich utilizza per finanziare il nuovo stadio da Football della Università di prestigio e comprarsi l'ammissione del figlio, gli vengono tassati anche per finanziare la formazione dei figli della middle class e working class, con il risultato che in Europa la mobilità sociale è assai superiore che in USA. Perché Joe average non dovrebbe essere attratto da un sistema che consente a suo figlio di giocarsela quasi alla pari con quel fighetto del figlio di Bob Rich?

Non so pero' quanta presa possa fare su Joe Average una proposta del genere, caro Joe ti togliamo per darti di più sotto altra forma, il primo pensiero di Joe sarebbe caro governo dammi pure di meno che a spendere il mio denaro ci penso io, non credo che negli Usa una cosa del genere riesca a funzionare.

Sulla questione della disuguaglianza, io non penso che cercare di abbattere il Gini post-tax transfer sia un qualcosa di cosi' desiderabile, io vorrei un Gini basso pre-tax transfer al massimo quello sarebbe desiderabile, usare il sistema fiscale per abbattere ampie differenze non lo trovo nemmeno molto corretto, non sto parlando di un sistema fiscale completamente trasparente, ma non vorrei nemmeno che cambiasse il risultato della partita. Parlando con slogan elettorali penso che la vita di Joe Average migliorerebbe in misura infinitamente maggiore con il 4% di crescita promessa da Jeb Bush piuttosto che con una qualsiasi riduzione di disuguaglianza promessa da Bernie Sanders,  Questo inizio post di Cochrane rende bene l' idea secondo me:

Sclerotic growth is the overriding economic issue of our time. From 1950 to 2000 the US economy grew at an average rate of 3.5% per year. Since 2000, it has grown at half that rate, 1.7%. From the bottom of the great recession in 2009, usually a time of super-fast catch-up growth, it has only grown at two percent per year.2 Two percent, or less, is starting to look like the new normal.

Small percentages hide a large reality. The average American is more than three times better off than his or her counterpart in 1950. Real GDP per person has risen from $16,000 in 1952 to over $50,000 today, both measured in 2009 dollars. Many pundits seem to remember the 1950s fondly, but $16,000 per person is a lot less than $50,000! 

If the US economy had grown at 2% rather than 3.5% since 1950, income per person by 2000 would have been $23,000 not $50,000. That’s a huge difference. Nowhere in economic policy are we even talking about events that will double, or halve, the average American’s living standards in the next generation.

Even these large numbers understate reality. 

ho risposto nel thread sbagliato, ripostato sotto

Si, credo sia azzardato trarre conclusioni ipotizzando che il reddito non cambi con la redistribuzione. Dal mio punto di vista la redistribuzione crea una distorsione di incentivi inducendo a lavorare meno sia il ricco che il povero, ma dalla teoria alla pratica magari le cose non stanno proprio cosi'. Ho guardato all'andamento del reddito mediano in USA e in Europa. La cosa che ho notato e' che USA e Gran Bretagna hanno un reddito mediano che fluttua molto di piu' di quello delle social democrazie europee. In entrambi i casi pero' c'e' un trend in aumento ma non saprei dirti quale sistema fa crescere di piu', anche perche' chissa' quanti altri fattori entrano in gioco.

un'aggiunta

beppyz 8/1/2016 - 11:47

penso che quanto riportato da alberto vada integrato con un altro indicatore, quello sulla social mobility (qui un articolo da veloce da the atlantic: http://www.theatlantic.com/business/archive/2015/07/america-social-mobil...).
se si metton assieme le due cose il messaggio che ne esce è che se sei un poveraccio è molto probabile che tuo figlio lo rimanga (anche se potrà essere felice di pagar poche tasse), una cosa lontana dall'american dream del selfmade man.
Sostanzialmente, penso che che sia per questo che gente come Sanders punti a ideali e politiche social democratiche

Grazie del link, e rispondo qui anche a Rinaldi che ha postato un altro interessante studio su intergenerational mobility. Non me ne intendo molto, ma guardavo appunto la figura 5.1 sul link dell'oecd, dove USA e Gran Bretagna hanno meno mobility di Danimarca e Norvegia.

Mi domando pero', se il figlio di Joe guadagna 10% piu' del padre (da $50k a $55k) e il figlio del corrispettivo danese Jens guadagna 10% piu' del padre (diciamo da €30k a €33k), la loro mobility non e' equivalente, ma dipendera' dalla distribuzione. Cioe' con una income distribution piu' piatta e' molto piu' facile avere upward mobility perche' ci vuole molto meno per avanzare di grado. Ma questo non vuol dire che in termini assoluti il figlio di Joe non e' cresciuto altrettanto se non di piu'. In altre parole, magari il figlio di Joe avanza molto di piu' del figlio di Jens, ma rispetto al figlio di Warren Buffett rimane sempre un poveraccio. Se questo e' il caso preferisco comunque essere figlio di Joe che figlio di Jens.