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Autonomia del Veneto entro il 2018

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devi aver letto tra le righe cose che non ho scritto. Per risponderti, a tua madre che vive in Veneto la pensione la paghera' sempre l'INPS. Se tua madre va all'ospedale riceve un servizio come residente in Veneto anche se la sanita' e' gestita a livello regionale. Non e' che la sanita' veneta manda meta' del conto alla regione Sicilia perche' lei ha vissuto la prima meta' della sua vita in un'altra regione. Stessa cosa sarebbe con la pensione. Stiamo parlando di autonomia all'italiana, mica di "secessione previdenziale" come l'hai chiamata tu.

Riproviamo: l'INPS ha un buco pauroso, facciamo di 100 miliardi di Euro all'anno.

Regionalizzando, chi paga per questo buco, in termini di residui fiscali non previdenziali?

Nel 2013 i contribuenti di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Piemonte, Marche, Lazio, Liguria, Umbria, Puglia, delle due province autonome, della VdA, Basilicata, Molise e Campania.

Se l'INPS veneta secedesse, quale sarebbe la differenza?

In termini di residui fiscali non previdenziali i contributi dei Veneti andranno comunque a pagare pensioni erogate in altre regioni.

Ed ecco che l'esempio di mia madre calza a pennello: mia madre risiede in Sicilia, ma non si capisce per quale motivo al mondo, in una previdenza regionalizzata,  non dovrebbe essere il contribuente Veneto a pagarle parte della pensione, dato che lei ha lavorato e pagato contributi in Veneto.

Più in generale, dato che la previdenza non è regionalizzata, io ho pagato contributi ad un ente centrale, ed il debito nei miei confronti lo vedo da parte di tutti i contribuenti italiani. Non soltanto da quelli della regione in cui un giorno deciderò di risiedere da pensionato.

Sia il primo che il secondo commento sono sia infondati che confusi (no, i trasferimenti fra regioni italiane, anche se si son ridotti dal 2009 in avanti, NON sono solamente previdenziali, neanche lontanamente e, comunque, anche se lo fossero: so what?). 

Sembri reagire pavlovianamente su certi temi in "difesa" (si fa per dire) di una presunta vittimizzata Sicilia ... o Sud che sia. Un po' noioso, alla lunga, oltre che scarsamente interessante. Ciao. 

P.S. Ho visto anche i commenti successivi sulle "differenze" fra regioni. Sono francamente basito dalle tue affermazioni. Non so che dire. Domanda, seria, per Ludovico: hai notato che dal 2000 al 2013 i residui fiscali positivi delle regioni donatrici (tolta la previdenza) sono infatti aumentati? 

Michele, se ti riferisci al grafico postato da Riolo nel thread successivo ricordiamoci che e' una crescita nominale. Per esempio, nel residuo che illustra lui il residuo va da 15000 nel 2000 a 20000 nel 2013  (non si capisce se e' pro capite o in milioni di euro). Comunque se aggiusti la serie per quel 2% abbondante di inflazione annua che c'e' stata in quei 13 anni, si vede che non c'e' stata crescita reale.

Ma poi il titolo del grafico dice "residuo non previdenziale", ma poi nella riga sotto e' specificato "contributi sociali meno spese previdenziali" che mi sembra sia un "residuo previdenziale" (senza il "non"). Boh, comunque il senso dell'articolo era un altro

Certo

michele boldrin 17/5/2016 - 20:13

Crescita al piu' nominale, non dubito. Ma, considerato che l'indice dei prezzi e' cresciuto di circa il 30%, vale la pena notare che alcune variazioni son superiori al 30%. 

Per quanto riguarda il grafico, non so che dire. Nota che, per effetto della "doppia meno" aggiunge un eventuale "deficit previdenziale" (contributi < spesa previdenziale) all'eventuale "surplus fiscale" ... boh. Comunque, appunto, c'entra nulla con quanto hai scritto ...

 

Milioni di Euro, è basato sui dati CPT 2000 e 2013, lo puoi replicare facilmente anche per il 2014.

La formula se sei familiare con i CPT dovrebbe essere chiara, ho usato la loro terminologia (potrei aver eliso qualcosa per tenere tutto dentro il grafico).

(entrate della PA - contributi sociali PA) - (spese PA - spese previdenziali ed integrazioni salariali PA)

Sostanzialmente si tratta di un (entrate - spese) della PA, ma ai due addendi ho tolto le poste previdenziali in entrata ed uscita. La domanda a cui cerco di rispondere è: tolta la previdenza, qual'è l'ampiezza dei trasferimenti? Ovviamente nel grafico si vedono una marea di soldi uscire, perlopiù dai soliti sospetti, ma non si vedono entrare, confermando il sospetto che la gran parte dei trasferimenti siano previdenziali.

I trasferimenti previdenziali sono fiscali? A me pare derivino dall'aver pagato dei contributi lungo il corso di decenni. Quando andrò in pensione, io vedrò in tutti i cittadini italiani i miei debitori, per quanto da me contribuito. Non i Veneti o i Siciliani.

Per me l'articolo non ha senso perché la previdenza si dovrebbe pagare con i contributi, non con la fiscalità generale. Che senso ha spostare la gestione della previdenza in Veneto? In una ottica di regionalizzazione della previdenza potrebbe avere senso, ma questa può valere solo per le obbligazioni previdenziali che valessero da oggi in poi. Come se le regioni fossero stati indipendenti, ognuna con la sua cassa pensionistica, se io lavoro 1 anno in Veneto pago i contributi in Veneto, fra 40 anni si totalizza e la cassa veneta mi paga 1/40 della mia pensione. Ma prima di regionalizzare la previdenza bisognerebbe chiedersi se ne vale veramente la pena, e prima ancora se, date le obbligazioni previdenziali esistenti allo stato attuale, se sia minimamente possibile, e la risposta che mi do è no. In entrambi i casi. Il sistema pensionistico andrebbe riformato, sì, ma non regionalizzandolo.

Basandomi sui CPT, i trasferimenti tra le regioni sono perlopiù previdenziali. Con quanto di non previdenziale è arrivato in Sicilia nel 2012, ci si paga il 48% della spesa dell'assistenza per i residenti i Sicilia, e basta. Una cifra modesta, se confrontata con i trasferimenti tra i cantoni svizzeri, o con quanto trasferito in Scozia, Galles o nella ex DDR.

Si può ovviamente dubitare della bontà dei CPT, mi pare l'ultima volta lo fece con un certo successo Francesco Forti, ma se li prendiamo per buoni, questo dicono.

Tornando a quanto proposto da Lodovico: a me che ho pagato i contributi ad un ente centrale, che mi ha promesso una controprestazione fra 40-50 anni, perché mai dovrebbe importare se a pagare saranno i Veneti o i Siciliani? La previdenza non è regionalizzata, per cui dal mio punto di vista sono tutti debitori nei miei confronti. Non ha senso pensare che lo siano i Veneti, se in pensione vivrò a Venezia, o i Siciliani, se in pensione vivrò a Palermo. Vogliamo regionalizzare la previdenza? Solo da oggi in poi, e che sia chiaro chi mi deve cosa.