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Autonomia del Veneto entro il 2018

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Buongiorno, non sono un esperto della materia, che comunque mi interessa (soprattutto perché non sfugge la sua valenza politica) e vorrei due delucidazioni sui dati presentati:
1. I dati relativi al residui fiscali sono grezzi o aggiustati per i diversi livelli di reddito delle regioni italiane? voglio dire, in un sistema caratterizzato da tassazione progressiva e da differenze nei livelli di reddito fra regioni, pur in assenza di qualsiasi sproporzione nell'allocazione delle risorse pubbliche pro capite è ovvio che le regioni più ricche avranno un residuo fiscale giusto? il dato significativo non dovrebbe essere quello corretto per le differenze reddituali?
2. Come vengono contabilizzate le tasse (o contributi previdenziali) pagati da lavoratori emigrati o stagionali, da una regione a un'altra? anche in questo caso, dato che in Italia come noto è presente una forte emigrazione, se contabilizzassimo le tasse pagate dal lavoratore meridionale in veneto come se fossero tasse "venete" che senso può avere il dato dei residui fiscali? nessuno direi, se non scoprire l'acqua calda che dal meridione si emigra al nord e non viceversa...
Grazie

Il mio grafico cerca di rispondere parzialmente a 2. Mia madre ha lavorato metà della propria vita lavorativa a Venezia. Mio padre ha lavorato alcuni anni a Torino. In generale ho perso il conto di parenti ed amici pensionati che hanno lavorato praticamente tutta la loro vita lavorativa fuori dalla Sicilia, per poi tornare in Sicilia in pensione. Quando lavoravano, pagavano contributi in altre regioni, quando non all'estero, ed ora ricevono pensioni in Sicilia. Di fronte ai 12 miliardi di Euro di disavanzo fiscale siciliano mi sono chiesto: quanto di questo disavanzo è previdenziale? La risposta che ho trovato nei CPT è oltre 10 miliardi e mezzo. Con quello che rimane, non ci si paga nemmeno la metà delle prestazioni assistenziali ai residenti in Sicilia. Io sinceramente, dati i diversi livelli di reddito, mi sarei aspettato trasferimenti non previdenziali molto più corposi verso le regioni come la Sicilia. Se questi non avvengono, è perché il buco previdenziale è una tale voragine, che porta necessariamente a comprimere, quando non sopprimere, qualsiasi altro tipo di perequazione.

Sì ma il discorso che lei giustamente fa per i residui previdenziali, non si dovrebbe applicare anche a quelli fiscali? Se lo schema di comportamento è passare la propria vita lavorativa in Veneto mentre infanzia e vecchiaia in Sicilia, questo ha evidentemente un impatto anche sui residui non previdenziali, dato che il grosso della spesa pubblica per istruzione e sanitaria si concentra nella fase iniziale e finale della vita, o sbaglio? e poi mi pare verosimile che ad emigrare al nord siano prevalentemente persone fisicamente sane,  non invalidi o gravemente malati, e anche questo dovrà pur avere un impatto di cui bisognerà tenere conto... perchè come dicevo, tutto questo discorso ha una valenza politica importante, un conto è dire che i Lombardi (o i veneti) pagano il welfare dei siciliani, un conto è dire che i siciliani che lavorano in Lombardia pagano il welfare dei siciliani...  per questo chiedevo informazioni su come venissero calcolati questi residui.