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Autonomia del Veneto entro il 2018

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2. La tua risposta è insoddisfacente, per 2 motivi: a) perché non si dovrebbero dare giudizi roboanti sulla base di una conoscenza insufficiente, “de relato” dei dati, elaborati da una singola fonte; e b) anche perché, soprattutto, rivedendo la discussione linkata, che è dell’anno successivo, ho riscontrato che vi hai partecipato.

Leggo da molti anni a questa parte tutti i rapporti annuali, dove risulta chiaramente che negli ultimi anni il buco dell'INPS ha raggiunto poco meno di 100 miliardi di Euro annui, rattoppato con trasferimenti statali. Il brano citato da Marco Esposito, suggerisce che si tratti per la gran parte di spesa assistenziale, ma c'è anche una consistente quota previdenziale.

Leggo anche i rendiconti generali e la relazione della corte dei conti, ma generalmente mi concentro sul FSTA.

Al netto di questo, restano in ogni caso le domande fondamentali che, in parte, ho rivolto all’autore dell’articolo: gli importi, da chiunque elaborati, su cui basate i vostri giudizi a) distinguono tra Previdenza e Assistenza? 

Nei CPT si distingue tra previdenza ed assistenza, o meglio tra spese teoricamente pagate da contributi oppure dalla fiscalità generale. Vedi ad esempio la risposta data a Guido Cacciari in questa conversazione il 19/5/2016 alle 16:23.

Ad ogni modo, nel contesto delle risposte ai temi dell'articolo, e tenendo ben presente l'obiezione di Francesco Forti, e cioè che bisogna tenere a mente che "gestire localmente entrate e spese significa avere il controllo delle legislazione in merito alle entrate ed alle spese di competenza", obiezione la cui logica conseguenza è  a mio parere che il federalismo all'italiana in tutte le sue salse sia e sia sempre stato generalmente una presa in giro, quello che personalmente mi interessava far notare all'autore, e mi par di capire che potrei esserci riuscito, è che se prendiamo per buoni i CPT, quale che sia la causa del buco previdenziale, questo è osservabile nei conti pubblici, ed ha come effetto da un lato di amplificare la misura del residuo fiscale di alcune regioni, cioé quanto complessivamente i contribuenti di questi regioni sono chiamati a contribuire al riequilibrio dei conti dello stato, ma dall'altro lato, magari controintuitivamente, attenua sensibilmente il residuo fiscale negativo di quasi tutti le regioni meno sviluppate del paese. Regioni tra le meno economicamente sviluppate del paese come la Puglia o la Campania secondo i CPT non solo si pagano tutte le proprie spese pubbliche da sole, comprese le quote a loro allocate delle spese di difesa o di rappresentanza all'estero, ma contribuiscono anche a coprire parte del disavanzo contributivo. E addirittura la stessa Sicilia è a poca distanza dal riuscire a fare altrettanto. La necessaria conseguenza, sempre se i CPT sono affidabili, è che in Italia da alcuni anni non esiste una vera perequazione non previdenziale. Se i Campani, i Pugliesi od i Siciliani necessitano di una infrastruttura, o un qualsiasi investimento in conto capitale, se lo pagano da soli, né più né meno di Veneti, Toscani o Lombardi.

Derivando per un attimo nuovamente sui conti INPS, sai se le previsioni sono fatte usando lo scenario centrale di previsione per la popolazione dell'ISTAT? Se così fosse, come si tiene conto che quello scenario prevede un saldo migratorio netto di 16 milioni e mezzo di immigrati dal 2014 al 2040? E se non arrivassero?

@Alessandro Riolo 

1. Vedo che tieni in non cale le mie obiezioni, fondate sui documenti ufficiali, e continui a basarti fideisticamente (è un vizio di voi neo-liberisti) su ciò che scrisse 2 anni fa Marco Esposito, ma comunque ci sei arrivato anche tu che la cifra di 100 mld, ammesso e non concesso che sia esatta, è fatta in gran parte di Assistenza. 

2. Per il resto, la risposta alla tua reiterata preoccupazione sul supposto buco dell’INPS è nella tua omissione (intenzionale?) della mia seconda domanda: “b) gli importi sono al lordo o al netto delle imposte?” Se fai, allora, un altro piccolo sforzo, vincendo la tua “resistenza”, puoi arrivare a capire anche tu che, applicando una rettifica in meno dei costi pari all’ammontare complessivo della componente fiscale (45 mld), che è una partita di giro per l’INPS e i conti pubblici, si ottiene un saldo positivo di una ventina di mld, che è l’avanzo dell’INPS di 20 mld che ho indicato più sopra. 

3. Il 70-80% (!) residuo della tua replica non è pertinente con la mia risposta, potevi farne a meno, ma evidentemente – intenzionalmente o inconsciamente – hai sentito il bisogno di fare fumo e rifugiarti in territorio “amico”.  

PS: Le previsioni a lungo termine sono esercitazioni accademiche e altamente aleatorie, segui il suggerimento implicito del neo-classico Michele Boldrin: evita di farne o di chiederne. 

L’economia neoclassica: una pseudoscienza. Una discussione tra Sylos Labini e Boldrin

http://www.roars.it/online/leconomia-neoclassica-una-pseudoscienza-una-discussione-tra-sylos-labini-e-boldrin/