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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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Federalismo

Fabio Ghia 19/9/2016 - 19:50

Io credo che si stia commettendo lo stesso errore fatto con Fare per le elezioni europee: cercare apparentamenti anzicchè proporre un programma ben definito.

Pur condividendo nell'essenziale le ragioni espresse per il NO, non credo si possa non indicare un'alternativa. E' dal 1956 che la politica italiana (alcune frange popolari semplicemente dal 1948) sente il bisogno di cambiare la Costituzione, in particolare la legge elettorale, per uscire fuori dal quel guano compromissorio comunisti-cristiani, basato sul principio della "equa" e "supercontrollata" ripatizione del potere.

Per le Europee, seguendo il populismo politico imperversante, anzicchè andare verso una condanna dell'attuale sistema UE e presentarsi come forza politica di innovazione (magari a contenuto realmente federalista, come era stato proposto) del sistema di direzione e gestione della UE, condannando definitivamente quell'obbrobrio del trattato di Lisbona, tutte le forze politiche, senza distinzione, hanno preferito la conferma del sistema partitocratico referenziale UE, cercando di aggiustare il tiro chiedendo maggiori poteri da una parte per la Commissione (politiche comunitarie e immigrazione) e dall'altra allargando la forbice  in materia finanziaria per i singoli stati.

Al fallimento di quelle elezioni assistiamo quasi impotenti oggi, con una destra xenofoba in crescente crescita. Ed è sempre più difficile che qualcuno riuscirà a fermarla. E' la fine dell'UE e si corre il rischio di andare sempre più verso un brexit molto più consistente.

Quanto sta accadendo negli USA, inoltre, è significativo: ancora un paio di attentati e Trump sarà il prossimo presidente, che lo si voglia o meno. Ancora oggi nessuno, dico nessun politico, ha mai considerato quanto il sentimento di "paura" (neanche insicurezza!) stia lavorando nel sottobosco sociale, sia negli usa (dove dopo l'11 settembre la cosa è sentuita molto di più), ma ora anche in Europa, con le grandi enclavi islamiche: in Francia, in Belgio (nessuno ne parla ma è la nazione europea dove il cambiamento sociale, in senso islamico (incluso i molti casi di poligamia non dichiarati, ma silenziosamente accettati!), in Norvegia , in Inghilterra etc. Si, l'insicurezza di non poter più vivere secondo gli schemi di libertà e democrazia cui siamo stati abituati, non è più latente. La paura" spinge sempre più verso l'intolleranza e l'America ce lo sta dimostrando, cosi' come ce lo ha già dimostrato l'Inghilterra con la sua brexit!!!!! No, lo imploro a pieni polmoni: c'è bisogno impellente di qualcuno che "indichi" un nuovo percorso da seguire. Una linea guida che possa diventare anche fonte di ritrovato senso del comune convivere.

Purtroppo, per mia natura, sono portato istintivamente a lavorare in controtendenza. Ecco quindi che con tutti i problemi che l'Italia stà vivendo in questo momento, io proporrei di guardare un po' più al di la del nostro naso e cercare soluzioni che, insieme al NO, possano dare una certa credibilità ad un futuro sempre più orientato alal centralità dell'uomo e del cittadino. Se di progetto per una UE Federata non se nu puo' parlare (non è il caso, visto che soprattutto Germania e Francia non ne vogliono sentir parlare per il momento!), beh almeno un progettino per una Italia di "grandi Regioni" autonome (ci sarebbe spazio per rilanciare anche il sud borbonico-mafioso!) e Federate ... non farebbe male a nessuno e creerebbe, per contro, un interesse univoco anche per i deviati dei 5S e gli sbandati dell'astensione! Se si continua con la politica del "no, questo non si deve fare perchè è brutto!" non solo non andremo più da nessuna parte, ma si finirà per mettere il paese in mano alla Le Pen della situazione che, ahimè, in Italia si chiama Salvini! Alla fine, anche i più scemi faranno fortuna!