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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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Mi sembra che nel tuo scritto si sottovaluti un aspetto della riforma, molto importante a mio avviso, e che di fatto la rende una killer application e fa superare le molte incertezze di altri punti: il meccanismo di fiducia verrebbe assegnato solo alla Camera eletta e con un chiaro vincitore, soprattutto se in combinato con una legge fortemente maggioritaria. È una nota apparentemente minore ma dalla valenza enorme.
Basti pensare che molti governi negli ultimi decenni hanno avuto il problema di trovare la maggioranza in entrambe le Camere, facendo desistenze (Prodi uno) o cercando voti dall'altra parte (Prodi bis ma anche il primo Berlusconi trovò sponde diverse, vd. Tremonti eletto con un altro polo), Letta e Renzi.
Oggigiorno, proprio in una situazione multipolare - inevitabile se, fallendo l'Italicum e il referendum, dovessimo tornare ai proporzionali alla Camera e al Senato - una situazione di doppia fiducia e necessarie (grosse?) coalizioni è quella che favorisce la compravendita di voti per governare, politiche poco chiare e l'emergere di populismi.
Il dramma di queste situazioni è che non c'è poi una vera responsabilità di chi sta al potere. Questo è l'alimento dei fascismi che non si sporcano le mani, finché non si trovano all'improvviso al potere.
Faccio un esempio piccolo, la Cirinnà, approvata senza stepchild adoption. È opinione comune che, al di là delle furbizie dei 5S, la legge sia monca perché c'è una coalizione PD con l'NCD. Al PD si dice che fosse stato solo al governo l'avrebbe fatta piena. Non lo sapremo mai ma è evidente il problema di accountability. Portiamolo su N leggi.
Per me questo punto è un passettino enorme, quasi da Armstrong sulla luna.
Sul resto mi piace ricordare un concetto di Giovanni Sartori, "Ingegneria Costituzionale": una volta approvata si può migliorare passo dopo passo, pur con qualche perplessità. Come? Questo è un bell'esercizio intellettuale che chiederei ai tuoi follower se avessi la fortuna di poter contare su un seguito così attivo, genuinamente polemico e spesso informato (sottoscritto escluso :) ).
Le alternative sono tenersi un sistema che ha segnato il passo oppure di dividersi tra mille proponenti che in 30 anni - dalla commissione De Mita, se ben ricordo - non si sono mai messi d'accordo nel solco della più leggendaria tradizione italiana, quella del gattopardo.
Cordialità,
Zeno

tu non abbia letto l'articolo con sufficiente attenzione. 

Non solo perché il punto che sollevi è li' discusso ma anche per due altre ovvie ragioni.

- SE il problema fosse quello che dici avrebbe svariate soluzioni molto più semplici (uniformare legge elettorale, eliminare per davvero uno dei rami del parlamento, richiedere fiducia al governo solo nella camera alta, eccetera)

- Il problema istituzionale italiano, empiricamente, NON è quello che tu affermi, vista la paucità di casi in cui è stato rilevante.

Sartori, ovviamente, straparla. Non esiste l'ingegneria istituzionale continua e, se esistesse, bisognerebbe ucciderla con il DDT visto che, generando incertezza continua sulle regole basiche del gioco farebbe un danno enorme, danno che un teorico come Sartori dovrebbe aver ben chiaro. Ci strappiamo i capelli perche' cambiano le regole fiscali del gioco ogni due per due ed ora vogliamo anche la costituzione che cambia ogni tre o quattro anni? Please!

Non so da dove gli sia uscita una tale assurdità ma forse, vista l'età ed il disperato bisogno dell'uomo di essere al centro del dibattito anche quando non ha nulla da dire, s'è spinto sino a dire assurdità del genere.  

SE il problema fosse quello che dici avrebbe svariate soluzioni molto più semplici (uniformare legge elettorale, eliminare per davvero uno dei rami del parlamento, richiedere fiducia al governo solo nella camera alta, eccetera)

La riforma constituzionale stabilisce la fiducia in una sola camera. L'Italia ha sempre avuto la stessa legge eleattorale nelle due camere con differenze minime. Tecnicamente il Porcellum era lo stesso salco premio nazionale vs regionale

Il fatto che ci siano stati pochi casi di leggi non approvate o distorte in parlamento per le dinamiche di coalizione non dimostra nulla: le leggi nelle coalizioni si concordano prima. E' altamente probabile che un partito coeso con premio di maggioranza avrebbe potuto far approvare leggi coerenti col proprio programma (non dico buone o cattive) che sono state bloccate sul nascere. Casomai il problema è un altro - come dimostra il caso del PD. Il premio di maggioranza, a partito o colazione, crea soggetti politici non coesi al proprio interno.  Il PD è a tutti gli effetti diviso in due (se non tre o quattro) e la minoranza è all'opposizione

Giovanni, il problema e' lo stesso!

Permettimi, al solito, di auto-citarmi citando il blog: nell'articolo sull'Italicum della primavera 2014 che menziono anche in questo, l'osservazione che fai (coalizioni insalata russsa con dentro esattamente le stesse divisioni delle coalizioni di partiti a cui siamo abituati) era una delle osservazioni centrali che avanzavo.

Non c'e' soluzione "formale/legale" a problemi reali. La politica dovrebbe servire a questo, a creare consenso reale, non artificiale, attorno a programmi di governo. 

Non c'e' soluzione "formale/legale" a problemi reali. La politica dovrebbe servire a questo, a creare consenso reale, non artificiale, attorno a programmi di governo.

Purtroppo negli ultimi decenni il consenso si è creato o con il clientelismo sfrenato a spese del bilancio dello stato o  con narrative di  personaggi carismatici che diffondono illusioni (SB, Grillo, Renzi, Salvini).  La prima via non è più percorribile, salvo uscire dall'euro. Fra i personaggi carismatici che diffondono illusioni Renzi è di gran lunga il meno peggio - e infatti è in grave difficoltà perchè la mancata ripresa economica rende meno credibili le sue illusioni.  Date le alternative,  farò di tutto per sostenerlo. Attendo alternative politiche credibili, con nomi e cognomi e gruppi sociali di riferimento

d'accordissimo, ma non è solo questo. E' anche uno che propone e realizza ALCUNE cose buone (ad es. il jobs act), oltre a cose sbagliate (ad es. l'abolizione dell'IMU per le prime case) e a grosse omissioni (ad es. vari tagli della spesa pubblica proposti da Cottarelli e Perotti). E' meglio delle alternative attualmente in campo perché fa più cose utili e meno cose dannose di quelle che farebbero gli altri. Altrimenti non si capirebbe perché sia "di gran lunga il meno peggio", come dice giustamente Federico e come credo pensiamo tutti. Forse vale la pena dirlo esplicitamente.

Nel decidere fra il sì e il no, anche il giudizio su Renzi e le sue alternative ha un peso, per quanto secondario. Per chi è incerto può essere un peso decisivo, per quanto piccolo sia.

forse meglio ripeterlo. Ed in ogni caso, la cosa migliore in assoluto è la legge per le unioni civili. Nessuno ci era mai riuscito, compresi quel genio politico di D'Alema.  

PS non sono mica convinto che tutti qui dentro pensino che MR è il meno peggio. C'é gente che si illude che senza di lui possa essere meglio

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Zeno Tomiolo 22/9/2016 - 11:14

Caro Michele,

Grazie del confronto.

Alcune precisazioni:

1. Paucità dei casi è vero ma soprattutto con la seconda repubblica è un problema sempre più verificatosi (quasi tutti negli ultimi 20 anni hanno avuto problemi di fiducia/tenuta al Senato) al quale si pone rimedio forse in modo goffo - ammesso, non concesso - quando a monte c'è soprattutto un problema di sistema e culturale (la Riforma, quella luterana, non è mai arrivata sotto le Alpi, ahimè).
b. Il libro di Sartori era di fine anni '90, se ben ricordo. Forse, mi sono spiegato male. Per essere più chiaro, immagino modifiche minime, non certo stravolgimenti. Pensa alla costituzione francese del '58 che ha avuto diversi aggiustamenti (addirittura l'elezione diretta del Presidente è successiva). Ecco, nel nostro caso abbiamo da una parte un sistema attuale con enormi comprovate pecche, dall'altra una riforma potenziale "forse" piena di pie illusioni: penso alle spolette tra Camera e Senato, ad esempio, ai conflitti Stato-Regioni, ad alcune situazioni farraginose. Forse però val la pena andarla a scoprire in pratica, anche solo in base di pochi elementi certi, positivi, che ho sottolineato. Ogni sistema nuovo ha un fattore di rischio che qui mi prenderei per andare a verificarlo.
En passant, tanto per restare al francese, ti richiederei l'esercizio di stile (non alla Queneau, però, visto il mitico art. 71 riformato che tanto viene preso di mira dai NO). Passasse la riforma, come si potrebbe migliorare?
c. Il tuo primo punto è condivisibile: sulla carta sarebbe stato più semplice, anche alla luce del ragionamento di Sartori, introdurre singolarmente elementi come la sfiducia costruttiva (non si sfiducia senza alternativa) e il Senato delle Autonomie ad elezione indiretta, facendo approvare queste norme in un lungo processo a maggioranze, forse variabili.
Sarebbe stato ragionevolmente possibile visti i tentativi di oltre 30 anni e un parlamento sclerotizzato di cui una buona parte si è messa sull'Aventino? Credo di no ma probabilmente un tentativo andava fatto, chissà.

Anche dal lato opposto - perlomeno su questo tema - grazie comunque degli spunti e delle puntuali critiche.

Ciao,
Zeno