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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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La riforma costituzionale e la legge elettorale daranno più potere di governo al partito che avrà più successo alle elezioni, anche se votato da una minoranza di elettori? Non ne sono sicuro, non conosco abbastanza bene il funzionamento del sistema politico, ma presumo che sia così, fino a prova contraria.

Confrontiamo allora i pro e i contro.

Contro: potrebbe prendere il potere un partito come i 5 stelle, straordinariamente inadeguato e con idee quasi deliranti, oltre che minoritario, nel caso risulti meno minoritario degli altri. Certo, è un pericolo, ma credo che vengano sopravvalutati i danni che potrebbe fare (idem, mutatis mutandis, per Trump in USA). Credo ci siano oggi, in USA come in Italia, molti antidoti istituzionali interni, più che 50 o 100 anni fa. Poi, specialmente per l'Italia, ci sono i vincoli internazionali, l'Europa, la interdipendenza economica cogli altri paesi. Situazione molto diversa da quella, per dire, dell'avvento del fascismo. Conseguenza molto probabile: un Grillo al governo in Italia (e perfino un Trump in USA) sarebbe in breve ridotto ad una quasi impotenza, più o meno come la povera Raggi a Roma. Farebbe danni, ma limitati e per un tempo limitato, poi sarebbe vittima di una salutare crisi di rigetto. E' un rischio, d'accordo. Ma non sopravvalutiamo le probabili conseguenze negative, da confrontare con quelle positive, coi pro.

Pro (qui mi riferisco solo all'Italia): il partito che vince potrà governare più liberamente, nel bene o nel male, e conseguentemente non potrà facilmente sottrarsi alla responsabilità dei risultati del suo governare, diversamente da come avviene ora. Questo a sua volta avrà alla lunga una serie di conseguenze positive: in particolare, alla lunga i partiti avranno un maggiore incentivo a selezionare una classe dirigente più capace di portare a casa buoni risultati di governo, e un minore incentivo a premiare i venditori di fumo. Molto alla lunga, d'accordo, ma anche gli effetti di lungo periodo, per quanto solo probabili, sono importanti.

D'accordo con Boldrin che il bipolarismo destra-sinistra si è abbastanza eclissato, ma non mi sembra un argomento così rilevante. Probabilmente si creeranno altre opposizioni bipolari, una si sta già delineando, autarchici vs. globalisti, nel più lontano futuro chissà. Ma anche in assenza di opposizioni ideologiche bipolari, il bilancio dei principali pro e dei principali contro mi sembra quello che ho abbozzato in modo grossolano e molto parziale. Con grande incertezza, e sapendo di ignorare o tralasciare molti aspetti importanti (ho tralasciato la questione del federalismo fiscale, aspetto di sentire eventuali obiezioni al ragionevole scetticismo di Federico), personalmente darei più peso ai pro.

A margine: se un rischio negativo di un sistema politico come quello delineato da una riforma costituzionale e da una legge elettorale di questo genere è l'accesso al governo di un partito come i 5 stelle, un'opportunità positiva è il possibile accesso al governo di un futuro partito italiano tipo Ciudadanos -- non nel breve periodo, molto probabilmente, ma nel medio-lungo chissà.

Forse la scelta, con tanti elementi di incertezza, è anche una scelta dettata da tratti di personalità. Molti come me voteranno sì, se non troveranno argomenti più stringenti di quelli finora offerti da Boldrin, anche perchè, nell'incertezza, tendono all'ottimismo e all'azzardo più che al pessimismo e alla prudenza. Magari poi scoprirò, se sarò ancora vivo, che aveva ragione Boldrin.  

Perché afferma che " il partito che vince potrà governare più liberamente e non potrà facilmente sottrarsi alla responsabilità come avviene ora" ? l'italicum incentiva le forze politiche a presentarsi alle elezioni, per esigenze puramente elettorali, in grosse liste multipartitiche (in Italia all'inizio sarebbero almeno 3, perché il M5S non intende presentarsi con altre forze politiche). In pratica potremmo trovarci l'anno prossimo governati da una coalizione (nel caso vincesse il centrodestra) che va da Alfano, a Casini, rimasugli di Scelta Civica, Meloni, Salvini, Fitto, Berlusconi (Parisi), ed estrema destra stile Casa Pound, che si saranno presentati tutti con un unico listone denominato magari "Lega-Italia" o "lega-Nazionale", o simili.

 

 In che modo una coalizione così assortita potrà governare proficuamente, e in che modo questo responsabilizzerà i nostri politici? e poi soprattutto dove sarebbe l'incentivo a selezionare una classe dirigente migliore? casomai tutto il contrario... se l'elettore volesse premiare il partito che all'interno della coalizione di governo ha dimostrato di avere una migliore classe dirigente, non potrà farlo, se non votando anche i partiti che hanno dimostrato di avere la classe dirigente peggiore, dato che si presentano alle elezioni in un unico listone, per cui l'incentivo casomai si azzera. L'unica scelta che rimane all'elettore è fra due minestroni informi ed indistinti, tenuti insieme da accordi opachi su cui l'elettore non ha alcuna influenza, dato che avvengono prima ancora delle elezioni e non dopo, sulla base dei risultati elettorali, come avviene in quasi tutto il mondo civile.

 

La verità è che l'Italicum è una schifezza, a prescindere dal fatto che possa favorire il M5S, il che poi non è neanche un argomento valido, anzi quando si discute di sistemi elettorali bisognerebbe astrarsi il più possibile dalla contingenza politica, i paesi seri mantengono lo stesso sistema elettorale per decenni, o anche secoli, non lo cambiano ogni legislatura a seconda delle esigenze del momento.

le coalizioni si fanno dopo.....

Siamo da capo.

le coalizioni si fanno dopo. In Gran Bretagna, quando necessario, le coalizioni si fanno dopo (e hanno il maggioritario) in Germania col proporzionale, le coalizioni si fanno dopo. In Francia (maggioritario a doppio turno) le coalizioni si fanno fra il primo ed il secondo turno, ma comunque dopo aver votato almeno una volta. Non è una cosa legata al sistema elettorale, ma al buon senso, se devo fare un patto programmatico fra forze politiche, la prima cosa da vedere è qual è il peso politico relativo delle stesse, quindi prima si deve votare.

In un sistema demenziale come l'Italicum, non c'è praticamente competizione all'interno della stessa area politica, perché tanto ci si presenta insieme in unica lista minestrone, e le coalizioni si fanno prima di votare. Sulla base di cosa si stabilirà chi ha più peso e chi meno per definire la piattaforma elettorale? sui sondaggi? le sembra una cosa seria?

è lei che parla di 'minestrone'. E' lei che ha scritto che si creeranno coalizioni, contro la lettera della legge, che parla di partiti. Etc.

Che le dica esattamente? Non mi è chiara la sua obiezione onestamente..

La differenza la fa il ballottaggio. Se un partito è abbastanza forte da ritenere di arrivare al ballottaggio, non ha bisogno di apparentarsi in un listone, e al ballottaggio può perfino essere avvantaggiato dall'essersi presentato da solo al primo turno. Ad esempio il PD di Renzi, se non si apparenta con Sel o altri partitini di sinistra più vociante, può avere più possibilità, in un probabile ballottaggio coi 5 stelle, di attrarre voti 'moderati'. Forse non lo farà, pure potendo; ma il solo fatto di poterlo fare ridurrà la forza contrattuale degli eventuali partitini confluiti nella lista, rispetto a quella che queste forze minori avrebbero in una coalizione post-voto; comunque, il leader di un'eventuale lista formata prima del voto mi sembra che possa essere meno esposto ai veti delle forze minori rispetto al potenziale leader di un'eventuale coalizione di partiti che si presentano separatamente al voto, ottengono voti con programmi contrastanti, e poi cercano un'alleanza per fare il governo -- vedi la Spagna di oggi. In futuro opportunità del genere possono valere per qualsiasi altro partito che si ritenga in grado di arrivare almeno secondo nel primo turno. Il resto segue. Mi pare che il caso attuale del comune di Roma, e l'elezione dei sindaci in genere, mostri come quel genere di sistema elettorale con ballottaggio tenda a consegnare ai sindaci eletti, e ai loro partiti, una responsabilità più definita.

Niente di garantito in tutto questo, dato che molto dipende sempre dagli orientamenti e dal grado di competenza dell'elettorato. Ma a me sembra che il nuovo sistema possa facilitare, alla lunga, l'emergere di partiti più responsabili.

Tutto questo senza negare i molti difetti sia della riforma costituzionale che della legge elettorale, difetti che peraltro dipendono ANCHE dai compromessi parlamentari resi necessari dal sistema politico attuale. Ripeto, posso sbagliare, i fattori in gioco sono tanti, un certo grado di azzardo nella situazione attuale penso sia inevitabile, a fare belle riforme a tavolino saremmo (forse) bravi in tanti.