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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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La discussione è vivace e anche di buon livello, ma mi pare che abbia trascurato, sinora, il punto centrale, vale a dire se abbia senso la ricerca di un bipolarismo artificiale in una società talmente pluralista che si potrebbe considerarla in via di disgregazione.

Michele Boldrin la ha descritta con efficacia nella parte conclusiva dell'articolo ma nessuno degli intervenuti sembra essersi preoccupato di riflettere su questo tema. Eppure, temo, non stiamo assistendo alla fioritura maoista di cento fiori, ma al venir meno della possibilità di comprendersi reciprocamente: M5S, Lega e FdI fanno - ciascuno a modo suo - discorsi incompatibili con la cultura politica delle altre forze, FI balbetta, il PD è, in pratica, in preda ad una scissione non dichiarata, le altre forze "de sinistra" vivono nel mondo dei sogni. Il continuo calo della partecipazione alle elezioni denota un crescente rifiuto di tutti questi discorsi. 

L'accentramento perseguito da Renzi e Boschi non porrebbe rimedio al processo di disgregazione in corso, si limiterebbe ad occultarlo in maniera artificiale. La terra incognita che qualcuno vorrebbe esplorare potrebbe essere peggiore di quella che conosciamo.

 

  

Per me questo e' il tema che conta. 

Frantumazione socio-politica dell'elettorato. Accentuatissima in Italia (dove e' iniziata prima) ma chiarissima anche in tutti gli altri paesi avanzati. Un fenomeno che, io credo, abbiamo notato poco (vedendone solo una parte: la rinascita degli estremismi) e non vedendo invece quello che a me sembra essere la tendenza strutturale che va compresa.

Alla radice, ne sono convinto, e' la fine della dicotomia ottocentesca (che divenne palese durante il novecento sull'onda proprio di ideologie nate nel secolo precedente) fra "destra/sinistra" nelle sue varie declinazioni "capitalisti/lavoratori, conservatori/progressisti, liberali/socialisti, autoritari/democratici".

Credo ci manchi proprio il quadro concettuale per capirle queste tendenze, ma questo non toglie che esistano. Il reale si fa spesso i cazzi suoi, fregandosene del razionale che e' in ritardo nel comprenderlo. 

probabilmente perché anche le scienze sociali sono ormai prive di un quadro concettuale condiviso: ma, d'altro canto, la riflessione su fenomeni nuovi è di per sé ardua.

Nell'attesa di una nuova sintesi, però, il caos avanza.