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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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le coalizioni si fanno dopo. In Gran Bretagna, quando necessario, le coalizioni si fanno dopo (e hanno il maggioritario) in Germania col proporzionale, le coalizioni si fanno dopo. In Francia (maggioritario a doppio turno) le coalizioni si fanno fra il primo ed il secondo turno, ma comunque dopo aver votato almeno una volta. Non è una cosa legata al sistema elettorale, ma al buon senso, se devo fare un patto programmatico fra forze politiche, la prima cosa da vedere è qual è il peso politico relativo delle stesse, quindi prima si deve votare.

In un sistema demenziale come l'Italicum, non c'è praticamente competizione all'interno della stessa area politica, perché tanto ci si presenta insieme in unica lista minestrone, e le coalizioni si fanno prima di votare. Sulla base di cosa si stabilirà chi ha più peso e chi meno per definire la piattaforma elettorale? sui sondaggi? le sembra una cosa seria?

è lei che parla di 'minestrone'. E' lei che ha scritto che si creeranno coalizioni, contro la lettera della legge, che parla di partiti. Etc.

Che le dica esattamente? Non mi è chiara la sua obiezione onestamente..

La differenza la fa il ballottaggio. Se un partito è abbastanza forte da ritenere di arrivare al ballottaggio, non ha bisogno di apparentarsi in un listone, e al ballottaggio può perfino essere avvantaggiato dall'essersi presentato da solo al primo turno. Ad esempio il PD di Renzi, se non si apparenta con Sel o altri partitini di sinistra più vociante, può avere più possibilità, in un probabile ballottaggio coi 5 stelle, di attrarre voti 'moderati'. Forse non lo farà, pure potendo; ma il solo fatto di poterlo fare ridurrà la forza contrattuale degli eventuali partitini confluiti nella lista, rispetto a quella che queste forze minori avrebbero in una coalizione post-voto; comunque, il leader di un'eventuale lista formata prima del voto mi sembra che possa essere meno esposto ai veti delle forze minori rispetto al potenziale leader di un'eventuale coalizione di partiti che si presentano separatamente al voto, ottengono voti con programmi contrastanti, e poi cercano un'alleanza per fare il governo -- vedi la Spagna di oggi. In futuro opportunità del genere possono valere per qualsiasi altro partito che si ritenga in grado di arrivare almeno secondo nel primo turno. Il resto segue. Mi pare che il caso attuale del comune di Roma, e l'elezione dei sindaci in genere, mostri come quel genere di sistema elettorale con ballottaggio tenda a consegnare ai sindaci eletti, e ai loro partiti, una responsabilità più definita.

Niente di garantito in tutto questo, dato che molto dipende sempre dagli orientamenti e dal grado di competenza dell'elettorato. Ma a me sembra che il nuovo sistema possa facilitare, alla lunga, l'emergere di partiti più responsabili.

Tutto questo senza negare i molti difetti sia della riforma costituzionale che della legge elettorale, difetti che peraltro dipendono ANCHE dai compromessi parlamentari resi necessari dal sistema politico attuale. Ripeto, posso sbagliare, i fattori in gioco sono tanti, un certo grado di azzardo nella situazione attuale penso sia inevitabile, a fare belle riforme a tavolino saremmo (forse) bravi in tanti.