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La lezione spagnola che non piace agli italiani

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non ricordo se sia previsto questo istituto per le banche in Italia. Ma, al di là dell'aspetto giuridico-formale mi pare che da un punto di vista economico-finanziario la banca sia in `amministrazione controllata' da tempo. Fra l'altro c'è il problema dei +/- 7mila dipendenti e, come dice L. Reichlin oggi sul Corsera, il settore ha bisogno di guadagnare tempo.

Perdona, Paolo, quale sarebbe la logica di LR? Cosa vorrebbe dire "guadagnare tempo"? Che la crisi italiana e', per dire, paragonabile al temporaneo shock USA 2009-09 e che, quindi, quando lo shock verra' assorbito i valori di mercato di cio' che oggi e' illiquido (ma ancora valido) ritorneranno al livello "pre-crisi"? E' davvero questa la tesi?

LR

Paolo Biffis 1/8/2016 - 07:51

Non credo, Michele, che ci sia una gran logica economia come tu paventi, ma politica (sarei più propenso all'interpretazione di AlexCT). LR conclude infatti con questa frase:
<>.

I segni di maggiore  e minore sono anche i marker dei tag html per cui cio' che è rinchiuso tra questi segni, sparisce. Dovresti editare i messaggio, perché la citazione si è persa. Usa "  ".

Grazie

Paolo Biffis 2/8/2016 - 14:49

mille

Non credo, Michele, che ci sia una gran logica economia come tu paventi, ma politica (sarei più propenso all'interpretazione di AlexCT). LR conclude infatti con questa frase:

<quote>Il messaggio è che non c’è motivo di gioire né di entrare nel panico, ma, leggendo i numeri dello stress test insieme a quelli delle banche oggi non coinvolte nell’esercizio, dovremmo lavorare – con l’Europa – a soluzioni preventive di sistema. Affinando anche in modo non radicale gli strumenti dell’Unione bancaria si puó oggi pensare ad una formula basata su tre pilastri: ricapitalizzazione, gestione dei crediti deteriorati e riforma della «governance» che preveda l’utilizzo di garanzie pubbliche nazionali in cambio di un monitoraggio e anche una partecipazione alla gestione da parte dell’Europa. Agiamo di anticipo e apriamo un dialogo costruttivo con Bruxelles e Francoforte su questi temi. Ci conviene.</quote>

OK, ma

michele boldrin 5/8/2016 - 23:05

LR sembra fare due confusioni.

1) Gli stress test (non voglio dilungarmi, la questione e' tecnica) hanno poco a che fare con NPL e similia, sono test orientati a vedere come il pricing dei portfolios in essere reagiscono a movimenti di mercato, in particolare movimenti estremi di tassi d'interesse e liquidita'. Hanno a che fare, insomma, con il mark to market di securities che il mercato prezza. Gli NPL, come sappiamo, non sono prezzati dal mercato a meno che non siano cartolarizzati, quindi di fatto venduti e "fuori" dal portfolio delle banche che li hanno originariamente creati. Insomma, tra risultato degli stress test e risolvere il problema delle banche italiane zombies perche' hanno tonnellate di NPL in pancia da anni c'e' pochissima relazione. Ovviamente questo tutti media italiani (e non) non l'hanno spiegato e ci vorrebbe un gruppo dedicato per spiegarlo bene, richiede troppo tempo.

2) Concordo che il problema sia politico, assolutamente. Ma qui sta il problema: un obiettivo politico DEVE soddisfare i vincoli economici e questi vincoli non mi sembrano soddisfatti nel prendere tempo. Meglio: possiamo prenderlo, il tempo, tanto le banche in questione vengono di fatto tenute in vita finta via QE. Ma da circa 7 anni l'Italia ha un sistema creditizio castrato e questo sta ammazzando quel poco di economia italiana che potrebbe funzionare. Piu' passa il tempo piu' lo strangolamento diventa grave. Detto altrimenti: prendere tempo soddisfa l'obiettivo politico ignorando quello economico ed ignorando quello economico continua a strangolare l'economia reale. 

La mia interpretazione dell'articolo della signora Reichlin e' che incita ad agire abbastanza rapidamente (non in "panic mode" ma senza perdere tempo):

 

http://www.corriere.it/cultura/16_luglio_31/banche-europee-4b47935c-568f...

 

Dice infatti: Quote L’esperienza del Giappone negli anni Novanta e dell’Europa dopo la crisi del 2008 insegnano che procrastinare azioni di discontinuità volte alla pulizia dei bilanci imbastiscono il sistema e bloccano la capacità delle banche a erogare credito. Il maggiore successo degli USA rispetto all’Europa nel superare la recessione del 2008 è in gran parte da attribuire, appunto, a una rapida iniziativa di riassetto. End Quote

In effetti altrove mi hanno fatto osservare che in base Testo Unico Bancario (TUB) gli istituti di credito non sono ammessi all’istituto del fallimento. TUB è del 1993 ed io manco dall'Italia dal 1988 quindi mi ero perso 'sta perla. Perché mai una banca non dovrebbe fallire non lo so. Misteri italici ma è chiaro che si aggiunge un nuovo tassello al puzzle delle cose da cambiare in Italia.