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La lezione spagnola che non piace agli italiani

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sia così. Francamente credo vi sia da un lato "il boicottaggio attivo" del sistema bancario sia l'ambiente legale e giurisprudenziale. Risoluzione crediti si fa se e solo se le procedure sono chiare, rapide e certe. In una situazione come quella italiana il recupero crediti è , ovviamente, una fatica di tantalo. 

Una cosa secondo me è rilevante culturalmente che in Italia non è compresa, anzi è introiettata a rovescio. La banca NON è un dispensatore di favori, un munifico principe che presta soldi per "far del bene" a questo o a quello (da cui la subcultura di non chiudere i fidi, di tenerli aperti costi quel che costi perché altrimenti si perde il consenso sociale ... e da lì le tonnellate di NPL). La banca è una impresa che ti presta soldi se sei in grado di farne di più. Altrimenti no, perché li butterebbe via. 

E la banca nemmeno è una impresa che vende servizi: l'unico servizio è tenerti la contabilità del conto e permetterti di usarlo per trasferire liquidità, cosa che puoi fare in altre maniere, con un money market fund in particolare.

Questo, in Italia, non è chiaro per nulla. 

aggiungo, così non me lo scordo: negare un fido, un mutuo, se viene deciso per logiche di mercato, cioè "sentendo" sul collo l'incombenza di altre banche concorrenti  che invece ci potrebbero sottrarre l'affare, è opera meritoria non meno che concederlo. se con ogni probabilità son soldi buttati, almeno non si alimenta una piramide di insoluti che poi travolgerà aziende anche sane.

dove si priviegia l'obiettivo politico (v. supra LR) indipendentemente dalle compatibilità economico-tecniche. Essendo le quali, secondo me, incontrovertibili (o controveritibili per breve tempo) tendono ad affossare chi non ne tiene conto. Ma io ho un pre-giudizio e credo che la banca commerciale sia quella di Raffaele Mattioli (v. Calamanti, 2016). Deve fare profitti e reinvestirli: così può aiutare l'economia, altrimenti vanno sotto entrambe.