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Lettera aperta di solidarietà ai deportati della Cattiva Scuola

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Beh se è un out-out allora... chiedo a chi può essere più esperto di me, possibile che non ci sia un modo di risolvere il problema prima che si crei? Tipo che il posto da vincere non è su una lista nazionale ma per una precisa scuola target? Così partecipa solo chi è disposto a lavorare lì. Magari dopo x anni si rivaluta se quel posto serve ancora

Ti spiego

Babbeus 7/8/2016 - 20:23
  1. 1. Si dice "aut aut" (ha sbagliato anche il tipo della lettera)
    2. L'accesso al ruolo nella scuola avviene con 2 canali: graduatorie a esaurimento (GAE) e Graduatorie di Merito (GM) dell'ultimo concorso
    3. Le GAE sono provinciali: se sei dentro hai diritto a posto di ruolo in provincia per scorrimento 
    4. Le GM sono regionali: se sei dentro hai diritto a posto di ruolo in regione per scorrimento (ma scadono dopo 3 anni)
  2. 5. La "deportazione" a livello nazionale nasce dal desiderio di Renzi di portare i docenti del sud a lavorare a nord ma questo è illegittimo per i punti 3 e 4
  3. 6. Siccome è illegittimo Renzi ha fatto uso di un escamotage che ha avuto un buon successo: ha chieso ai docenti una domanda di partecipazione "volontaria" al piano straordinario dove si diceva chiaramente che i ruoli sarebbero stati spalmati ovunque e quindi il docente aderendo rinunciava al suo diritto di scorrimento provinciale/regionale
  4. 7. Per spingere i docenti ad accettare sono state usate subdole campagne terroristiche: nel sito del ministero sono comparse delle FAQ che dicevano che le graduatorie sarebbero rimaste in vigore fino alla loro "soppressione" (una eventualità non contemplata dalla legge perchè illegittima) salvo poi successive correzioni in cui "soppressione" era rimpiazzato da "esaurimento" ma si spiegava che per chi era in graduatoria ci sarebbe stato molto meno lavoro (senza però portare argomenti che avessero riscontro nella legge)
    8. La maggiorparte dei docenti (60'000 su 100'000) pur non essendo disposti a partire hanno comunque presentato domanda da un lato per paura di non poter più lavorare dall'altro pensando "intanto mi becco il ruolo, poi per il resto proveremo a sistemare le cose in qualche modo per evitare il trasferimento"

Da insegnante in una scuola pubblica italiana che ha seguito con attenzione l'iter della legge 107 sono in buona parte d'accordo col tuo riassunto, salvo per le "campagne terroristiche" che sono talmente subdole da essere state causate non dal MIUR ma da coloro (i sindacati) che si sono opposti in tutti i modi all'approvazione.

Se e' vero che nelle prime bozze si parlava di soppressione completa delle GaE anche nel caso che non fossero state svuotate, e' ancora piu' vero che nella legge approvata definitivamente dal Parlamento quella parte (come molte altre, tipo quella sugli scatti di anzianita' trasformati in scatti di merito..) era stata rimossa.

La campagna terroristica poteva funzionare solo per chi

1) non e' in grado di comprendere un testo ne' di capire la differenza fra bozza iniziale e testo definitivo;

2) si fida ciecamente delle spiegazioni di chi (in questo caso, i sindacati) ha interesse a far vedere quanto e' brutta sporca & cattiva quella legge, a costo di dare informazioni false (e quando non c'e' stata malafede c'e' stata incompetenza estrema).

Ora mi chiedo.. se qualcuno risponde ai requisiti (1) e (2), ovvero non sa interpretare un testo e non ha neppure quel minimo di intelligenza critica che gli permetta di capire che non e' il caso di fidarsi di chi ha un palese conflitto di interesse, e' in grado di svolgere il lavoro di docente? Secondo me, no..

Sul punto 1, era un gioco di parole sul fatto che out=fuori... Non avevo bisogno della traduzione dal latino

Non e' che ci fa la cortesia di dirci chi e' con una referenza verificabile? 

Io trovo scarsamente interessante discutere con anonimi quando scrivono cose improbabili.

P.S. Sulla non comprensione del gioco di parole ironico sull'out-out dei deportati, sorvoliamo. 

Sono normative ben note a chiunque sia dentro il settore, non è che posso mettermi a elencare gli articoli di legge.

nome

giovanni federico 8/8/2016 - 12:02

Boldrin chiedeva il suo nome e cognome vero

Indeed

michele boldrin 8/8/2016 - 13:19

E non aggiungo altro, signor Babbeus.

La legge parlava chiaro: le Gae non sarebbero state chiuse sino ad esaurimento.

Quindi i docenti che erano nelle Gae provinciali avevano due opzioni:

1) non produrre domanda e rimanere in Gae, rinunciando al ruolo SUBITO e sperando di ottenere delle supplenze fino a quando lo scorrimento non arrivasse a loro. Ho amici che, proprio perché hanno figli piccoli, hanno deciso di fare così.

2) Accettare il ruolo SAPENDO che sarebbe avvenuto su TUTTO il territorio nazionale. Il governo cattivo poi ha stabilito che il primo anno, chi aveva ottenuto una supplenza, poteva posticipare la presa di servizio e rimanere dov'era, in modo da progettare un minimo la transizione.

Risultato? I poveri insegnanti hanno scelto l'opzione 2 sperando in un qualche strano meccanismo che permettesse loro di occupare gli eventuali posti disponibili vicino a casa senza partire. Non solo. Hanno anche cercato di ottenere di potersi riavvicinare PRIMA di chi era in servizio al nord e dopo un triennio o più chiedeva il trasferimento e PRIMA che avvenissero le nuove assunzioni per scorrimento (quelli dell'opzione 1).

Ora ovviamente è colpa del governo cattivo che ce l'ha con loro e li vuole deportare.

Era noto ex ante ai partecipanti che ci potesse essere assegnazione a sede lontana da casa ed è stato dato un anno per attrezzarsi.

Ad oggi chi ha cambiato idea e non vuol più il posto può rinunciare. Chi non vuol rinunciare si tiene il disagio per cui ha avuto tempo di prepararsi. Il pezzo era ironico per sottolineare la retorica intorno ad un problema inesistente.

Per quale motivo tu governante dovresti di punto in bianco per decisione arbitraria violare un quadro normativo stabile sulla base del quale le persone impostano la loro vita da decenni comprando case e costruendo famiglie? C'è un motivo valido per creare questo disagio? Se non c'è dovrebbe prevalere il "principio di legittimo affidamento", cioè non dovresti farlo.

Se sto in fila alle poste col numeretto, dopo due ore che aspetto non è che può arrivare il gestore e annunciare: "signori ora l'ordine dei numeretti non vale più, adesso ricevo tutti subito per 100 euro a testa".

Anche se le assunzioni erano "straordinarie" si potevano benissimo realizzare nel quadro normativo "ordinario" che già esisteva senza sconvolgere i diritti e le precedenze stabilite fino a quel momento e senza forzare nessuno a partire: bastava assegnare i posti nuovi creati dal nulla (l'organico di potenziamento) secondo le regole ordinarie dello scorrimento provinciale. Esauriti i posti in provincia e/o le graduatorie poteva offrire i posti rimasti scoperti per esaurimento graduatorie del nord ai docenti delle graduatorie del sud rimasti senza posto, su base volontaria. Nessuno si sarebbe (ovviamente) lamentato di aver avuto un posto su base volontaria e nessuno avrebbe mai parlato di "deportazione".

Invece, senza che ce ne fosse una ragione, il governo ha deciso che saltavano tutte le precedenze: chi aderiva al piano scavalcava tutti gli altri che non aderivano (anche se aveva 0 punti e non aveva mai insegnato) e si prendeva il ruolo subito, però tutti gli aderenti si prendevano il rischio di emigrare in qualsiasi parte del paese. Quindi tutti avevano diritti violati rispetto alle regole ordinarie: o il diritto di assunzione in provincia (se aderivi) o il diritto di precedenza su chi ha meno punti di te (se non aderivi). Quindi tutti quelli che avevano punteggi minimi avevano interesse a scavalcare la fila per il ruolo mentre quelli che avevano punteggi alti si sentivano costretti a rischiare per non essere scavalcati. Aveva un senso agire così? No, era creare disagio gratuito. Hanno deciso, Renzi e Giannini, che preferivano creare disagio gratuito rispetto al non crearne affatto. Molto razionali come governanti.
 

Dato lo squilibrio Nord Sud sarebbe stato necessario creare un enorme (ed ingiustificato) numero di posti di potenziamento falsi al Sud per evitare 'deportazioni'.  La buona scuola ha reso possibile l'assunzione di alcuni professori in posizione basse nelle graduatorie provinciali. Siamo sicuri che sia un male? I punti si acquisiscono con l'anzianità, i corsi di aggiornamento (spesso falsi) ed i carichi di famiglia.  L'ultimo criterio non ha nulla a che vedere con la qualità degli insegnanti. Il secondo potrebbe averlo, se i corsi fossero ben fatti, il primo è probabilmente non lineare - una certa esperienza è utile, troppi annni di anzianità spesso voglion dire stanchezza e obsolescenza delle conoscenze.  E' possibile/probabile che docenti giovani con pochi punti (o ancora meglio vincitori di concorsi selettivai) siano meglio di precari con vent'anni di anzianità.   

Meglio non parlare di diritti acquisiti, specie.  Sono stati ignorati in molti altri casi (cf. la riforma Monti delle pensioni) ed è GIUSTO ignorarli se necessario, sopratutto quelli degli statali. Altrimenti l'Italia non si riformerà mai.  E

le persone impostano la loro vita da decenni comprando case e costruendo famiglie?

Pensino ai dipendenti delle ditte private  o ai lavoratori in proprio 

Dato lo squilibrio Nord Sud sarebbe stato necessario creare un enorme (ed ingiustificato) numero di posti di potenziamento falsi al Sud per evitare 'deportazioni'.

Non conosco molto della storia in questione, ma leggendo qualcosa sull'argomento mi chiedo per quale motivo non hanno prima fatto scorrere le graduatorie provinciali e regionali, e solo dopo aver esaurito quelle, offerto i posti a chi non era in quelle graduatorie? O ho capito male?

Ad ogni modo, in alcuni stati centralisti le graduatorie nazionali sono la norma. Le mie cognate fanno le docenti in Turchia, e mi dicono anche che le cattedre durano massimo 10 anni, dopo si viene spostati d'arbitrio.

non è un problema.

Con riferimento alla questione evidenziata nella lettera, ossia inerente le persone che hanno avuto una nomina lontano da casa e ora lamentano l'eccessivo disagio, siamo di fronte  a un non probolema: la possibilità di assegnazione in sedi lontane era nota ex ante, c'è stato un anno di tempo per prepararsi, ma in ogni caso si tratta di una facoltà non di obbligo.

Se qualcuno ha cambiato idea può rinunciare al lavoro. Chi non vuol rinunciare si risparmi certe uscite se non vuole diventare bersaglio di facile ironia 

Così si

Nasissimo 8/8/2016 - 11:47

In riferimento alla mia nota sotto. Se si tratta di una facoltà e non di un obbligo, e se si può rinunciare senza subire alcuna conseguenza, in termini di arretramento nelle graduatorie o altro, allora è un non-problema. E chi non vuole rinunciare, ma si lagna, si merita anche dell'ironia.

Non sono informato e la cosa mi interessa poco perché faccio un altro mestiere, anche se sono stato insegnante (supplente) in un istituto tecnico diversi anni fa.
Riconosco anche che la questione si innesti su un noto, antico, vasto e complesso problema culturale.
Però credo che andrebbe affrontata in una chiave un po' diversa e anche (mi perdoni professore) con minore supponenza.
Sappiamo che il "problema" è generato dalla volontà del governo e non solo di trasferire verso le sedi del nord gli insegnanti meridionali in esubero. Sarebbe allora lecito chiedersi perché esistano insegnanti meridionali in esubero. Se Vicenza ha il doppio degli abitanti di Avellino, avrà il doppio di studenti ma anche il doppio di insegnanti. Perché non è così? Perché ci sono troppi insegnanti al sud e troppo pochi al nord? Vogliamo affrontare la "questione meridionale" (ahio) senza curarsi del politically correct? Si può anche fare, ma bisogna farlo con un tono un po' meno scanzonato, perché non è detto che tutti quegli insegnanti che resistono al trasferimento siano dei lavativi vagabondi che vogliono starsene vicino a mammà agli amici e "conoscenti", faticare poco, cantare al sole e magnarsi a' pommarola.
In questi termini la tesi diventa un insulto ed è da respingere.

Economics 101: lo stesso stipendio vale meno (i prezzi sono del 15%-20% più alti) e le opportunità di lavoro per un laureato sono (erano) di più. Quindi meno insegnanti potenziali, più supplenti precari etc.

Soluzione: pagare più gli insegnanti al Nord (possibilmente con verifica dei loro risultati). Possibile? ditemelo voi

L'uso del termine "insegnanti in esubero" e' fuorviante. E' vero che il rapporto alunni/insegnanti tende ad essere piu' alto al Nord che al Sud.. ma si tratta di differenze relativamente piccole (10-20%) in confronto a quelle fra le dimensioni delle varie graduatorie ("Graduatorie ad Esaurimento" - GaE - e "Graduatorie di merito" dell'ultimo concorso - GM) di "candidati docenti" coinvolti dalle assunzioni della legge 107.

Le GaE comprendevano circa il 90% di questi candidati. Nell'estate 2014 il MIUR aveva fatto un "censimento" e risultava che in Sicilia il numero di iscritti in GaE era simile a quello degli iscritti nelle GaE lombarde (ma la Lombardia ha il doppio degli abitanti della Sicilia) e circa doppio di quello degli iscritti nelle GaE venete (Veneto e Sicilia sono molto simili per popolazione); la situazione delle altre regioni meridionali era simile (anche se leggermente migliore).

Parte della sproporzione e' "ab origine", ma meno di quanto si creda: una parte molto consistente della differenza e' legata al fatto che al nord si assume proporzionalmente molto piu' che al sud; ad es., nel 2014 le assunzioni in Veneto sono state circa triple di quelle in Sicilia. La causa principale sono i "rientri" dei meridionali che vengono al nord a prendere il ruolo e 3 anni (termine previsto dal contratto) dopo l'assunzione chiedono di tornare nella regione di origine; col risultato di aumentare di un 30% i posti disponibili al nord e ridurre del 50% quelli disponibili al sud.. 

Scusa, ma se una persona per aderire al piano doveva FARE DOMANDA, perche' dici che e' stato violato il legittimo affidamento?

In pratica, il MIUR ha chiesto ai precari nelle GM o nelle GaE: "volete restare nella condizione in cui siete, o volete avere la possibilita' di essere assunti subito (col rischio di esser mandati fuori regione/provincia)?". Chi non faceva domanda restava dov'era, chi la faceva accettava lo scambio.

I patti mi sembravano chiari, talmente chiari che diversi colleghi nei "piani alti" delle GaE hanno evitato di partecipare al piano (rimandando di qualche anno l'entrata in ruolo) proprio per evitare il rischio-spostamento.. anche se qui al nord le probabilita' di finire fuori provincia erano infime.

Per inciso, quando dici

bastava assegnare i posti nuovi creati dal nulla (l'organico di potenziamento) secondo le regole ordinarie dello scorrimento provinciale. Esauriti i posti in provincia e/o le graduatorie poteva offrire i posti rimasti scoperti per esaurimento graduatorie del nord ai docenti delle graduatorie del sud rimasti senza posto, su base volontaria.

vai molto vicino a quello che e' effettivamente accaduto (con l'eccezione della cosiddetta "fase B".. che era fatta coi piedi, ma che non riguardava i posti di potenziamento): l'unica differenza e' che e' stato richiesto di fare la domanda volontaria prima di cominciare ad assegnare i posti, e non dopo che i posti in provincia/regione erano esauriti.

PS: se, come piu' o meno dici, la molla e' stata il desiderio di non essere "scavalcati", viene da chiedersi se questi insegnanti abbiano superato o meno la puberta'... ma presumo che ci fossero motivi piu' seri.