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Lettera aperta di solidarietà ai deportati della Cattiva Scuola

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Così si

Nasissimo 8/8/2016 - 11:47

In riferimento alla mia nota sotto. Se si tratta di una facoltà e non di un obbligo, e se si può rinunciare senza subire alcuna conseguenza, in termini di arretramento nelle graduatorie o altro, allora è un non-problema. E chi non vuole rinunciare, ma si lagna, si merita anche dell'ironia.

Non sono informato e la cosa mi interessa poco perché faccio un altro mestiere, anche se sono stato insegnante (supplente) in un istituto tecnico diversi anni fa.
Riconosco anche che la questione si innesti su un noto, antico, vasto e complesso problema culturale.
Però credo che andrebbe affrontata in una chiave un po' diversa e anche (mi perdoni professore) con minore supponenza.
Sappiamo che il "problema" è generato dalla volontà del governo e non solo di trasferire verso le sedi del nord gli insegnanti meridionali in esubero. Sarebbe allora lecito chiedersi perché esistano insegnanti meridionali in esubero. Se Vicenza ha il doppio degli abitanti di Avellino, avrà il doppio di studenti ma anche il doppio di insegnanti. Perché non è così? Perché ci sono troppi insegnanti al sud e troppo pochi al nord? Vogliamo affrontare la "questione meridionale" (ahio) senza curarsi del politically correct? Si può anche fare, ma bisogna farlo con un tono un po' meno scanzonato, perché non è detto che tutti quegli insegnanti che resistono al trasferimento siano dei lavativi vagabondi che vogliono starsene vicino a mammà agli amici e "conoscenti", faticare poco, cantare al sole e magnarsi a' pommarola.
In questi termini la tesi diventa un insulto ed è da respingere.

Economics 101: lo stesso stipendio vale meno (i prezzi sono del 15%-20% più alti) e le opportunità di lavoro per un laureato sono (erano) di più. Quindi meno insegnanti potenziali, più supplenti precari etc.

Soluzione: pagare più gli insegnanti al Nord (possibilmente con verifica dei loro risultati). Possibile? ditemelo voi

L'uso del termine "insegnanti in esubero" e' fuorviante. E' vero che il rapporto alunni/insegnanti tende ad essere piu' alto al Nord che al Sud.. ma si tratta di differenze relativamente piccole (10-20%) in confronto a quelle fra le dimensioni delle varie graduatorie ("Graduatorie ad Esaurimento" - GaE - e "Graduatorie di merito" dell'ultimo concorso - GM) di "candidati docenti" coinvolti dalle assunzioni della legge 107.

Le GaE comprendevano circa il 90% di questi candidati. Nell'estate 2014 il MIUR aveva fatto un "censimento" e risultava che in Sicilia il numero di iscritti in GaE era simile a quello degli iscritti nelle GaE lombarde (ma la Lombardia ha il doppio degli abitanti della Sicilia) e circa doppio di quello degli iscritti nelle GaE venete (Veneto e Sicilia sono molto simili per popolazione); la situazione delle altre regioni meridionali era simile (anche se leggermente migliore).

Parte della sproporzione e' "ab origine", ma meno di quanto si creda: una parte molto consistente della differenza e' legata al fatto che al nord si assume proporzionalmente molto piu' che al sud; ad es., nel 2014 le assunzioni in Veneto sono state circa triple di quelle in Sicilia. La causa principale sono i "rientri" dei meridionali che vengono al nord a prendere il ruolo e 3 anni (termine previsto dal contratto) dopo l'assunzione chiedono di tornare nella regione di origine; col risultato di aumentare di un 30% i posti disponibili al nord e ridurre del 50% quelli disponibili al sud..