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Lettera aperta di solidarietà ai deportati della Cattiva Scuola

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Non entro nel merito della discussione, non conoscendo in maniera sufficientemente approfondita l'argomento in questione. Quello che mi ha sempre colpito del mondo della scuola è l'abisso che si crea tra i concorsi e il precariato. C'è gente che lavora stabilmente, con contratti precari, da decenni pur non avendo mai vinto un concorso. Non è aberrante? O sono all'altezza di svolgere decentemente il lavoro che fanno (da decenni) e allora il concorso si traduce in un'inutile orpello burocratico o non lo sono e allora non dovrebbero lavorare, nemmeno con contratti precari, o sbaglio? Siamo davvero sicuri che i concorsi e le graduatorie siano fonte di merito e imparzialità e selezionino gli insegnanti migliori, quelli più bravi a insegnare? Io qualche dubbio ce l'ho, ma forse sono prevenuto.

certo

francesco rocchi 10/8/2016 - 08:15

certo che siamo sicuri: non sono fonte di un accidente di niente. Il concorso un minimo di scrematura la farà pure, perché effettivamente non lo si passa senza avere qualche conoscenza e con un minimo di capacità di base.

Però in genere è mal pensato, mal organizzato e mal realizzato, per cui alla fine non credo sia poi così analitico nei suoi risultati. Se poi invece di un numero più o meno ristretto di vincitore si assumono tutti gli idonei, è chiaro che la selettività cala paurosamente. L'anno di assunzione in ruolo diventa peraltro un indice di qualità: siccome gli idonei vengono assunti di anno in anno scorrendo la graduatoria, ogni anno che passa la qualità dei docenti scende.