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Lettera aperta di solidarietà ai deportati della Cattiva Scuola

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Mi limito a dire che dal suo pezzo e ancora di più da questi successivi commenti traspare una concezione dell'insegnante e in generale del dipendente pubblico come di un vagabondo che ambisce solo al posto fisso, e a restare vicino a mammà, che è troppo semplicistica per poter essere accolta in questi termini. 

Conosco bene insegnanti e dipendenti pubblici. Lo è stata mia madre, che viaggiava quando ero piccolo e lo è mio fratello che si è trasferito con la famiglia anni addietro riuscendo a sopravvivere degnamente al nord, senza lettere ai giornali.

Non ho preconcetti verso la categoria, che annovera veri e propri missionari che lavorano bene senza avere alcun incentivo a farlo. 

Ho invece diverse congettuere, espresse nel pezzo ironico su un sottoinsieme di questa categoria:

si tratta dei cosiddetti "chiagne e fotte"

si tratta di persoen che hanno scelto di non muoversi in passato (per quanto dettata da necessità si tratta sempre di scelta), si sono potuti permettere il lusso di scegliere (poichè la dove a necessità è forte si emigra a qualunque condizione) oggi hanno il privilegio di un posto fisso e si lamentano insultando gli altri che di scrifici ne han fatti senza polemiche. 

Riepilogo il mio orgomento: era noto fin da principio quale sarebbe stata la retribuzione come pure la possibilità di inserimento lontano. Se alla lotteria si è vinto il secondo premio invece del primo ci son disgrazie peggiori e consentirà un pò di fastidio in chi ogni giorno che dio manda in terra il lavoro se lo deve cercare o inventaro ovunque, anche col sacrificio della propria famiglia, per mantenere con le sue tasse le signore che storcono il naso di fronte al posto fisso troppo lontano.

rispondo in commenti a parte all'investimento in università e al problema delle locazioni

Solo il fatto che continui a parlare di "privilegio" e di "vincere alla lotteria" francamente non lascia dubbi in proposito. Intanto, che privilegio, esattamente? il Governo si sta adeguando ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea, la sentenza Mascolo del 26 novembre 2014. Ottenere il rispetto della legge da parte dello Stato da quando è diventato un "privilegio", e non diritto di ogni cittadino? il principio alla tutela Giurisdizionale è un Principio costituzionale, ed è il fondamento di ogni Stato di Diritto. Altro che privilegio. Per quanto riguarda poi il "vincere alla lotteria" qua siamo veramente al delirio. quale sarebbe la lotteria? per dei laureati, spesso con molti anni alle spalle di servizio, arrivare a prendere 1400 euro al mese per fare un lavoro psicologicamente molto usurante e socialmente squalificato sarebbe "vincere alla lotteria" ? cosa è una barzelletta? non è stata già dequalificata abbastanza la figura dell'insegnante, socialmente e economicamente? e poi magari ci lamentiamo della qualità degli insegnanti non è abbastanza elevata, ma per quale caspita di motivo i migliori, i più capaci e ambiziosi, dovrebbero scegliere questa strada? Quanto all'argomento che "si sapeva fin da principio"... ma manco per idea. Si sapeva fin da principio che andando al nord, si sarebbe fatto meno precariato e si avrebbe avuto prima la stabilizzazione, mentre restando al sud la stabilizzazione sarebbe arrivata dopo ma almeno vicino a casa. Si tratta di due scelte legittime, non è che una è moralmente superiore all'altra, e se si cambiano le regole a partita in corso chi ha fatto la seconda scelta ha diritto a risentirsi (in molti casi, poi, il restare vicino a casa non è una scelta, davvero non sa che il corpo docente è formato in gran parte da donne, sulle quali in Italia continua a ricadere la cura dei famigliari non autosufficienti? ma davvero dove vive?).

La famosa sentenza europea contro l'abuso di precariato non stabilisce che il posto di lavoro debba essere sotto casa.

Inoltre, molti degli inseriti in GAE non hanno subito l'abuso di precariato (>3 anni) e tra i vincitori di concorsi ce ne sono tanti che non hanno mai nemmeno lavorato come insegnanti, o lo hanno fatto poco. Una cosa buona del concorso, che comunque non è 'sto granché di sistema, è che almeno ha dato chance ai giovani preparati, il merito giace nelle conoscenze che hanno e non negli anni sul groppone.

sia una riforma pessima, siamo d'accordo, non dico certo il contrario, e il fatto che siano riusciti ad assumere gente che non aveva mai insegnato ne è la riprova. Il concorso pubblico è l'unico strumento costituzionalmente previsto per accedere al pubblico impiego, tutto il resto non dovrebbe neanche esistere. Poi naturalmente si possono discutere le modalità di selezione dei candidati, che sono assai migliorabili secondo me.

La costituzione dice che i dipendenti statali vanno scelti via concorso, ma non dice da nessuna parte che i concorsi debbano essere procedure pletoriche ed inefficienti. Basterebbe far bandire i concorsi alle singole scuole per i posti di cui hanno bisogno.

Assumere gente che non ha mai insegnato non è né può essere un problema, visto che uno non nasce insegnante.

Non li hanno mica obbligati a fare l'insegnante. Potevano studiare altro. Hanno messo più cose sui piatti della bilancia e hanno scelto quello pur conoscendo lo stipendio. Oltretutto, se abito a Seregno (MB) e mi assegnano il posto a Milano sud, probabilmente devo cambiare casa comunque pur distando circa 30km dal luogo di lavoro. A queste persone lombarde 1400€ bastano e avanzano? Va bene che non devono prendere l'aereo 2-3 volte l'anno ma gli amici e il quartiere lo salutano lo stesso. 

Stella sul corriere riporta 14000 insegnanti in esubero al sud e 16000 mancanti al nord. Con questi numeri c'è poco da fare. O qualcuno si sposta o cambia lavoro.

Lavorare per qualcuno che non può fallire è un privilegio. 

Lavorare senza la possibilità di essere licenziato è un secondo privilegio

Lavorare senza alcuna misura della propria performace è un terzo privilegio.

Chi lavora nel privato (e son quelli che con le loro tasse pagano gli stipendi dei privilegiati) questi privilegi non ce li ha. Cos'è che è così complicato da capire???

Lei scrive

er quanto riguarda poi il "vincere alla lotteria" qua siamo veramente al delirio. quale sarebbe la lotteria? per dei laureati, spesso con molti anni alle spalle di servizio, arrivare a prendere 1400 euro al mese per fare un lavoro psicologicamente molto usurante e socialmente squalificato sarebbe "vincere alla lotteria" ? cosa è una barzelletta? non è stata già dequalificata abbastanza la figura dell'insegnante, socialmente e economicamente? e poi magari ci lamentiamo della qualità degli insegnanti non è abbastanza elevata, ma per quale caspita di motivo i migliori, i più capaci e ambiziosi, dovrebbero scegliere questa strada?

dunque non coglie che non è rilevante quante lauree o anni abbia una persona  alle spalle (variabile che non ci fa sapere se quel tempo è stato trascorso a dedicarsi alla professione o a leggere il giornale posto che non esiste alcun controllo di merito) bensì quali alternative esistono?  Se non ci sono alternative, ossia nessun altro è disposto a pagarti per fare quella cosa allora i 1500 o 1000€ che ti da lo stato sono una grazia perchè in assenza di questo intervento non avresti alternative. 

La grazia si qualifica poi come premio alla lotteria se teniamo conto dei privilegi elencati nell'altro commento. Gli altri lavoratori possono essere licenziati o possono sperimentare il fallimento (o la chiusura) del proprio datore di lavoro. Chi è protetto da queste eventualità ha vinto alla lotteria 

Scrive

Quanto all'argomento che "si sapeva fin da principio"... ma manco per idea. Si sapeva fin da principio che andando al nord, si sarebbe fatto meno precariato e si avrebbe avuto prima la stabilizzazione, mentre restando al sud la stabilizzazione sarebbe arrivata dopo ma almeno vicino a casa. Si tratta di due scelte legittime, non è che una è moralmente superiore all'altra, e se si cambiano le regole a partita in corso chi ha fatto la seconda scelta ha diritto a risentirsi (in molti casi, poi, il restare vicino a casa non è una scelta, davvero non sa che il corpo docente è formato in gran parte da donne, sulle quali in Italia continua a ricadere la cura dei famigliari non autosufficienti? ma davvero dove vive?).

ma si rende conto che ogni giorno che dio manda in terra i lavoratori del settore privato (anche le donne e quelli che hanno disabili etc) si trasferiscono per lavorare, accettano di vivere con 1200€ al nord (restando al settore pubblico, i comuni del nord, per dire,  sono pieni di persone laurate che si sono trasferite e vivono dignitosamente)? Gli altri ce la fanno. Gli altri lavorano di più e con rischi maggiori e spesso guadagnano anche meno.

La sua compassione è campata per aria e basata  sul nulla.  Basti pensare semplicemente agli altri professori che senza clamore si sono trasferiti negli anni passati. 

I prof di cui ha compassione hanno sbagliato i conti? Son cambiate le circostanze? Questa è la normalità del mercato di lavoro dove le imprese falliscono e dove se non produci ti licenziano. Ma a chi lo racconto, visto che coloro che han vinto la lotteria del posto fisso si lamentano se è troppo lontano da casa?