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Lettera aperta di solidarietà ai deportati della Cattiva Scuola

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a me sembra che in moltissime prestazioni giochino tanti fattori aleatori indipendenti dal merito, ma questo non toglie che possa essere conveniente premiare le prestazioni in base ai risultati. Nel campionato di calcio ogni squadra fa solo 38 partite (numero piccolo statisticamente), l'esito di molte partite dipende molto dal caso, in non poche partite la squadra che ha giocato meglio perde o pareggia, ma nessuno trova insensato che alla fine una si prenda lo scudetto e tre retrocedano.

Lasciamo a Dio soltanto il privilegio di premiare il merito e punire il demerito in modo perfettamente giusto, e accontentiamoci noi umani di premiare e punire in modo socialmente conveniente e non troppo arbitrario. Inevitabilmente ci saranno ingiustizie, per quanto si debba fare il possibile per ridurle al minimo. Ma può essere ancora più ingiusto e soprattutto socialmente dannoso trattare allo stesso modo buoni e cattivi. Può quindi valere la pena di correre il rischio di trattare in qualche caso, quanto meno frequente possibile, un buono sfortunato leggermente peggio di uno magari un po' meno buono ma più fortunato. C'est la vie.

Insomma, lei, rinunciando a paralizzanti pretese di perfezione, come propone di premiare gli insegnanti migliori e punire i peggiori? (Mi scusi se l'ha già detto, mi può essere sfuggito.)