Titolo

Assicurazioni obbligatorie contro i danni da terremoto

3 commenti (espandi tutti)

il rischio

dragonfly 31/8/2016 - 12:32

mettiamola così, con numeri tondi:

il MIO rischio di subire un terremoto catastrofico, oppure il rischio del mio comune, anche se abito su una faglia attiva è molto basso, diciamo una volta in mille anni. è perfettamente razionale allora dal mio punto di vista dormire comunque  tranquillo e , per il sindaco , non scocciare con costose prescrizioni l'elettore che vuole ristrutturare la casa.

però queste faglie attive in Italia non sono meno di 50 e allora il rischio per un cittadino italiano di subire la catastrofe è di una volta ogni 20 anni, ellapeppa! non si sa a chi toccherà, in che comune, ne quando, ma capita proprio così.

è un bel problema. io comincerei ad enunciarlo in termini semplici e crudi (magari non a ridosso di eventi tragici), specificando i limiti della copertura dell'assicuratore di ultima istanza, lo stato. potrebbero essere il 90 percento dei costi di costruzione della prima casa, con limiti. niente per le seconde o per le vittime, ben poco per i servizi comunali etc.

questo ritornello magari entra in testa e convince le proprietà e i comuni a cominciare ad adeguarsi.

Se oggi costruisco un edificio con tutti i crismi [senza particolari restrizioni, tipo edifici strategici], la norma mi impone di verificarlo per un terremoto (specifico per la zona in cui si colloca) con tempo di ritorno di 500 anni (475 per i più precisi). In buona sostanza, l'edificio deve resistere a quel terremoto, anche danneggiandosi in maniera irreparabile (da buttare via), ma senza mettere a rischio la salvaguardia delle persone presenti. Ovviamente per terremoti con tempi di ritorno più brevi sono accettati danni inferiori.

Adeguare un edificio significa fargli rispettare questi livelli di sicurezza, migliorarlo invece vuol dire invece accettare criteri di sicurezza meno severi.

Se questo vale per il nuovo (o l'adeguato) in qualsiasi parte d'Italia, come potremmo riformulare l'annuncio sopra?

P.S: Questo dovrebbe anche sgombrare il campo alla questione sul Moral Hazard discussa con Francesco Forti. Se il rischio della vita o di lesioni alle persone non è in discussione, la convenienza della assicurazione viene solo misurata con criteri economici. Costruire abitazioni antisismiche non mette comunque a riparo dai danni - anche rilevanti - agli edifici.

non per fare il pedante, ma stai descrivendo la sola probabilità che avvenga un dato evento sismico. Per valutare il rischio effettivo non basta. Devo valutare bontà della costruzione, o meglio la sua vulnerabilità intesa come la propensione ad esser danneggiata, e l'esposizione cioè quante persone potenzialmente possono esser coinvolte e il valore degli edifici coinvolti.

Un terremoto catastrofico in zona desertica ha praticamente rischi zero. Un terremoto con Magnitudo bassa, che coinvolge una zona densamente abitata con edifici di valore ma in pessimo stato, ha un rischio altissimo. Quindi la nostra situazione è peggiore di quella che prospettavi.

Condivido il tuo invito ad una campagna martellante che spieghi il problema in termini chiari e crudi.