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Assicurazioni obbligatorie contro i danni da terremoto

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Se oggi costruisco un edificio con tutti i crismi [senza particolari restrizioni, tipo edifici strategici], la norma mi impone di verificarlo per un terremoto (specifico per la zona in cui si colloca) con tempo di ritorno di 500 anni (475 per i più precisi). In buona sostanza, l'edificio deve resistere a quel terremoto, anche danneggiandosi in maniera irreparabile (da buttare via), ma senza mettere a rischio la salvaguardia delle persone presenti. Ovviamente per terremoti con tempi di ritorno più brevi sono accettati danni inferiori.

Adeguare un edificio significa fargli rispettare questi livelli di sicurezza, migliorarlo invece vuol dire invece accettare criteri di sicurezza meno severi.

Se questo vale per il nuovo (o l'adeguato) in qualsiasi parte d'Italia, come potremmo riformulare l'annuncio sopra?

P.S: Questo dovrebbe anche sgombrare il campo alla questione sul Moral Hazard discussa con Francesco Forti. Se il rischio della vita o di lesioni alle persone non è in discussione, la convenienza della assicurazione viene solo misurata con criteri economici. Costruire abitazioni antisismiche non mette comunque a riparo dai danni - anche rilevanti - agli edifici.