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L'Islam questo sconosciuto

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Emiliano Panizon 12/9/2016 - 16:17

E' un articolo, e un tema, molto interessante.

Gli spunti di riflessione sono molteplici, provo a buttarne già un paio:

a) confronto con la storia dell'Europa cristiana. Banalmente il cristianesimo nasce e cresce nella dialettica con un'autortità statale (l'impero romano) che mette in discussione solo per limitati aspetti ma fondamentalmente ritiene legittima (il 'date a Cesare' che non è tanto un messaggio di laicità ante litteram, quanto un mettere le mani avanti - i vangeli, ricordiamo, sono scritti DOPO la sanguinosissima repressione delle ribellioni giudaiche). Ciò detto è interessante ricordare i tentativi di teocrazia cristiana, la legittimazione religiosa dell'autorità monarchica, i complessi rapporti tra giurisdizione secolare ed ecclesiastica ecc., per capire come noi siamo arrivati allo stato laico e come potrebbero arrivarci i musulmani

b) in teoria nel mondo islamico sunnita l'autorità massima dovrebbe essere il Califfo. Posto che dei discendenti del profeta si è persa traccia da più di mille anni, e che la Sublime Porta è stata esautorata un secolo fa, è interessante nella storia musulmana vedere chi ha effettivamente detenuto il potere: capi tribù, dinastie di varia origine, avventurieri (anche di grandi qualità, come il Saladino), politici laici di orientamento più o meno socialista in tempi recenti... l'unità del mondo sunnita sotto un unico leader religioso è stata avvicinata nel millennio scorso solo con l'Impero Ottomano, e nell'ultimo secolo è un'utopia, per quanto pericolosa e seguita da troppi. Va da sè che una grossa fetta di musulmani e relative autorità religiose siano disposte ad accettare la legittimità di autorità civili; il problema è la continua influenza dei Fratelli Musulmani e dei Sauditi.

confronto

Fabio Ghia 12/9/2016 - 17:39

Sul confronto, cui lei accenna, cetramente l'evoluzione storica del laicismo occidentale puo' fornire qualche spunto di riflessione. Personalmente penso pero' che quando si parla di Islam bisogna completamente abandonare la nostra cultura e le sue radici storiche e "immergersi" nella sola storiografia, teologia, sociologia, filosofia e scienze varie ARABO-Islamiche. E' un mondo a parte. Anzi una Civiltà completamente diversa dalal nostra. Lei, giustamente (secondo la nostra cultura!), richiama nel Califfo l'autorità massima di riferimento. Dal punto di vista storico il Califfo rappresenta "il sostituto" del Profeta. E qui viene il punto! Il concetto di Umma, cioè la comunità dei credenti, non esprime solo la compattezza interna della comunità, ma ne implica la proiezione all'esterno, perché il suo compito primario è quello di promuovere il bene e  reprimere il male. "Voi siete la migliore nazione mai suscitata tra gli uomini; promuovete la giustizia, impedite l'ingiustizia e credete in Dio (Sura II, 110)." Nella Pratica Allah parla direttamente alla sua Umma senza intermediari. nell'Islam non è concepito alcun intermediario tra Dio e il singolo credente!  Il capo effettivo di questa grande entità è Dio, legislatore, arbitro e giudice supremo. L'Islam (sunnita) non concepisce l'idea di un Capo che diriga le sorti della Umma: nessuna chiesa e nessun clero, perché ogni credente è sacerdote di se stesso e la comunità obbedisce e risponde direttamente a Dio.

Ben diverso è per gli Sciiti che, invece, riconoscono nell'Imam (i duodecimali in particolare), eletti dalla Umma tra i "discendenti" di Maometto, la guida della Umma secondo la (sua) interpretazione della legge islamica. Poichè pero' gli sciiti si sono fermati al 12° Imam (poi scomparso in attesa della Resurrezione!), oggi giorno lo Ayatollah ne ha preso le principali funzioni direttive.

 non è facile spiegarle sinteticamente questi concetti. Spero se non altro di averle chiarito la complessità e la diversità dell'Islam rispetto alal nosra cultura

Grazie

Emiliano Panizon 13/9/2016 - 08:55

Grazie per la risposta!

non sono certo mancati, né è mancato quello di dare legittimazione religiosa all'autorità monarchica. Anzi, sino ad una certa epoca questa ha avuto bisogno della prima, in un rapporto di reciproco sostegno: basti pensare all'esigenza di Carlo Magno di affermare la sua autorità su una molteplicità di formazioni politiche riottose ed alla fondazione del Sacro Romano Impero che invocava sia la religione, sia la tradizione romana quali fonti di legittimità.

Ma la storia dei rapporti tra potere religioso e potere politico-militare in Occidente è la storia di una dialettica che, sia pure a fatica e con prezzi enormi, ha permesso la secolarizzazione e l'affermazione della laicità degli Stati (più o meno rigorosamente intesa). 

A me pare che proprio l'idea dell'indistinguibilità tra religione e politica impedisca che un analogo processo si riproduca nel mondo arabo, nel quale l'autorità politica - per lo più - si regge su monarchie che rivendicano la discendenza dal Profeta (Giordania, Marocco) o sulla forza militare.

PS -  "l’Islam indica l’insieme dei popoli che nel corso dei tempi si sono sottomessi al verbo di Dio": o che sono stati sottomessi?

 

della dialettica tra Chiesa ed Impero.

sottomissione

Fabio Ghia 14/9/2016 - 04:38

“Islam”, in arabo ha come radice ”silm” che viene intesa in due maniere: la prima è “sottomissione volontaria al volere di Dio” mentre la seconda è “pace.” Entrambi i significati sono interconnessi ed è comunque un punto di riferimento che i musulmani recitano nelle loro preghiere (5 al giono) più volte. In apertura, al Dio Misericordioso e Clemente, e nella parte finale inteso come segno dipace rivolto alla comunità e agli altri fratelli. Ci si saluta anche "as salama alaykum" con il segno della pace.

E' altrettanto chiaro pero' che al termine slim è legata l'intera diatriba sul significato della Jihad! La lotta interiore tra  la coscienza è in conflitto con i desideri materiali (nel mondo arabo alla base della corruzione), detta Jihad maggiore. Mentre per Jihad minore  si intende sia l'"aggressione" che la "Difesa".

L'Islam dei primi quattro Califfi (i ben guidati del periodo d'oro) comunque si è affermato in tutta l'area mediterranea per sottomissione volontaria delle varie popolazioni. Il Corano recita: "Non c'è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente." (Sura 2:256); Da tener presente, pero', che alle popolazioni locali non gli era lasciata molta scelta (vedi i Berberi o le popolazioni della Khabilia!)