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L'Islam questo sconosciuto

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nel groviglio di problemi che pone islam, esiste.

Mi permetterei due osservazioni. Una compoenente, spesso provocata da odi etnici e geografici, di violenze fu presente ed e' presente in -quasi- tutte le religioni. Mi scuso ma e' bene richiamare la storia, dalle partizioni in India (ora divisa tra Pakistan, Bangladesh, India) alle forse piu' pertinenti crociate dirette e volute dai cristiani (all'epoca solo cattolici), fino alle indegne guerre contro gli ebrei (da Luther a Hitler, gli esempi son innumeri.)

Vi e' dunque in islam una componente piu' tossica o patologica dello stesso fenomeno? qui non mi sento competente e vi sono visioni (Daniel Pipes) di questo genere.

Presento dei dubbi perche' non vedo grande differenza tra i cristiani dominionisti e l'assolta non divisione tra legge civile e legge religiosa, che e' propria di alcune delle visioni islamiche.

 

Secondo dubbio: se l'interpretazione del fenomeno attuale, sia esso DAECH o la vera presenza salafi in molti paesi, non abbia molto a che fare  con lo zero sviluppo dei paesi del vicino oriente (su cui penso pochi dubbi sussistano, il sttoscritto mantiene l'opinione che se e fino a che le donne non saranno liberate, da se stesse o da evoluzioni, tale sviluppo economico e civile sia quasi si' difficile da divernir impossibile.)

 

Non sto premendo un'interpretazione marxista con le forze produttive etc. Sto notando che anche nei paesi cristiani (si pensi alla Francia o all'Italia) secoli furono passati a battersi sul tema, dal dominio papale fino alle leggi (p.es. Cremieux, del 1889.)

 

 

Penso sia utile per tutti vedere come il livello di astio nel mondo arabo sia effetto non solo delle recenti tragedie (Iraq, Syria) ma del semplice fatto che questi paesi stanno vivendo la frenesia dell'abbandono del colonialism: val la pena ricordare che tutti gli stati, forse con l'unica eccenzione iraniana, sono creature artificiose create da accordi tra i distrutori dell'ultimo Califfato (i famose/infami parametri di Sykes  e Picot.)

 

 

Da un punto di vista strategico, val forse la pena di rammentare che il rompicapo piu' grave e' costituito da uno stato semi-laico, che appunto geme nelle sua trasformazione, in un sistema autoritario. Mi riferisco alla Turchia.

 

Penso ritornero' sul tema, tuttavia auspicherei di guardare a islam-religione dentro e non fuori gli insiemi dei culti monoteistici e non solo.

Forse e' d'aiuto guardare la trave nel proprio occhio, mentre si osservan i tronchi sulel facce degli altri.

 

Certo non è facile farle comprendere che l'occhio dell'Islam non è lo stesso nostro e che quindi per guadare la trave devo prima cambiare l'occhio. La pregherei di dare un'occhita ai comlmenti di risposte date in precedenza. Potrà trovare molte buoneragioni per arrivare alla concezione di un ISLAM che da 1646 anni è nato, si è evoluto ed è cresciuto nell'ambito della sua culla (l'Arabia Saudita!) e, ancora oggi, quando si parla di "modernismo", l'Islam lo concepisce come una forma di sviluppo sociale da costruire sulla base di quello stereotipo del "periodo d'oro" dell'Islam: cioè della sua nascita attraverso al Rivelazione, di Maometto e dei primi quattro califfi. I primi (e anche gli ultimi) che hanno seguito il percorso indicato da Allah.

Già da quanto le ho detto ora, ne discendono anche tutti i "problemi tribali" cui lei ha fatto cenno. Che nella sostanza, nell'evoluzione storica dell'Islam si sono tradotti nella nascita delle svariate "sette" e derivazioni varie che, oltre alle dichiarate "differenze" che sono causa di guerra interreligiosa e fraticida ancora oggi (Yemen / siria /iraq/ etc), hanno dato origine all'Islam deviato dei Fratelli Musulmani e dell'ISIL.

Sull'Islam pakistano, la storia mi insegna che la volontà di crearsi una Repubblica Islamica sia nata da Neru e i musulmani indiani. Nessuno li ha cacciati dall'India, anzi Ghandi nel vedere il popolo estremizzarsi, ci è quasi morto. Nella sostanza E' l'Islam che, sino ad oggi, non ha mai accettato di "vivere" in territorio non islamizzato e non ha mai accettato di vivere in pace con altra gente di estrazione religiosa diversa "maggioritaria". Il popolo Palestinese e la sua diaspora (causata dagli stessi arabi) ne sono una chiara dimostrazione. Per fortuna , grazie anche a quanto sta accadendo in Europa con la forte immigrazione di "nuovi" musulmani, le cose stanno cambiando e la Tunisia (di cui la prego rileggersi quanto ho scritto!) ne è una dimostrazione.

Grazie per la segnalazione. Nei vari tagli e correzioni cui è andato soggetto l'articolo, non so come sia uscito fuori. Una mia sbadatagine! Confermo: siamo nel 1437 dell'Egira