Titolo

L'Islam questo sconosciuto

4 commenti (espandi tutti)

Come definire chi è musulmano? Logica vorrebbe che siano quelli praticanti, secondo quelli che (vado a memoria) sono i loro 5 obblighi/pilastri.
Ma e difficile contare chi sia praticante e chi no. Ho letto che un 30% degli musulmani in fancia non sarebbe praticante, ed il 50% dei cattolici. Ma un musulmano non praticante cosa è, oltre che un ossimoro? Ma anche un cristiano non praticante, perché conteggiarlo in questa strana e surreale gara tra religioni, a suon di record?

PS: memoria a parte, trovo questo su wikipedia e Fabio ci saprà dire se è cosa ben riportata.
Sicuri che siano 1.7 miliardi quelli che seguono i 5 pilastri?

Francesco, una risposta concreta alla tua domanda non è facile da dare. Provero' a spiegarti il perchè.

Dal punto di vista demografico (di cui al 1,7 miliardi di Musulmani), io credo (ma vado a intuito per esperienza acquisita) che il presupposto scientifico su cui si basano queste statistiche parta dai dati anagrafici custoditi sia in sede laica (municipalità) ma anche religiosa (Chiese Cristiane). La grande differenza nel conteggio dei musulmani rispetto agli "altri" è che in tutto il mondo islamico (Reami, Repubbliche, Stati democratici di religione islamica etc.) il figlio di padre musulmano è musulmano! Il che si concretizza in due particolari esecutivi:

  • - l'ortoprassi musulmana (religione quindi) vuole che appena vede la luce  il neonato, il padre (anche il meno professante che tu possa mai immaginare!) ringraziando Allah deve portarsi all'orecchio del bimbo e recitagli (silenziosamente) la Dichiarazione di Fede. Che nelal sostanza è il primo atto per abbracciare la fede islamica;

- la prassi municipale, che prevede la registrazione del neonato con in apertura dell'atto la Dichiarazione di Fede. Per chi non è musulmano, viene registrato a parte. Anzi, in alcuni Stati quali il Libano, addirittura dopo la dichiarazione di fede segue anche il tipo di confessione (sciita o sunnita o altro).

Per i Cristiani (gli Ebrei e altro), ritengo che si faccia riferimento ai dati forniti dalle Chiese delle varie confessioni su coloro che sono stati battezzati. Come ben sai, infatti, le Municipalità degli Stati laici occidentali non sono interessate (anzi per diritto alla privacy non lo possono proprio più fare!) agli aspetti relgiosi.

Per inciso, secondo i dati di uno studio del 2015 del Pew reserch Center di Washington (PRC), i cristiani nel mondo sono 2,2 Miliardi di persone, pari al 33% della popolazione mondiale.

A me sembra chiaro che i dati del PRC si riferisacno essenzialmente alle stime anagrafiche  cosi' come te le ho delineate sopra  non vanno quindi a considerare chi effettivamente "pratica la religione o meno.

Consentimi di dirti comunque che è proprio in questo particolare che io vedo grosse differenze, perche nella concezione dell'Islam non vi è alcuna differenza tra religione e sociale. Anzi, la religione (la Rivelazione Coranica) nasce proprio per dare indicazioni comportamentali, sociali e politiche per costruire un modello di società (la UMMA) sotto indicazioni della legge di Dio (Allah). Per chiarirti ulteriormente, qui in Tunisia quando si è trattato di incominciare a discutere tra le varie forze politiche della nuova Costituzione, il Presidente Essebsi (uomo di estrazione bourghibiana e politico laico di professione) ha tenuto a precisare, in particolare al partito islamista Al Nahdha: signori io sono Musulmano e cosi' come me lo sono tutti i parlamentari eletti. Ergo, per la totalità del popolo tunisino (fatti salvi i cristiani o di altra religione!), con magari differente sensibilità, la prassi, il modo di vivere e di ragionare rispecchia i fondamenti dell'Islam. E anche se nel vivere quotidiano non c'è più alcun cenno di tutto questo, grazie al modernismo che si va sempre più affermando, quando arriva il venerdi' , l'ora della preghiera pomeridiana, o addirittura il mese del Ramadan, beh ce ne si accorge chiaramente che se non è la totatlità, sicuramente la stragrande maggioraza professa e vive dell'Islam.

Per il cristianesimo, di cui tu, io e anche la maggior parte di tutti coloro che si dichiarano "non credente"o "ateao", o anche non "professante", le radici culturali cristiane continuano ad interagire in modo maggioritario sul nostro sistema di vita. Che su questa base si sia poi costruito (grazie a un filosofo musulmano!) l'umanesimo, l'illuminismo etc. etc., .... ehmbeh, questa è tutta "filosofia" nel vero senso della parola, di cui un giorno ... spero poterne parlare! Ci sto lavorando su!

 

Per quanto concerne

'Per i Cristiani (gli Ebrei e altro), ritengo che si faccia riferimento ai dati forniti dalle Chiese delle varie confessioni su coloro che sono stati battezzati.'

Non sono sicuro. Penso che in genere i numeri sulle percentuali di cristiani di varie confessioni ed ebrei, così come credo quelli sul numero di musulmani quanto meno nei paesi industrializzati, dipendano da autodichiarazioni nei sondaggi e quindi sono soggetti alla individuale percezione di sé.

Nello specifico, non tutte le confessioni cristiane hanno dei registri di battezzati come i cattolici, sicuramente non ce le hanno le chiese evangeliche pentecostali. Per quanto riguarda gli ebrei ci sono almeno quattro insiemi che si intersecano in vario modo: 1) auto o eteroidentificazione etnica, 2) fede religiosa, 3) status di ebreo per nascita secondo i criteri tradizionali dell'halakha (matrilineari) o quelli dell'ebraismo riformato (indifferentemente matrilineari o patrilineari), e 4) (almeno per quanto riguarda l'Italia) appartenenza a una determinata comunità ebraica. Solo quest'ultimo insieme è misurabile in maniera oggettiva.

Mutatis mutandis, anche tra i musulmani penso ci sia un certo numero di persone che hanno un'identità musulmana ma non sono praticanti. Per quel che vale io ne conosco diversi.

perfetto

Fabio Ghia 14/9/2016 - 17:23

Grazie per le utilissime indicazioni.

Concordo pienamente con quanto afferma nella conclusione sul numero di musulmani praticanti. Ma è molto più difficile individuarne la percentuale sia perchè, come ho avuto modo di indicare per il Presidente Tunisino, anche il non praticante in assoluto, essendo andato naturalmente soggetto a un indottrinamento religioso, tiene a specificare che lui è musulmano (anche solo di discendenza!) visto che è un mast cui non possono rinunciare; ma anche, se non soprattutto, perchè dichiararsi non credenti, e purtroppo nell'Islam il non professate è cosi' paragonato, equivale a beccarsi una fatwa (sentenza giuridica) di morte. In Tunisia ben due parlamentari sono stati ammazzati con colpi di pistola alla testa, proprio perchè si erano professati "agnostici" durante una trasmissione televisiva.