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Il caso Apple: la mela ed il paradiso (fiscale) perduto

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no, lo è; trattandosi di "determinazione dell'imponibile", l'accordo derivante dai ruling "non è" immediatamente replicabile da altra azienda

...perche' per definizione e' una risposta alla domanda: "E' l'arrangiamento che penso di metter su conforme alla legge, e ho fatto bene i conti su quello che andro' a pagare in tasse?" E ovvio che un'altra azienda in genere ha piani non perfettamente uguali, ma se ha ugualmente accesso a un tax ruling su di essi non c'e' discriminazione.

Insomma, non vedo che ci sia di discriminatorio nel rassicurare qualcuno sulla conformita' alla legge dei suoi particolari piani: non farlo, e invece rispondere "te lo faremo sapere quando pare a noi", sarebbe lesivo della certezza del diritto.

EDIT: i Tax rulings in Europa non sono affatto rari, anche se spesso non sono pubblicizzati. Ad esempio, l'ICIJ sul suo sito ne pubblica un campione di 534 emessi dal Lussemburgo tra il 2003 e il 2011.

solo parzialmente vero: la "replicabilità", nel caso in  esame e leggendo i documenti disponibili, non v'era (dal tenore dei documenti non si trattava di mera "conferma" dell'applicabilità o meno di un trattamento fiscale "generale"); quanto alla prassi dei ruling, questi sono in sé validi se rispettano le condizioni comunitarie (l'ho scritto nell'articolo) ma vi sono anche casi di "infrazione" contestata e sanzionata in corte di giustizia (vds casi citati).

da ultimo, come già scritto, trattasi di materia estremamente scivolosa, tanto che resta difficile dare un giudizio "assoluto" senza aver letto le carte (che, invero, quelle disponibili ad oggi depongono . a mio giudizio - a favore della Commissione).