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La Scuola Italiana, vista da un emigrato

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Uno dei primi programmi che scrissi da ragazzo servivava a riconoscere un verbo greco ed a coniugarlo.

Lo scrissi all'inizio della IV ginnasio. Messo di fronte ai primi verbi, mi dissi che questi Greci erano pazzi. Per evitare di impazzire anch'io, pensai di scrivermi un programma per fare il riconoscimento e la coniugazione al posto mio.

Ci impiegai quanto i miei compagni a passare dal presente all'imperfetto. Io nel frattempo mi ero riletto il libro di grammatica una decina di volte, ed il mio programma aveva una white list per gli irregolari, e coniugava presente, aoristo, futuro, perfetto, in indicativo, congiuntivo ed ottativo. 

Una volta completato, in realtà lo usai pochissimo, perché mi resi conto che nello scrivere il programma, ero diventato un esperto nel dominio applicativo, a metà primo quadrimestre sapevo coniugare e riconoscere i verbi greci come i miei compagni non avrebbero saputo fare nemmeno in III liceo.

Stiamo parlando di quasi 30 anni fa. 30.

Se si poteva coniugare 30 anni fa lo studio del Greco con la programmazione, completamente da autodidatta (sia in Greco che in programmazione), immagino sia possibile farlo molto più facilmente anche oggi. Basta volerlo.