Titolo

La Scuola Italiana, vista da un emigrato

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Aneddotica....

Maurizio 5/10/2016 - 17:51

Per quel che vale. Io ho due figli che hanno frequentato quello che si chiama "un buon liceo" e in quegli anni (non molto tempo fa) siamo venuti a contatto con altri ragazzi (loro amici e medesimo contesto socioculturale) che hanno fatto esperienze di scambio (un anno, di solito negli USA, magari in Australia e cose simili) e amici che si sono trasferiti all'estero (USA e UK) per lavoro e quindi hanno spostato i figli da "buone scuole italiane" a "buone scuole straniere (UK e USA)", più o meno. Ebbene NON mi è mai capitato di sentire qualcuno di questi ragazzi che trovasse la "nuova scuola" più impegnativa di quella italiana. Anzi, soprattutto in riferimento agli USA, l'atteggiamento al ritorno era di una certa superiorità (il caso tipico era di dire che lì studiano "per modo di dire") e so anche di una ragazza, figlia di amici, che era diventata in breve la prima della classe in molte materie , pur con l'handicap della lingua non nativa. E' pura aneddotica, ovviamente, ma mi mi ha sempre colpito e mi domando se voglia dire qualcosa. L'aneddotica naturalmente comprendeva anche paragoni a noi sfavorevoli su attrezzature didattiche, palestre ecc.

Questo non toglie che, per esempio, mi dispiaccia di non aver studiato un po' di economia seria al liceo e cose simili, tanto per sottolineare che l'implicazione certo non è che non si debba cambiare nulla ecc.

Tanto per dire.

Io ho una esperienza personale di Ph.D. in USA dopo la Laurea in Italia ma quello è un altro discorso.

Maurizio