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La Scuola Italiana, vista da un emigrato

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secondo me si contraddiceva parecchio definendo  prima il miglioramenti in scienze e matematica "statisticamente significativi" e poi nelle conclusioni li derubricava a "piuttosto labili"

"statisticamente significativi" e "piuttosto labili" non sono concetti che necessariamente si contraddicono. Il primo vuol dire che le differenze (labili o meno) non sono dovute al caso, il secondo è un giudizio relativo sulla differenza.

:)

michele boldrin 7/10/2016 - 23:07

Per un chiarimento, cercare sotto Deirdre (formerly Don) McCloskey.

Una nota a margine: il punto vero NON e' essere primo o 27esimo. In un ranking di N nazioni ci sara' sempre qualcuno che deve arrivare al posto N, a quello N-1, N-2, e cosi' via. Di per se possiamo anche essere ultimi se il livello medio e' poco lontano dal primo e perdiamo con onore e, soprattutto, se la grande massa dei nostri studenti risulta essere SOPRA a quei livelli ritenuti minimamente accettabili per poter competere e magari crescere nel mondo odierno. E' quando ti rendi conto che sei sostanzialmente sotto a quei livelli minimi e che in alcune regioni (praticamente tutto il Sud, buona parte del Centro e parecchio del Nord) va ancora peggio che ti preoccupi. E dovresti preoccuparti anche se tu fosti secondo o terzo perche', nel mondo della crescita che viene solo se te la sai creare, mal comune non e' per nulla mezzo gaudio. Tutto il contrario.