Titolo

Il governo rosso-brunato. II

2 commenti (espandi tutti)

Tieni presente che si tratta di un'ipotesi rivoluzionaria, secondo la costituzione la repubblica, pur tutelando le autonomie locali, è una e indivisibile. Ciò significa che il governo statale dovrebbe trattare chi propone tale obiettivo in maniera anche più dura di come Rajoy trattò i secessionisti catalani...una prospettiva di guerra civile, il nord nel suo insieme non è la Slovenia, è il cuore produttivo del Paese. Perché si possa realizzare la sua uscita dallo stato unitario occorrerebbe la dissoluzione di questo, ed a quel punto lo sbocco più probabile sarebbe la federazione delle regioni settentrionali con i paesi confinanti, perché i politici locali ben difficilmente annacquerebbero le proprie particolarità a favore di una generica unione nordista di nuovo conio: tanto per fare fantapolitica, Valle d'Aosta e Piemonte con la Francia, Lombardia con la Confederazione elvetica (che dominerebbe), Trentino-Alto Adige con l'Austria e le Venezie a sé ...

Come dicevo, "basta che potenzialmente possano minacciare  in modo credibile di poterlo fare". Aggiungevo anche che a questo scopo una nuova forza politica sarebbe necessaria. Che sorga o meno da ceneri altrui non credo interessi ora ma credo sia praticamente inevitabile.

L'esito non sarebbe rivoluzionario come dici ma semplicemente cadrebbe il castello di carta e l'asse che unisce lega e m5s, facendo cadere il governo prima del disastro finale. Poi questa forza politica potrebbe porsi a garante delle operazione di ripristino dei danni e ricostruzione (su base federale?) del paese.