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Il governo rosso-brunato. II

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Mi permetto di aggiungere una considerazione personale: nello tsunami in formazione dall'ultimo cambio di regime nel 91-93, c'e' stato forse un momento storico in cui uno spiraglio sembrava aprirsi, e sono stati gli anni dello sforzo per l'ingresso nell'euro, diciamo 96-97. Le elite avevano deciso, ma gli italiani sembravano appoggiare la decisione. Erano gli ultimi anni di ottimismo, addirittura di entusiasmo per le questioni europee, il peggio sembrava essere alle spalle (crisi del 92), nonostante lo sforzo economico per rispettare i parametri di Maastricht (l'eurotassa di Prodi) i consumi aumentarono, e gli italiani sembravano desiderosi di adeguarsi agli standard culturali, ancora prima che economici, europei. Poi l'euro arrivo davvero, non porto' con se i favolosi vantaggi che gli italiani si erano immaginati, sprecammo la nostra grande occasione, e tutto e' andato come sappiamo.  

Poi l'euro arrivo davvero, non porto' con se i favolosi vantaggi che gli italiani si erano immaginati, sprecammo la nostra grande occasione, e tutto e' andato come sappiamo.  

Mi pare manchi qualche dettaglio. L'euro portò i vantaggi per cui era stato pensato (stabilità del cambi, bassi tassi di interesse, con un rismarmio di diverse centinaia di miliardi in interessi sul debito pubblico) ma la vecchia élite diede il ben servito a Prodi, si riprese gli scranni del potere e cominciò a trasformare quei guadagni in nuova spesa pubblica.