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Il governo rosso-brunato. II

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Considerazioni, direi, molto amare, eppure apparentemente necessarie.

Ma poi, c'è da chiedersi: ma hanno mai governato i loro destini gli italiani?

Se si esclude di poter risalire all'impero romano, sono sempre stati eventi esterni: interessi remoti, esigenze politiche strategiche, catastrofi, a dettare il ruolino di marcia. Gli italiani, solitamente, si sono limitati ai piazzali Loreto a cose fatte, per darsi una parvenza di terribilità.

Se poi si deve constatare l'incompiutezza sostanziale del risorgimento, non resta proprio nulla. E allora, però, è difficile anche credere che gli attuali politici italiani, del tutto anemici, anzi dissanguati, o futuri loro eredi, possano assumere l'autorità di fare cose che neanche Moro o Berlinguer, per dirne due con qualche carisma in più e leader di partiti un poco più sapidi, riuscirono a fare.

Dunque, forse occorrerebbe focalizzare l'attenzione sugli eventi più grossi di noi, al di là delle alpi o degli oceani, quelli che ci costringeranno, come al solito, forzatamente a riconfigurarci.

Persino la qui paventata secessione, la rifrantumazione negli originali e veraci ducati dello stivale, che potrebbe essere anche una opportunità positiva, se ben progettata, per ricominciare almeno da capo su basi diverse, se non per forza migliori, e che potrebbe addirittura riesumare il sud oramai, più che defunto, marcito nella tomba, ebbene, con i presupposti culturali attuali, in altro non si risolverebbe se non in una nuova sceneggiata dai toni forti; uno scuoter di quinte del mago di Oz.