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Il governo rosso-brunato. II

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ed è il Berlusconismo.
Ne parla nella conclusione, e senza concedere sconti. Ma quando costruisce il modellino su quattro punti, e scrive al punto 4:

A partire dal 1992 e, in crescendo, sino al 2011-12 è diventato chiaro a sempre più gruppi sociali o di interesse che non c'era più nulla da elargire, ben via crescita o ben via debito pubblico. A quel punto i medesimi gruppi si son messi alla ricerca di nuove elite di riferimento a cui chiedere prebende. Il M5S e la Lega si sono offerte e sono state credute.

Sembra che l'evento significativo del 1992 sia stato la presa di coscienza del debito pubblico.
Così salta a più pari un quarto di secolo di Storia d'Italia, quella che va dalle politiche del 1993 a quelle del 4 marzo 2018.
E' un periodo troppo lungo perché si possa trascurare di metterci l'accento. I venticinque anni di Berlusconi, caratterizzati da un degrado continuo e indecente di una classe politica in odore di criminalità, culminati negli estremi tragicomici di nipoti di Mubarak, orge nei palazzi di stato, subrettine elevate al rango di ministri per aver elargito favori sessuali, mafiosi che fuggono a Beirut dopo avere fondato un partito, e via così (rinforzati dal continuo bombardamento mediatico prodotto dalle televisioni del CAPO, che faceva aumentare questa indignazione, in chi lo riconosceva) hanno generato una indignazione diffusa talmente feroce da produrre un desiderio di rinnovamento totale, costi quel che costi.
Una parte consistente dell'elettorato di quello che Lei chiama "governo rosso-brunato" è composta da persone per nulla convinte della proposta politica offerta da questi signori, ma così determinate a vedere la fine di questa indecenza da essere disposte a correre qualsiasi rischio, pur di vederne la fine ed arrivare finalmente ad un ricambio totale.

Quello che ho scritto sopra non è molto diverso da quanto dice anche Lei, nella sua conclusione.
Ma (per gusto mio) Lei trascura di porre l'accento su questa indignazione diffusa (che per conto mio è ampiamente giustificata, ma questo è un giudizio ed è personale, mentre che essa esista è un fatto) che è invece una chiave di lettura decisiva per comprendere l'esito del processo storico.
Le stesse condizioni culturali, sociali e (forse) economiche italiane che Lei descrive avrebbero potuto portare a un esito diverso, con Berlusconi in galera.

 

persone per nulla convinte della proposta politica offerta da questi signori, ma così determinate a vedere la fine di questa indecenza da essere disposte a correre qualsiasi rischio, pur di vederne la fine

Ecco, questo a me pare un buon punto. Vuoi che siano tutti così tonti da non capire che uno stato non possa andare avanti a regali? Magari invece questo tipo di elettori, stufi ma non "furbi", sono molti. Magari basta offrirgli una proposta credibile. A quanto era Fare, 10 minuti prima che saltasse fuori la falsa laurea di Oscar Giannino? Per cosa avrebbero mai potuto votare questi il 4 Marzo? Si sono tutti astenuti?