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Il Liberalismo non ha vinto, il Socialismo ha perso. O no?

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Rick 4/11/2016 - 10:38

Due punti che non condivido nell'articolo.

(1)

"Se assumiamo che tutti conoscano la migliore combinazione legislativa (se condividono lo stesso modello), e se la Politica la offre, ecco che verrà prima votata dagli elettori razionali e poi messa in opera."

A meno di non immaginare che le scelte degli individui siano limitate ad una sola dimensione e le preferenze degli individui abbiano determinate caratteristiche, è impossibile essere certi di poter arrivare ad una decisione tramite un processo democratico (Arrow, Impossibility Theorem). In altri termini, questa è la ragione teorica del perchè Grillo è un enorme pericolo per la democrazia italiana (una democrazia incapace di decidere porta dritta alla dittatura, vedi Weimar, e queste sono considerazioni che un economista dovrebbe fare prima di tracciare la sua brava croce nell'urna il mese prossimo).

 

(2)

Il miglioramento delle condizioni di vita ha generato la società aperta. O questo o semplice correlazione, l'inversione del rapporto di casualità è impossibile perchè prima sono migliorate le condizioni di vita e dopo è arrivata la società aperta descritta nell'articolo. E tale miglioramento delle condizioni di vita è infatti avvenuto principalmente nel secondo dopoguerra (tra il 195o e il 1970) in una economia mista di mercato e con tutte le sovrastrutture (partiti, sindacati, chiesa) che l'autore sembra disprezzare. E non si tratta di una eccezione italiana perchè è andata così più o meno in tutta Europa. Spero non consideriamo la prima industrializzazione britannica come un miglioramento delle condizioni di vita....