Titolo

Per la fine della pubblica amministrazione

2 commenti (espandi tutti)

i prezzi

Pietro Puricelli 17/12/2016 - 13:28

La compensazione spesso sta nei prezzi di acquisto, che da quel che ho sentito da alcune inchieste giornalistiche sono abbstanza gonfiati, sentivo tempo fa a Radio 24 un caso in cui un arredamento di alcuni uffici della regione era stato pagato il doppio del listino ufficiale al dettaglio...

Supponiamo che il prezzo gonfiato sia la maggior cosa. Potrebbero essercene altre, la possibilità di scontare o ammortizzare altre voci del bilancio, o l'aumento del fatturato, o il ritorno di immagine, o altre cose ancora, ma prendiamo il prezzo gonfiato come centro.

Questo prezzo gonfiato dal lato dell'amministrazione è una scelta obbligata visto i rischi che si accolla chi prende l'appalto; l'offerta evidentemente comporta più rischi di quelli di un'offerta simile del mercato, pensiamo ad esempio ad una stessa scatola di penne richiesta da un'industria privata, quindi da questo punto di vista il prezzo gonfiato sarebbe una esigenza naturale, la conseguenza di una legge di mercato normale. Dal punto di vista di chi prende l'appalto, invece, il prezzo gonfiato in parte dovrebbe riassorbire la quota da stanziare per il sicuro, o quasi sicuro, ricorso alle vie legali, riassorbire quella per l'allungamento dei tempi di attesa per la riscossione, ovvero coprire lo sconto da concedere a colui a cui si cede il diritto di riscossione.

Insomma il prezzo gonfiato è trasparente e in parte necessario per l'amministrazione, copre i rischi dell'impresa che decide di prendere l'appalto, e pesa veramente solo alle tasche del contribuente. In questo caso l'unico danneggiato mi pare essere proprio il contribuente, perché nella filiera, diciamo, tutti trovano il loro tornaconto, avvocati inclusi.

È una nuova modalità di mungere la solita mucca, da parte di tutti però. Questo spiegherebbe parecchio, nell'ipotesi che non mi sia sfuggito nulla e che non abbia dedotto castronerie, tuttavia credo che vi sia dell'altro.