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Dialogo sui minimi sistemi

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Onestamente, a me pare si veda bene che questa era per l'appunto una chiacchiera da Facebook e forse era meglio se rimaneva là dove era. Raramente ho visto analisi storiche così superficiali.

Su quale base avete posto come punto di partenza che le società antiche sono più semplici di quelle attuali? Ad averci un minimo di esperienza di cose di mondo sapreste che  una società come quella romana imperiale sicuramente è molto più complessa di quella delle democrazie attuali. Oggi i cittadini obbediscono tutti allo stesso codice civile e penale. In Roma antica ogni categoria sociale aveva uno status diverso, regole proprie, e le regole erano un intrico fittissimo di relazioni di caste (vere), di interessi, di conoscenze personali e privilegi istituzionali, associazioni di categoria, collegi religiosi, alleanze commerciali, ramificazioni familiari, il tutto debitamente mescolato e spalmato su un territorio che andava dal Portogallo all'Eufrate. Gli speculatori romani avevano proprietà in Italia, Gallia, Sardegna e allo stesso tempo portavano i loro capitali in Egitto già prima della conquista romana.

Oggi i cittadini sono tutti uguali, il codice civile e penale si applica a tutti indistintamente, il sistema monetario è molto meno confusionario: è una bella semplificazione, e il mio confronto sfiora appena la superficice.

Basta svogliare qualche pagina di diritto romano per rendersene conto, ma non è che la società romana fosse un'eccezione. Il commercio internazionale, su scala continentale, comincia già con i Sumeri: le bolle speculative nascono molto prima dell'invenzione stessa della moneta, che è un fenomeno piuttosto recente. Quanto fossero ramificate le società mesopotamiche e i loro interessi commerciali lo potete scoprire dai loro annali, dove i prezzi sono registrati con precisione millimetrica (perché erano rapportati a calcoli astrologici per loro di primaria importanza).

Potrei fare migliaia di altri esempi, ma basterà citare le lettere commerciali di Francesco Datini, commerciante di Prato nel '300. Una società semplice, vero? Peccato che i suoi commerci coprissero l'intera Europa, e che gli interessassero le variazioni di prezzo nelle merci dal Portogallo alla Polonia. E parliamo di un cretino qualsiasi di Prato.

E soffermatevi anche soltanto un attimo a riflettere su quanto sia semplicistico l'attribuire deterministicamente la tranquillità dei popoli alla loro ignoranza. Tranquillità del contadino del 1814? Ma l'avete aperto un libro di storia? Nell'800 ogni generazione ha fatto una rivoluzione o ci ha provato: rivoluzione francese, moti del '20, moti del 30-31, moti del '48, Comune parigina del 1871. Praticamente tutti moti di piazza che si sono diffusi a macchia d'olio in tutta Europa.

E di certo non è stata un'esclusiva dell'800. Quante sollevazioni popolari e quante ribellioni endemiche devo citare perché cominci ad affacciarsi l'idea che le sovrastrutture ideologiche e religiose sono qualcosa di un po' più complesso del semplice instrumentum regni? 

Questa discussione è la prova che gli studi umanistici servono.

Certo che le analisi di B, T & M sono superficiali, ma non mi sembra affatto ovvio che siano sbagliate, neanche tenendo conto delle considerazioni di Rocchi.

Penso che, riguardo alla capacità di orientarsi sui temi socio-economici (che mi sembra fosse il focus dei discorsi di B, T & M), il confronto vada fatto fra coloro che in passato potevano avere un'influenza (pochi) e quelli che possono averla ora (molti, grazie al voto).

Confronto non facile, ma da profano scommetterei sulle tesi di B, T & M. Mi chiedo, e chiedo a Rocchi, se ci sia qualche ricerca seria al riguardo.

Il punto di partenza della discussione è che il mondo 100 anni fa fosse "semplice". In sintesi: poco commercio su larga scala, industria soltanto locale, l'"estero" era sconosciuto.  Queste sono tutte scemenze.

100 anni fa (anche prescindendo dal fatto che, ad essere pignoli, 100 anni fa c'era la I guerra mondiale e "estero" era qualcosa di ben concreto) c'erano i Rockfeller e i Rotschild, i capitali inglesi, tedeschi, francesi e americani sparsi per il mondo, il telegrafo, giornali, i treni, Einstein ed Heisenberg, un ampio settore industriale che pompava tecnologia a ritmi forsennati, con impianti giganteschi che impiegavano decine di migliaia di operai.  C'era anche  una cosina appena appena "globale" chiamata emigrazione. O gli italiani a milioni in America ed in Argentina ce li siamo scordati?

Ma lasciamo perdere la grossolanità di qualcuno che della storia deve avere un concetto piuttosto vago e ragioniamo prendendo il senso generale: "prima" il mondo era più semplice. Prima di internet, dei mass-media, prima della società di massa in genere. Anche così l'analisi rivela non sintesi, sia pure superficiale, ma ignoranza della storia.

Il mondo non è mai stato così isolato e semplice come se lo immaginano i tre, molto semplicemente. Ho già addotto degli esempi. Devo aggiungerne? Ho già citato Datini, quanti altri mercanti del '200-'300 in giro per il mondo devo citare? Marco Polo va bene? Eppure mica c'era solo lui. Le notizie circolavano eccome. Il primo esempio che mi viene in mente: le crociate, incluse quelle "dei bambini". La gente si è mossa da tutta Europa per andare a liberare il santo sepolcro. Erano ignoranti, ed era pieno medioevo. Eppure.

Ancora: il mercato di Londra o di Anversa, Venezia, Milano e tanti altri  operavano nel '500-'600 solo su base locale? Pensiamo forse che la gente non avesse percezione del fatto che quel che avveniva a Costantinopoli aveva ripercussioni anche in Germania, via Venezia? O che le vicende del Regno di Nuova Spagna si ripercuotevano sulle Fiandre?

Potrei fare migliaia di esempi, e chiedo scusa se non mi dilungherò su questo. D'altra parte, Truzzolillo non cade in questo errore, ma in quello di pensare che i contadini dell''800 fossero "tranquilli".

Se il punto invece sta nel fatto che un tempo decidevano "pochi competenti" mentre oggi decidono "tanti (ignoranti)", beh, anche questo mi sembra quantomeno semplicistico. Le società di ancien régime non erano basate sulla competenza ma sul sangue. E anche le classi dirigenti partecipavano della maggior parte delle superstizioni dei loro sudditi (Rasputin rings a bell?), né i principi ispiratori della politica erano sempre, o anche solo spesso, quelli dell'efficienza economica.

Ma anche questa è una grossolana semplificazione. La realtà è che senza suffragio universale le masse si facevano sentire in altro modo, spesso extra-istituzionale, ragion per cui sollevazioni e tumulti erano praticamente strutturali. Le influenze c'erano, ma si esprimevano in maniere spesso e volentieri più dirette e violente. Quel che la democrazia rappresentativa fa è incanalare le richieste di visibilità, rappresentanza e cambiamento in un sistema ordinato ed incruento, evitando di dover prendere i forconi. E si può dire che abbia avuto successo. Lo ha già detto Riolo nei commenti.

Ed è tutto lì il punto. Il resto sono chiacchiere, per l'appunto.

Per divertirvi alle nostre spalle provando che è pieno di ignoranti così arroganti che non si rendono nemmeno conto di dire e scrivere cazzate sesquipedali condite di latinorum? 

Rocchi, vedo che lei ha anche scritto un articolo per noi e non era malaccio. Parlava, credo, di cose che lei capiva e conosceva. Le consiglio, vivamente, di attenersi alla stessa regola. Il commento che ho appena finito di leggere mi lascia tanto basito da rendermi impossibile commentarlo. È un cumulo di cazzate, sì cazzate, dalla prima all'ultima riga. L'ultima, poi, fa veramente ridere. 

Ma cosa crede, che la scienza sia una gara di calcetto? Please.

P.S. Vedo ora anche il secondo commento, con le "scemenze" ... Ah c'erano i Rotschild. Impressive. Pensa, c'erano anche i Bardi ed i Peruzzi, s'è per quello! So what? Ha presente la partita doppia? Ha presente quando l'hanno capita e concettualizzata? Ha presente quanto è complessa la partita doppia rispetto, per dire, a un'analisi dei flussi o una opzione put? Ha presente la teoria della relatività e quella geocentrica? Ha mai confrontato un PC con una grattuggia per il formaggio? Ha provato mai a misurare il numero di persone (o la % della popolazione, meglio) coinvolta in commerci/viaggi/conoscenze in un raggio superiore ai 50 Km da casa a inizio del 20esimo (per non dire del 14esimo) secolo rispetto ad oggi?

Ma che cazzo dice con tanta ridicola arroganza? Che cazzo dice? Vi fa proprio male alla testa il classico, ma male forte.