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Dialogo sui minimi sistemi

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Il punto di partenza della discussione è che il mondo 100 anni fa fosse "semplice". In sintesi: poco commercio su larga scala, industria soltanto locale, l'"estero" era sconosciuto.  Queste sono tutte scemenze.

100 anni fa (anche prescindendo dal fatto che, ad essere pignoli, 100 anni fa c'era la I guerra mondiale e "estero" era qualcosa di ben concreto) c'erano i Rockfeller e i Rotschild, i capitali inglesi, tedeschi, francesi e americani sparsi per il mondo, il telegrafo, giornali, i treni, Einstein ed Heisenberg, un ampio settore industriale che pompava tecnologia a ritmi forsennati, con impianti giganteschi che impiegavano decine di migliaia di operai.  C'era anche  una cosina appena appena "globale" chiamata emigrazione. O gli italiani a milioni in America ed in Argentina ce li siamo scordati?

Ma lasciamo perdere la grossolanità di qualcuno che della storia deve avere un concetto piuttosto vago e ragioniamo prendendo il senso generale: "prima" il mondo era più semplice. Prima di internet, dei mass-media, prima della società di massa in genere. Anche così l'analisi rivela non sintesi, sia pure superficiale, ma ignoranza della storia.

Il mondo non è mai stato così isolato e semplice come se lo immaginano i tre, molto semplicemente. Ho già addotto degli esempi. Devo aggiungerne? Ho già citato Datini, quanti altri mercanti del '200-'300 in giro per il mondo devo citare? Marco Polo va bene? Eppure mica c'era solo lui. Le notizie circolavano eccome. Il primo esempio che mi viene in mente: le crociate, incluse quelle "dei bambini". La gente si è mossa da tutta Europa per andare a liberare il santo sepolcro. Erano ignoranti, ed era pieno medioevo. Eppure.

Ancora: il mercato di Londra o di Anversa, Venezia, Milano e tanti altri  operavano nel '500-'600 solo su base locale? Pensiamo forse che la gente non avesse percezione del fatto che quel che avveniva a Costantinopoli aveva ripercussioni anche in Germania, via Venezia? O che le vicende del Regno di Nuova Spagna si ripercuotevano sulle Fiandre?

Potrei fare migliaia di esempi, e chiedo scusa se non mi dilungherò su questo. D'altra parte, Truzzolillo non cade in questo errore, ma in quello di pensare che i contadini dell''800 fossero "tranquilli".

Se il punto invece sta nel fatto che un tempo decidevano "pochi competenti" mentre oggi decidono "tanti (ignoranti)", beh, anche questo mi sembra quantomeno semplicistico. Le società di ancien régime non erano basate sulla competenza ma sul sangue. E anche le classi dirigenti partecipavano della maggior parte delle superstizioni dei loro sudditi (Rasputin rings a bell?), né i principi ispiratori della politica erano sempre, o anche solo spesso, quelli dell'efficienza economica.

Ma anche questa è una grossolana semplificazione. La realtà è che senza suffragio universale le masse si facevano sentire in altro modo, spesso extra-istituzionale, ragion per cui sollevazioni e tumulti erano praticamente strutturali. Le influenze c'erano, ma si esprimevano in maniere spesso e volentieri più dirette e violente. Quel che la democrazia rappresentativa fa è incanalare le richieste di visibilità, rappresentanza e cambiamento in un sistema ordinato ed incruento, evitando di dover prendere i forconi. E si può dire che abbia avuto successo. Lo ha già detto Riolo nei commenti.

Ed è tutto lì il punto. Il resto sono chiacchiere, per l'appunto.