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Potremmo arricchirci con il turismo

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Sfogo?

Michele Fornino 27/2/2018 - 00:53

Con tutto il rispetto, prof. Boldrin, io non capisco quale sia il punto dell'articolo. Criticare la nozione che ammodernare un settore dell'economia possa portare vantaggi, oppure quella che sia possibile immaginare di portare crescita all'intero paese tramite il settore alberghiero e che questa sia una delle possibili iniziative per cercare un posto nel mondo all'Italia? Possibile che per un paese avere la Silicon Valley sia l'unica cosa a cui aspirare?

 

Suppongo che molti dei proponenti di questa "cazzata", come l'apostrofa lei, abbiano in mente una strategia di promozione del patrimonio culturale che vada oltre i centri "mainstream". Credo pensino sia possibile portare milioni di persone al di fuori, in posti quali la mia Saluzzo che pur essendo piccoli sono degli autentici gioielli che, non me ne voglia per lo sciovinismo, qui in America si sognano. Dunque creare nuova occupazione, non necessariamente a basse competenze e non necessariamente in piccoli numeri (siccome i ricchi saranno pure pochi sul totale, ma l'1% di 7 miliardi di persone sono pur sempre 70 milioni...).

 

Per farle un esempio concreto, un mio amico dottorando mi ha detto della sua idea che ci potrebbe essere un'opportunità di occupazione per i tanti laureati in "lettere filosofia e altre cose inutili" appunto nel fare da Ciceroni per turisti abbienti, portandoli al di fuori dei centri di massa. I musei hanno recentemente accolto numeri record di visitatori e, pure con difficoltà, si è riusciti a nominare direttori (anche) stranieri.

 

Questo è solo un esempio e "lieve rebuttal" nel merito, sia chiaro, ma davvero non capisco lo scopo del suo articolo in quanto tale se non quello di sfogo nei confronti di un intero paese prima ancora che un articolo che sia utile alle persone per imparare qualcosa. La stessa cosa vale per il suo "editoriale" sulle elezioni.

 

Saluti da Boston.

Bene, allora proviamoci.

L'argomento diffuso in Italia sul turismo lo comprendi? Se non l'hai mai sentito puoi trovarne esempi seguendo i link di Briatore o il video di LZ riportato nei commenti o cercando in rete. 

Ora, tu capisci cosa vuol dire crescita economica per un paese di 60 milioni, vero?

E capisci anche cosa vuol dire avere salari crescenti, giusto?

E capisci che stiamo parlando non di occupare 20mila o 50mila ragazzi in più a fare i camerieri, gli sguatteri, le cameriere ai piani o anche i bagnini pettoruti in spiaggia. No, stiamo parlando di come occuparne, per dire, 1 milione in più a fare ben altri lavori ricevendo ben altri salari. 

Riesci, con i numeri che dai, a farmi due conti due che provino come si possano guadagnare, diciamo, 50-60mila euro lordi annui (guarda che questo è il costo lordo di un professore di liceo, che in Italia ritiene d'esser pagato una miseria) con le attività turistiche che hai in mente?

Riesci a spiegarmi come questi possano crescere al ritmo annuo, in termini reali, del 2% per i prossimi 30 anni? Perché questa è la crescita, anche se modesta (lasciamo stare SValley, lì i numeri andrebbero moltiplicati per un fattore >> 1) di cui il mito parla (e che tu adombri senza esporti).

Sai, di amici laureati in lettere e paraggi che fanno i "ciceroni sofisticati" nel posto che, per metro quadrato, ha la maggior domanda per tali servizi nel mondo quando espressa in USD (ossia, Venezia) ne conosco dal principio degli anni '80. Non è una particolare novità, credimi. Infatti, se i tuoi amici di Saluzzo vogliono dei consigli, forse dovrebbero parlare con i national leader, che sono a Venezia CS ed hanno oramai 60+ anni ... ti posso assicurare che, certo, son sopravissuti e sopravvivono ma ... spero tu comprenda. 

Vedi, non so che economia ti insegnino laddove la studi ma, se davvero ci fossero tutti questi milioni lasciati per terra da decenni, non ti pare che qualche migliaio di giovani italiani avrebbero provato a raccoglierli? Son lì, a sentire molti, dagli anni '70 (il boom nelle città storiche iniziò alla fine anni '70, check the data). Son passati 40 anni, ed ancora nisba. Io capisco bounded rationality, ma questa sarebbe unbounded scemenza se fosse vero che i soldi c'erano. 

Per esempio, tu sei andato a fare un dottorato a Boston, in economia. Questo vuol dire che sei sveglio abbastanza. Com'è che non hai scelto di fare l'imprenditore del turismo a Saluzzo, dove avresti potuto generare quei posti di lavoro meravigliosi che descrivi?

Insomma, al momento più che una rebuttal vedo la conferma che ho fatto bene a tirar fuori le note dal cassetto. Ma magari proverai che ho preso un granchio. 

Io attendo paziente: guarda i dati, guarda i redditi nei settori turistici di altri paesi, guarda come crescono, dai un'occhiata al "Baumol disease" (quello originale, non le confusioni recenti) e scrivimi un articolo che confuti queste mie strane teorie. Se passa il test dei dati e della logica, saremmo felici di pubblicarlo. 

Grazie della sua risposta. Purtroppo mi sono reso conto di aver scritto il commento in modo fuorviante, di pancia, diciamo.

Non mi azzarderei a commentare nel dettaglio il merito dell’articolo o della proposta, ci mancherebbe altro. Se è parso così nel mio commento è solo perché è stato scritto di getto. Non è questa la mia area di competenza e d’altronde si rischia spesso di parlare a vanvera quando si prova a fare gli esperti di qualcosa in cui non lo si è.

Il mio era un modo di chiedere quale fosse il punto politico che si cercava di fare. In particolare modo: mi pare chiaro che il professor Zingales non sia un idiota, dunque l’unico modo di interpretare il suo intervento è come una boutade atta a focalizzare l’opinione pubblica su una possibilità di intervento di policy in quell’area (di Briatore non credo sia il caso di parlare seriamente). Nessuno credo possa sostenere veramente che l’unico futuro per l’italia sia diventare una nazione di camerieri. Tuttavia si può andare al di là delle sparate e discutere del merito di chiedere uno sforzo coordinato del governo in quest’area. D’altra parte, sempre ritornando al caro Piemonte, le Langhe non hanno trovato successo finché non hanno imitato i francesi e imparato a vendere il loro prodotto in modo più profittevole. Forse di banconote per terra ce ne sono anche altre pure se la teoria direbbe il contrario.

Non so che tipo di economia mi insegnino, ma diciamo che dopo questi anni penso di aver capito il vantaggio comparato di Ricardo, quindi sul paper direi che passo :).

Saluti.

50-60mila euro lordi annui (guarda che questo è il costo lordo di un professore di liceo, che in Italia ritiene d'esser pagato una miseria)

Piccolo commento a latere, non e' che i professori di liceo ritengono di essere pagati una miseria perche' a questi 50-60 mila euro di costo non ci arrivano nemmeno con il binocolo?

A me risulta che dopo il ricco aumento di recente concesso gli stipendi lordi vadano dai 22k (per i primo 8 anni da inizio carriera) ai 34k di fine carriera (con 35 anni o piu' di anzianita'). Aggiungiamo i contributi a carico del datore di lavoro, che per gli statali dovrebbero essere intorno al 38% ed abbiamo una forbice dai 30k ai 47k. Consideriamo pure che i professori di ruolo siano mediamente anziani: L'eta' media sembra attestarsi sui 50 anni, ma molti insegnanti non entrano in ruolo prima dei 30. Con 20 anni di anzianita' media non penso si arrivi a 40k di costo.

Spannometricamente, 1600 Eur al mese netti (su 13 mensilita'). A 50 anni.

Come si fa ad arrivare ad una media tra i 50k ed i 60k?

Vero

michele boldrin 27/2/2018 - 23:52

Avrei dovuto scrivere 30-40. L'argomento vale comunque, anzi si rafforza :)

Non manca almeno. Un 8.5% di IRAP che insiste sulla PA?

No

Francesco Ginelli 4/3/2018 - 22:36

No, l'IRAP e' gia' inclusa nel 38% circa che stimo a carico del datore di lavoro.

Rassegnamoci, in Italia abbiamo deciso che non vale la pena pagare uno stipendio decente agli insegnanti dei nostri figli.