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Potremmo arricchirci con il turismo

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Visito con sempre con piacere i negozi che liquidano il loro magazzino prima di cessare l’attività. Non lo faccio andando in cerca dell’affare della vita, piuttosto mi piace cimentarmi nel capire perché si decida di mettere fine ad una impresa. Si sente dire: «I figli hanno altro da fare e non vogliono continuare l’attività dei genitori», «I titolari hanno aperto un negozio più grande nel centro commerciale fuori paese, poi di qui ormai non passa più nessuno», «Oggi, con l’e-commerce, le piccole librerie/i negozi di dischi non stanno più in piedi»…
Spesso guardando cosa c’è in magazzino viene da domandarsi come abbiano fatto a resistere così a lungo senza chiudere prima. Qualche volta mi è persino capitato di fare anche un affare che non stavo nemmeno cercando.

Da un po’ di tempo su NoiseFromAmerika tira aria di chiusura, anche se i cartelli appariscenti in vetrina non li ho ancora visti, l’incipit di ieri invece mi è sembrato un sobrio fogliettino attaccato vicino alla cassa: «Visto che siamo in via di chiusura, faccio pulizia del cassetto».

Ohibò, andiamo a vedere se c’è qualcosa di interessante!

Anche se ruvido, come sempre, e un po’ meno rifinito del solito, il post mi è piaciuto: va dritto al punto: Potremmo arricchirci con il turismo? No!

Nelle strutture turistiche di lusso guadagna molto (se lo fa bene) l'imprenditore o chi ci mette i capitali mentre guadagnano il loro costo opportunità tutti gli altri. Il cameriere o cuoco o addetto alle pulizie guadagna più o meno quello che guadagna altrove. In altre parole: piuttosto di niente meglio piuttosto ma l'idea che il turismo di lusso possa essere il volano della crescita di un paese di 60 milioni di persone fa solo ridere i polli.

Messa così, sembra che il settore turistico italiano sia come quei lavoretti estivi che si fanno da ragazzi (spesso proprio nel turismo) per impiegare il tempo e fare un po’ di quattrini per pagarsi gli studi o le vacanze con gli amici. Si occupa il tempo e si fanno un po’ di soldi, ma i guadagni maggiori ed i lavori per la vita restano altri.

Sono d’accordo e vado oltre. Mi verrebbe spontaneo classificare nello stesso modo anche certe attività da sharing economy che solo qualche anno fa dovevano, nelle migliori intenzioni, dare respiro al mercato: come fare l’autista per un’APPpop, affittare la seconda casa su APPBnB o fare il rider per qualche servizio di consegna a domicilio. Non sono anche queste attività dove chi guadagna molto è l’imprenditore, mentre gli altri guadagnano il loro costo opportunità, che in questi casi è addirittura più basso?

Questi anni di NoiseFromAmerika, sono stati un’esperienza interessante, che mi ha permesso di leggere idee raramente scontate e qualche volta mi è persino capitato di poterle scambiarle in prima persona.

Se aprite un Chiringuito in qualche posto, mi piacerebbe farci un salto per continuare a fare quattro chiacchiere.

Grazie!