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Il grafico della settimana, 05-04-2017

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scienza e poesia

bonghi 10/4/2017 - 19:26

ottima metonimia ( il denaro per l'oggetto comprato )

tuttavia l'uso delle figure retoriche e' piu' tipico della poesia che del "linguaggio scientifico" in cui porterebbe non poca confusione

mettero' i riferimenti nella speranza di evitare le accuse di idiozia e il conseguente ban:

qui : http://www.museotorino.it/view/s/7135920b151845f48189f1d5310dfb80 si legge:

"La fabbrica d’armi rappresenta uno dei più grossi stabilimenti industriali di Torino sia per il volume della produzione – nel 1862 ammonta a circa 18000 armi da fuoco e a 15000 armi bianche – sia per l’elevato numero di operai che impiega; la fucina dà lavoro a molti degli opifici del territorio e si avvale di numerosi lavoranti a domicilio per la montatura dei pezzi."

direi percio' che si' , l'investimento bellico fu fatto nello stato sardo e non in crimea ( e' presumibile che gli "opifici del territorio" abbiano investito i ricavi derivati dalle commesse belliche con esito l'aumento di produttivita' cui facevo riferimento nel commento precedente , inoltre i salari pagati all' "’elevato numero di operai" e ai  "numerosi lavoranti" si immagina possano aver aumentato la richiesta di beni prodotti dai medesimi opifici )

qui invece : https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_delle_ferrovie_in_Italia si legge ( riferendosi al "regno di sardegna" ) : 

come ci segnalano gli "Annali universali di statistica": Al principio del 1848 non eravi colà in esercizio un solo chilometro di strada

"A differenza di altri Stati dove la progettazione era affidata all'impresa privata, a volte totalmente straniera (la Napoli–Portici era un progetto del francese Bayard e francesi erano anche i capitali[22]), nel Regno di Sardegna l'impulso lo aveva dato lo Stato."

 

questa invece la situazione nel 1861 , direi ceh qualche investimento in infrastrutture ci fu

cosa vuol dimostrare, nè la ragione per cui cerca lo scontro con la redazione, e il probabile ban. Ma non mi riguarda, sono un semplice contributore. Vuole sostenere che il regno delle due sicilie prima dell'unità era una piccola Germania, e la sua successiva arretratezza (economica e culturale) fu una conseguenza dell'unificazione?

Restando alla Crimea. Lei parla di un investimento in infrastrutture "fatto in Piemonte" perché le armi furono acquistate in Piemonte? Si potrebbe replicare che pure il sangue dei soldati fu strizzato dalle vene dei piemontesi.
Come ricordiamo da reminiscenze di storia studiata al liceo (qui il riassunto di Wikipedia) il Regno di Sardegna partecipò alla guerra di Crimea in chiave anti-austriaca: Cavour non aveva interessi a Sebastopoli o nel mare d'Azov, ma intendeva avvicinarsi agli anglo-francesi e siedere alla conferenza di Parigi dalla parte dei vincitori, per far valere le sue ragioni e inseguire l'indipendenza dall'Austria.
Da quella clausola di salvaguardia dei territori piemontesi inserita nella convenzione militare del 1855 nacque il futuro Regno d'Italia. L'investimento in Crimea (in mezzi, uomini e sangue) aveva ottenuto lo scopo. Non sapremo mai se giovamento vi fu, ma se vi fu, quindi, vi fu per il Regno d'Italia.

non voglio dimostrare nulla e non cerco scontri con la redazione , solo chiedo , al pari di quanto dichiarato dalla redazione stessa in "policy sui commneti" che venga rispettata la regola di evitare offese gratuite , se ha letto il commento cui facevo riferimento converra' con me che esso  ha tono "puramente ad-personam, senza nessun altro contenuto che, appunto, il mettere in evidenza una caratteristica specifica, positiva o negativa, d'un individuo determinato"

vedo ceh continua a sostenere che il piemonte effettuo' investimenti in crimea , gia' nel precedente commento le suggerivo di mantenere un atteggiamento piu' "scientifico" , lo rinnovo : 

qui : https://it.wikipedia.org/Investimentowiki/  si legge questa definizione : "In economia per investimento si intende l'attività finanziaria di un soggetto economico detto investitore atta all'incremento di beni capitali e l'acquisizione o creazione di nuove risorse da usare nel processo produttivo al fine ultimo di ottenere un maggior profitto futuro o incrementare la propria soddisfazione personale."

le assicuro che il lo stato sardo non fece investimenti ( economici ) in crimea

l'analisi politica ceh fa sulla motivazione della guerra in crimea ha poca importanza dal punto di vista economico , ed e' con questa prospettiva che cercavo di rispondere alla domanda di alessandro :  

"Nel 1871 la Campania risultava essere la quarta regione più ricca, venti anni dopo è scesa al nono posto. Cosa è accaduto?"

scrivendo cosi': 

" il costo degli investimenti fatti negli stati sardi e' stato sostenuto da tutta italia ( dopo l'unita' le tasse al nord diminuiscono ed aumentano quelle al sud ) , cio' ha portato ad un aumento della produttivita' dove gli investimenti erano stati fatti ed una depressione dove aumentarono tasse e debito senza aver avuto il beneficio dell'investimento"

mi pare la mia sia una "analisi" che riepecchia la teoria economica :  ad investimenti corrispondono aumenti di produttivita' 

ma a quanto pare sono l'unico che cerca una spiegazione del fenomeno all'interno della teoria economica

circa l'arretratezza economica e culturale notiamo che oggi e' presente anceh in sardegna , che notoriamente e' il "core" dello stato sardo , ribadisco che gli aumenti di produttivita' avvengono a seguito di investimenti

se qualcuno ha una spiegazione economica migliore la scriva pure 

in economia..

Nasissimo 14/4/2017 - 17:19

forse. Nel linguaggio comune invece, più in generale, si fa un "investimento" quando si spendono risorse sperando di ottenere un successivo beneficio: quando fa un regalo a una bella signorina e poi la invita a cena, lei fa un "investimento", che può dare lo sperato beneficio oppure no. Questo investimento qua non c'entra nulla con il processo produttivo e nemmanco col profitto, ma la soddisfazione personale.. quella può incrementarla eccome.

Similemente, quando si inviano 18000 uomini in Crimea a morire di pallottole e di colera sperando di ottenere in cambio un beneficio in termini di integrità territoriale, si fa un investimento che mal si misura nei temini del processo produttivo e del profitto. E' un investimento di tipo diverso ma è un investimento comunque, che anzi si misura con parametri ben più significativi dell'investimento dell'economia.

L'analisi politica sulla motivazione della guerra di Cimea quindi è decisiva, sotto ogni aspetto, incluso quello economico che arriva per ultimo. 
Il fatto che l'investimento fatto "negli" stati sardi (dagli stati sardi, in Crimea) sia stato sostenuto poi da tutta Italia (perché il debito è stato ripartito con l'unità) si giustifica perché il beneficio finale ottenuto per mezzo di quell'investimento consisteva nel raggiungimento dell'unità d'Italia, di cui tutta l'Italia si era giovata.

Questo ovviamente se si ritiene che l'unità d'Italia fosse un obiettivo desiderabile, e quindi il suo raggiungimento foriero di "soddisfazione".

finalmente hegel

bonghi 14/4/2017 - 21:16

dopo tesi ed antitesi pare sia finalmente arrivato il momento della sintesi

il mio era un tentativo di trovare una giustificazione teorica ad una situazione ( che e' stata ) reale

ovviamente nel tentativo tralasciavo tutte le altre considerazioni , tra cui quelle politiche e chissa' forse etiche ceh lei ben descrive 

possiamo dire , in accordo con l'autore dello studio, che i benefici dell'investimento fatto "al nord" hanno investito anche "il sud" e quindi azzardarci ad affermare che l'unificazione fu "soddisfacente" , purtroppo esperimenti per sostenere o negare questa tesi non se ne possono fare e quindi il giudizio complessivo e' comunque personale