Titolo

Una ricostruzione del caso Madia

1 commento (espandi tutti)

Trovo sorprendente questa inversione dell'onere della prova.  Quasi tutti gli accademici hanno lavori coautorati.  Su tutti può nascere il sospetto che non  sia farina del loro sacco. Gli unici che possono corroborare questo sospetto sono i loro coautori, ed  in ogni caso le affermazioni di questi ultimi andrebbero verificate. Secondo CG e MB, l’idea dell’esperimento fu di MM, così come suoi furono molti apporti concettuali che portarono alla stesura del protocollo dell’esperimento. MM aveva un interesse nelle problematiche  legate alle tutele crescenti e non sapeva nulla di esperimenti; CG era interessata a esperimenti ma non si occupava di mercato del lavoro. Perché nel caso di MM, e solo nel suo, in tanti si sono inventati l’inversione dell’onere della prova, per di più contro ogni indizio contrario?

Trovo ancora più sorp4endente che si decisa che MM non possa aver lavorato alla tesi.  L’esperimento terminò il 13 ottobre. La versione definitiva della tesi fu  depositata il 18 novembre. Trentacinque  giorni per presentare i risultati dell’esperimento, in un lavoro coautorato, quindi settanta giorni potenziali  di lavoro per un quarto di capitolo di tesi. Perfettamente fattibile per un lavoro approssimativo come la tesi della Madia. Trovo una certa dose ti ipocrisia in chi dice che sia impossibile: gli archivi di tutte le università del mondo (inclusa la mia) sono pieni di tesi concluse in fretta, per motivi buoni o cattivi. In ogni caso,  un conto è la bassa qualità, un altro è  una frode.

E trovo ancora più sorprendente, se possibile, l'affermazione che MM non abia potuto partecipare alla concezione del capitolo perché impegnata a Roma. Noi tutti abbiamo scritti aorticoli coautorati senza praticamente aver visto il nostro coautore: Email? Skype? telefono? MM non ha partecipato alla effettuazione degli esperimenti il 6 e il 13 ottobre, questo è acclarato. Questo significa automaticamenteche non ha avuto alcun ruolo nella concezione dell'esperimento e nella determinazione del suo design?  E' ovvio che non aveva alcuna expertise in materia. Ma nessuna delle due coautrici aveva alcuna nozione di economia del lavoro. Volgiamo fare come nei concorsi italiani dove si chiede ai candidati di indicare qualio righe ha scritto un coautore e quali un altro?

Infine, perché CG ha deciso di non parlare pubblicamente. Trovo  incredibile che si inferisca da questo che ha qualcosa da nascondere. Ci posono essere mille ragioni, di varia natura, inclusa quelkla che lei e latre persone non si fidano dei metodi di un certo giornalismo. 

Ma questo clima di sospetto "zse è così, allora il motivo deve essere per forza il peggiore", che traspare da tutto questo intervento, è in linea con la peggiore tradizione italiana che vede cospirazioni dappertutto, e con un certo giornalismo che ziona il rgrilletto del lanciafiamma appena sente muovere una folgia.